Fede e confessioni, ”la santa ignoranza degli italiani”

0
520

Gli italiani ormai non conoscono più la propria religione cattolica. “Non sanno per esempio cosa siano le virtù teologali o quali siano i dieci comandamenti -spiega il politologo Paolo Naso-, ma rivendicano la propria identità cristiana e cattolica. È un paradosso che può avere conseguenze sociali pesanti”. È quanto emerge dalla ricerca “sugli italiani, la Bibbia e le religioni” commissionata dalla Tavola Valdese all’Istituto Gfk Eurisko. È stato presentato lunedì 26 agosto, alle ore 20.45 a Torre Pellice (To) e ha visto la partecipazione della ministra per l’Integrazione Cecile Kyenge. “Quel che emerge è che si tratta di un’ignoranza sia verso i contenuti delle altre confessioni religioni sia verso la propria fede – aggiunge Paolo Naso -. Il rischio è che questa ignoranza crei frizioni sociali, pregiudizi e guerre di religione”. Per questo il politologo chiede che si apra un dibattito pubblico sul ruolo della scuola. “Non voglio dare un giudizio sull’ora di religione -sottolinea-. Dico solo che dobbiamo inventarci qualcosa d’altro, che riesca a colmare questo vuoto di conoscenza. L’obiettivo non è quello di ritagliare per ogni confessione uno spazio in cui possa allevare i suoi pulcini. No, l’obiettivo è creare una coscienza civica comune, in cui ci sia conoscenza e rispetto della libertà religiosa, prevista dalla Costituzione”.
Anche l’informazione può fare la sua parte. “I media italiani non raccontano il pluralismo religioso che caratterizza ormai il nostro Paese -conclude Paolo Naso-. La stragrande maggioranza degli articoli e dei servizi televisivi è ancora concentrato sul mondo cattolico”.

Commenti