Feltri incoraggia Salvini ad uscire dall’esecutivo

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Feltri

La cura dell’immagine è sempre importante per Matteo Salvini. Su Libero il direttore consiglia al leader del Carroccio di lasciare la maggioranza: Se Feltri fosse Salvini non rimarrebbe neppure una settimana in compagnia del Pd. Meglio l’opposizione accanto alla Meloni che viene definita dal direttore di Libero come una donna ‘sensata’ per come ricava consensi. ” Salvini in risposta a questa affermazione risponde che dopo Pasqua si vedrà con Draghi per chiedere di riaprire dove possibile sulla base di dati scientifici.

Una coincidenza?

Vittorio Feltri suggerisce alla Lega di uscire dal governo di Mario Draghi. E Matteo Salvini azzanna a parole Roberto Speranza. Forse è una coincidenza, forse un discorso già preparato prima ma i toni più duri usati finora dal leader del Carroccio nei confronti di un esponente dell’esecutivo, arrivano nello stesso giorno in cui Feltri gli chiede edi mollare la maggioranza. Va detto che negli ultimi anni Feltri e Salvini hanno quasi sempre avuto posizioni molto simili. Almeno fino alla decisione del Carroccio di entrare nel governo Draghi. Un esecutivo che da qualche giorno Feltri attacca con editoriali al veleno e articoli vari contro le restrizioni anti Covid. Nello stesso tempo Matteo Salvini ha cominciato il suo pressing al governo. “A Pasqua la situazione sanitaria tornerà tranquilla e sotto controllo. Molte attività potrebbero riaprire in sicurezza”.

Lo stesso interessato, Mario Draghi risponde che “le chiusure sono pensabili o impensabili solo in base ai dati che vediamo”. Proprio alla luce di queste risposte il capitano abbassa i toni. Nei giorni scorsi : “Sono d’accordo con il presidente Draghi. Se i dati dicono che alcune Regioni sono in difficoltà si chiude, se i dati dopo Pasqua dicono che in alcune zone è tutto sotto controllo si riapre. Mi sembra che l’automatismo debba valere sia se si chiude che se si apre”.

Feltri scriva a Salvini

Però su Libero è arrivato un consiglio diretto di Feltri. “Carissimo Matteo, scendi dal pero e torna a Milano“, è il titolo dell’editoriale dell’esperto giornalista. Dopo i vari attacchi nei giorni precedenti il direttore si rivolge direttamente al segretario del Carroccio. “Non si capisce il motivo per cui un uomo avveduto come Salvini si sia messo con questo esecutivo uguale a quello di Conte. Per un anno non hanno concluso nulla senza portare a casa lo straccio di un risultato. Non si rende conto il buon Matteo che collabora con gli ex comunisti e gli ex democristiani e non combina nulla essendo obbligato a recitare nel ruolo di reggicoda, condividendo la responsabilità delle decisioni insensate e punitive nei confronti della popolazione. Il pensiero più semplice è che egli si sia fatto ingannare dall’ottima fama dell’ex presidente della Bce e abbia sperato che questi avesse una marcia in più rispetto a Giuseppe Conte”.

E ancora: “I fatti dicono viceversa che il presidente del Consiglio, se non è la solita zuppa, è il consueto pan bagnato. Lo dimostra l’evidenza che le vaccinazioni procedono a rilento perché nessuno se le procura sul mercato, e che i cittadini, esattamente come succede da oltre 12 mesi, campano in cattività quali criceti”. Quindi ecco il consiglio finale, condito da citazione della principale avversaria interna di Salvini: “Fossi il Capitano – scrive Feltri – non rimarrei neppure una settimana in più in compagnia del Pd, me ne tornerei all’opposizione, accanto alla Meloni che, in effetti, essendo una donna sensata, ricava consensi ogni dì”.

Il dopo editoriale di Feltri

Un riferimento chiaro a Giorgia Meloni che vede salire i suoi consensi, a differenza di Salvini che con la Lega è ferma. Poco dopo incredibilmente sembra che il leader del Carroccio si sia svegliato ed ha iniziato ad attaccare l’esecutivo da dentro. Forse i numeri espressi da Feltri hanno risvegliato la mission principale nel partito della Lega. “Ci rimettiamo alla scienza: quello che abbiamo chiesto a Draghi è che dopo Pasqua occorre riaprire dove si può farlo”, cosi si è espresso Salvini, “se dopo Pasqua ci sono intere regioni con la situazione tranquilla occorre riaprire”.

Il discorso non finisce senza un attacco a Roberto Speranza, Ministro della salute, “ma perché Speranza dice di voler tenere chiuso tutto aprile senza tener conto della scienza? E’ una scelta ideologica. Io invece mi rifaccio alla scienza. Sono stufo di scelte ideologiche sulla pelle degli italiani“.

Cosa ci sia di ideologico sulle norme anticontagio utilizzate in tutto il mondo non è dato sapere.