Federico I Barbarossa eletto re dei tedeschi nel 1152

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Federico I Barbarossa

Federico I Barbarossa fu eletto re dei tedeschi il 4 marzo 1152. Il soprannome “Barbarossa” gli fu attribuito per via del colore della barba.

Federico I Barbarossa: la salita al trono

Con la crisi del regno di Germania, iniziata dopo l’estinzione della dinastia di Franconia, molte città presenti nell’Italia del nord poterono organizzarsi in Comuni e accrescersi silenziosamente, senza che nessun sovrano ne intralciasse l’espansione.

La crisi del regno di Germania ebbe fine nel 1138, quando venne eletto re di Germania Corrado III di Svevia, primo sovrano della dinastia degli Hohenstaufen. Nel 1152 gli successe suo nipote Federico I, detto “Barbarossa”. Nel 1155 questi ottenne, oltre al titolo di re di Germania, anche quello di “re d’Italia” e di “imperatore del Sacro Romano Impero di Germania”.

Federico I Barbarossa: la dieta di Costanza

Sin dai primi anni di regno, Federico Barbarossa manifestò apertamente il desiderio di ripristinare l’autorità imperiale su tutte le regioni dell’impero. Era ben conscio che la crisi politica che aveva colpito la Germania negli anni precedenti aveva permesso a varie città italiane di guadagnare una certa indipendenza. Inoltre, nella dieta di Costanza del 1153 (le “diete”, o “Tag” in tedesco, ossia “ordini del giorno”, erano le assemblee o riunioni durante i quali i duchi di Germania si occupavano degli affari del regno, come ad esempio di eleggere il sovrano), ribadì anche la sua convinzione che potere politico e spirituale potessero collaborare assieme.

Federico I Barbarossa: la prima dieta di Roncaglia

Federico I Barbarossa

Il sovrano era deciso quindi a restaurare la monarchia e a riappropriarsi dei poteri che spettavano di diritto solo al sovrano e di cui i Comuni del Nord Italia si erano appropriati (le cosiddette regalìe o iura regalia: coniazione di moneta, riscossione di tributi, ecc.). Nel 1154, con la prima dieta di Roncaglia (vicino a Piacenza), impose un giuramento di obbedienza a tutti i suoi cittadini e la perdita dei privilegi da parte delle città del nord.

Alcune di esse rifiutarono categoricamente di sottostare alle richieste di Federico I. Tra queste vi fu il Comune di Milano, divenuto uno tra i più potenti. Altre, invece, vedevano nell’alleanza col sovrano un modo per liberarsi dalle mire espansionistiche dei ricchi Comuni limitrofi. In particolare, Lodi, Pavia, Como e Cremona decisero di allearsi con Federico proprio per contrastare Milano, che, dopo una serie di vittorie militari su queste città, ne minacciava l’indipendenza. La categorica ostinazione di Milano costrinse nel 1158 Federico a dar battaglia alla città, e fu così che, affiancato dai Comuni a essa ostili, la distrusse completamente.

Federico I Barbarossa: la seconda dieta di Roncaglia e l’ostilità verso l’imperatore

Sempre nel 1158, convocò la seconda dieta di Roncaglia. Attraverso di essa, riaffermò a volontà di ripristinare l’autorità imperiale sui Comuni, affiancato da importanti accademici dell’università di Bologna che erano favorevoli alla sottomissione delle città italiane. Tuttavia, anche in Veneto (o Marca di Verona, come veniva chiamata) molti Comuni si ribellarono all’autorità imperiale costituendo la Lega Veronese, fondata nel 1164. Vi facevano parte la Repubblica di Venezia, Padova, Treviso e altre importanti città.

A poco a poco, l’ostilità verso l’imperatore andò aumentando. Quando Federico, nel 1166, tornò in Italia deciso a conquistare la Sicilia, dovette rinviare la spedizione per sedare alcune rivolte nel Nord e nel centro-Italia.

Federico I Barbarossa: la battaglia di Legnano e la pace di Costanza

Decisi a non darla vinta al Barbarossa, il 1° dicembre 1167 le città della Lega Veronese si allearono con Milano, Lodi, Ferrara, Parma e Piacenza. Quando poi si unirono alla coalizione anche altri Comuni quali Brescia, Bologna e Vercelli, ecco che nacque la Lega Lombarda. Si trattava di una solida alleanza che il 29 maggio 1167 riportò una solenne vittoria sul Barbarossa nella battaglia di Legnano. 

Federico I Barbarossa "La battaglia di Legnano", dipinto di Massimo d'Azeglio.
“La battaglia di Legnano”, dipinto di Massimo d’Azeglio.

In seguito alla bruciante sconfitta di Legnano, Federico Barbarossa fu costretto a riconoscere l’indipendenza dei Comuni italiani nel 1183 con la Pace di Costanza. Pretese, però, ugualmente il pagamento di un tributo annuale e un giuramento di obbedienza da parte di questi. Il Nord Italia continuò a fare parte del Sacro Romano Impero, sebbene i Comuni che avevano ottenuto l’indipendenza divennero amministrativamente autonomi.

Federico I Barbarossa: separazione di Boemia e Moravia

Durante il suo regno, il Barbarossa non fu impegnato solo nella campagna militare italiana, ma dovette risolvere anche diverse questioni politiche in Boemia. Il duca di Boemia, Vladislao II, rivelatosi immediatamente un fedele alleato del sovrano fin dai primi anni, ottenne dallo stesso Federico il titolo di re della stessa regione. Più tardi, alla morte di Vladislao, nel 1172, i membri delle famiglie aristocratiche boeme si contesero il trono. Barbarossa fu costretto a separare la Boemia dalla Moravia (1182) e ad assegnarvi due diversi reggenti, onde sedare le rivolte.

Federico I Barbarossa: la Crociata dei re

Nel 1189, Federico Barbarossa partì per la terza crociata (o “Crociata dei re”), indetta da papa Gregorio VIII, accompagnato dal re di Francia Filippo Augusto e al re d’Inghilterra Riccardo Cuor di Leone. Prima della partenza, si accordò con l’imperatore di Bisanzio, il re di Ungheria e il sultano Iconio per poter passare sulle loro terre. Non solo, ma fece mandare degli ambasciatori al Saladino (sultano d’Egitto) per chiedere pacificamente la restituzione delle terre di cui si erano impadroniti i musulmani. Il Saladino, alleato dell’imperatore di Bisanzio Isacco II, per tutta risposta fece imprigionare gli ambasciatori di Federico. Quest’ultimo, per liberarli, dovette mandare il suo esercito e chiedere aiuto alle Repubbliche Marinare italiane (Genova, Venezia, Pisa e Amalfi) perché assediassero Costantinopoli, capitale di Bisanzio. Vistosi attaccato, Isacco II firmò nel 1190 il trattato di Adrianopoli, con il quale liberò i prigionieri e concesse il passaggio a Federico Barbarossa.

Federico I Barbarossa: la morte

Il 10 giugno dello stesso anno, il Barbarossa trovò la morte presso il fiume Saleph (oggi chiamato “Göksu“, cioè “acque azzurre”) in Turchia. La causa della morte è ancora un mistero. Inizialmente gli storici pensarono ad un annegamento, tuttavia è più probabile che la causa sia stata una congestione.

Le circostanze misteriose in cui il Barbarossa morì hanno dato adito a numerose leggende su di lui. La più famosa delle quali è che non sia realmente morto ma addormentato in una caverna sulle montagne di Turingia. Inoltre, si pensa che la sua barba continui a crescere smisuratamente. Il Barbarossa potrà ridestarsi quando i corvi cesseranno di volare sulla cima delle montagne.

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