Ferrari: il 2022 del Cavallino è l’anno del Purosangue

La casa modenese inizia quest'anno la produzione del suo primo SUV

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Ferrari Purosangue camuffata
La Ferrari Purosangue durante i test su strada (screenshot Instagram).

Il 2022 è l’anno del Cavallino Purosangue, ossia il primo SUV marchiato Ferrari. Dopo tante notizie ed indiscrezioni, finalmente ci avviciniamo al momento della verità, quando questo progetto così tanto chiacchierato diventerà realtà. A partire da quest’anno la casa di Maranello avvierà la produzione del modello, che sarà distribuito alla rete di vendita nel 2023. Quasi ci siamo!


Ferrari Purosangue: i prototipi iniziano a girare su strada


Ferrari Purosangue: cosa sappiamo del primo SUV del cavallino che nascerà nel 2022?

In verità sappiamo ancora relativamente poco di un’auto che ancora non è stata presentata. A giudicare dalla miriade di foto di prototipi in giro per la rete, l’aspetto non sarà propriamente da SUV. Ferrari vuole piuttosto realizzare una sorta di berlina maggiorata, seguendo uno stile che avvicina la Purosangue alla GTC4Lusso (che le donerà la trazione integrale). La vettura mette nel mirino la Lamborghini Urus e l’Aston Martin DBX, le sue acerrime rivali sul mercato. E lo farà in stile Ferrari, puntando sulle performance. Prestazioni date dai suoi motori, che però non sappiamo ancora quali siano. Abbiamo delle ipotesi che girano tra gli addetti ai lavori.

I motori saranno molto sportivi

La prima voce che gira è che la Purosangue adotterà il powertrain della nuova Berlinetta del Cavallino, la 296 GTB. La vettura (che sarà la base della prossima GT3 da corsa realizzata in collaborazione con Oreca) adotta un motore V6 biturbo da 654 CV, a cui si aggiunge un motore elettrico di supporto. La potenza complessiva è di 819 CV. Si dice che la Purosangue adotterà tale propulsore completo di sistema ibrido, ma senza depotenziamenti. Altra voce che gira è che sotto il cofano potrebbe esserci il V8 biturbo da 710 CV già edito della F8 tributo, e montato anche sulla SF90 Stradale (che adotta un sistema ibrido come la 296 GTB). Il SUV, in questo caso, sarebbe privo di ibrido. La terza via, la più “romantica”, è quello del V12 aspirato, propulsore a cui Ferrari non vuole rinunciare. Ma si tratta di un’eventualità remota, in un mondo moderno ossessionato dall’elettrificazione e dal downsizing.