Festa dei lavoratori: perchè si celebra il 1° maggio?

Il mese di maggio ci dà sempre il benvenuto con la "festa dei lavoratori". Perchè la festa che celebra i lavoratori cade il 1° maggio?

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Festa dei lavoratori

Il Primo Maggio è la Festa dei lavoratori. Il 1° maggio, quale giorno per celebrare e ricordare le lotte sociali dei lavoratori nella storia, fu scelto a Parigi, in seno alla Seconda Internazionale del 1889. Il Movimento Internazionale dei lavoratori decise per il 1° maggio in onore della manifestazione operaia di Chicago, avvenuta il 1° maggio 1886.

Le origini della “Festa dei lavoratori

Il Primo Maggio ha natali al di là dell’oceano; la festa che celebra i lavoratori e che ci ricorda quanto fondamentali siano i diritti dei lavoratori prese vita negli Stati Uniti. Il 1° maggio 1886 a Chicago iniziò una grande manifestazione operaia: i lavoratori indissero uno sciopero generale per ottenere una riduzione delle ore lavorative. La protesta fu rovente, durò tre giorni ma culminò con il tragico massacro di Haymarket, un eccidio, per mano della polizia, di una serie di lavoratori.

Da Chicago alla Seconda Internazionale in Europa

In Europa già nell’ambito della Prima Internazionale si parlò di una data simbolo per i “proletari” ma furono i fatti di Chicago a segnare il 1° maggio come luogo delle aspirazioni e delle attese dei lavoratori. Così il 1° maggio entrò ufficialmente nella Seconda Internazionale come data delle rivendicazioni operaie: diritti, tutela, riduzione dell’orario lavorativo.

La Festa dei lavoratori in Italia

Il 26 aprile 1890, in Italia, sulla rivista La Rivendicazione apparve un articolo che iniziava così: «il primo maggio è un parola che rallegra gli animi di tutti i lavoratori del mondo, è parola d’ordine che si scambia fra quanti si interessano al proprio miglioramento». Dunque anche in Italia il primo maggio divenne la data che segnò il distacco dalla normale vita lavorativa: fu una festa laica e civile ove il tema del lavoro era quello dominante.

La Festa dei lavoratori durante il fascismo

La Festa dei lavoratori durante il ventennio fascista fu abolita da Benito Mussolini perchè scomoda e perchè politicamente segnata; il duce però non rinunciò ad una sorta di tributo esclusivamente per “il lavoro” e non per i lavoratori. Nell’epoca del regime la “Festa del lavoro” fu spostata al 21 Aprile ma portava seco solo un significato celebrativo senza il concetto di “lotta di classe”.

Dopo il fascismo di nuovo il “primo maggio”

Dopo il ventennio fascista e quindi con la Repubblica, il primo maggio ritornò ad essere una solennità civile carica di significati sociali e culturali.

Ogni anno il mese di maggio ci dà il benvenuto con la Festa dei lavoratori e ci ricorda che i diritti oggi riconosciuti ai lavoratori sono stati conquistati con il sangue e con il sacrificio.

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