Femminicidio: il Sudafrica ha un triste primato

Troppe donne morte per mano di un convivente. Gli uomini capiscono che bisogna educare la comunità maschile, per estirpare il male alla radice

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femminicidio Sudafrica

Il Sudafrica ha, purtroppo, un primato negativo, nel 2009 sono state il 56% le donne uccise dal partner. I dati confermano che a livello mondiale il femminicidio in Sudafrica è 5 volte superiore. Solo nell’arco di tempo tra l’inizio del 2019 e la fine del 2020 sono state uccise 2.695 donne in Sudafrica. I dati sono sconcertanti. Di fondo, per fermare gli omicidi e salvare le donne bisogna cambiare gli uomini.

Qual è la strada giusta per fermare l’omicidio di genere?

Sono tanti gli uomini che da bambini hanno assistito a violenze perpetrate ai danni delle madri, poi finite in tragedia. Alcuni di loro hanno deciso di riunirsi in comitati e associazioni contro il femminicidio in Sudafrica. Come sono tanti gli uomini, il 76%, che intervistati per uno studio sul femminicidio in Sudafrica, hanno dichiarato di aver perpetrato violenza di genere almeno una volta. Altri studi hanno evidenziato che tra il 28% e il 37% degli intervistati c’erano dei violentatori sessuali. Quindi il problema del femminicidio in Sudafrica investe tutti: uomini e donne. Le donne perchè sono le vittime, gli uomini perchè sono i carnefici. A Cape Town c’è un giovane uomo, Siyabonga Khusela, che ha fondato un’associazione LangaforMen, nel 2019. Il suo scopo è guidare ed educare i ragazzi prendendo posizione contro la violenza di genere.

L’impegno di “LangaforMen” contro il femminicidio in Sudafrica

Siyabonga Khusela, ha visto morire la madre a 13 anni, uccisa dal patrigno. In un’intervista a Megan Gieske ha dichiarato: “Non posso sedermi e non far niente mentro guardo donne e bambini violentati da uomini, il mio genere. Mi sono reso conto di avere un’enorme responsabilità in questo Paese.”. Certamente anche gli uomini subiscono violenza di genere ma il rapporto è 1 donna su 3 contro 1 uomo su 5. In seguito ad un accadimento del genere, Khusela, è andato in un locale dove si riuniscono gli uomini ed “ha tenuto una lezione sul fatto che non va bene abusare delle donne”. Siyabonga è convinto che educando contro la violenza si può cambiare il mondo. Anche la Fondazione Cesvi opera in questo ambito e tiene seminari” What Makes a Man” nelle comunità vicine a Cape Town e online, rivolte agli uomini a partire dai 10 anni.


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“I veri uomini non abusano delle donne”

Questo è uno degli slogan usati dalla Fondazione Cesvi, durante gli incontri organizzati, anche in luoghi non convenzionali, come un container. Thembani Dyule, il responsabile del progetto di Cesvi sottolinea che è fortemente convinto che: “Se istruisci un uomo e lo cambi, in realtà cambi l’intera comunità.”. Un’altra realtà come l’associazione no-profit per i diritti umani Justice Desk opera cercando di creare nuovi modelli di riferimento. I giovani non ne hanno, vanno avanti nella loro vita imitando gli adulti e i loro comportamenti distorti. Quando un ragazzo, confida a un parente di temere di perdere la ragazza per un viaggio, se riceve risposte come “picchiala così sarà troppo spaventata per partire”, si comprende che c’è tutta una mentalità da cambiare, estirpando le radici. É difficile far cambiare idea a un adulto, ma un ragazzo può comprendere se ha una scelta.