La trasmissione delle fatture al destinatario avviene in formato xml

Dal primo gennaio 2019 entrerà in vigore l’obbligo di fatturazione elettronica, che sarà quindi esteso anche ai rapporti tra soggetti privati. Fino ad oggi, infatti, l’obbligo era previsto solo per emettere fattura verso gli enti pubblici (o enti con partecipazione pubblica), mentre dal 2019 riguarderà anche fatture emesse nei confronti di aziende, lavoratori autonomi e consumatori finali. Sono invece esonerati coloro che operano in regime forfettario, i medici e i farmacisti, che in ogni caso riceveranno fatture elettroniche.

I vantaggi delle fatture elettroniche

Ma cos’ha spinto il legislatore a “imporre” la fatturazione elettronica? Introdotta con la legge finanziaria del 2008, la fattura elettronica (o meglio, l’estensione alle altre tipologie di rapporti commerciali) è sicuramente un altro tentativo di combattere l’enorme evasione fiscale che impera in Italia e dilaga ovunque: l’ultima analisi relativa all’anno del 2016 del CGIA evidenzia un’evasione superiore al 16%, pari 113,3 miliardi di euro, con punte del 22-24% in diverse regioni del Sud. A prescindere dal fatto che lo studio non tenga conto del gettito regione per regione, ma solo di quello nazionale, l’evasione esiste e si fa sentire. Lo stesso Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha accettato di buon grado l’introduzione della fatturazione elettronica.

Un altro dei vantaggi è rappresentato dalla possibilità di ridurre l’utilizzo di carta, in quanto non sarà più necessario stampare le fatture, salvaguardando l’ambiente e il potenziale abbattimento degli alberi. Tuttavia, non stampare potrebbe creare altri problemi di carattere gestionale e di verifica contabile. Rimangono, pertanto, perplessità sull’effettiva riduzione di tali sprechi.

Un ruolo centrale nella fatturazione elettronica è giocata dal SdI, il Sistema di Interscambio (gestito dall’Agenzia delle Entrate), che ha il compito di ricevere una e-fattura, controllare i dati fiscali e la pec del destinatario e la partita IVA del prestatore e del destinatario. Se i controlli non evidenziano irregolarità, il SdI inoltrerà la fattura al destinatario nel formato xml.

Possibili criticità del nuovo regime

Tra le criticità mosse alla fatturazione elettronica, non possiamo non menzionare le possibili difficoltà di adattamento alla nuova normativa da parte dei tanti piccoli imprenditori, abituati finora all’emissione delle fatture su un semplice foglio di carta, con scrittura più o meno leggibile e consegna immediata al proprio cliente, ma che dovranno abituarsi alle nuove tecnologie richieste. Prima ancora di affidarsi ad un qualsiasi programma di redazione telematica della fattura, a pagamento o gratuito che sia, l’imprenditore dovrà essere provvisto di pec (posta elettronica certificata), cui accedere periodicamente e scaricare tutto quello che gli arriva, comprese le fatture.

Ogni professionista del settore sa bene che solo una parte dei suoi clienti piccoli imprenditori verifica e scarica regolarmente la posta elettronica (pensiamo, ad esempio, a un piccolo agricoltore di un paesino di campagna, che non ha proprio grande dimestichezza con gli strumenti informatici). Con quanto detto non si vuole contestare la fatturazione elettronica (per le grandi aziende sarà pure un vantaggio, con le loro organizzazioni interne), ma occorreva forse studiare e proporre soluzioni più consone alla realtà dei piccoli e piccolissimi contribuenti.

Di questo anche l’Agenzia delle Entrate se n’è accorta, assicurando che sino al 30 giugno 2019 non ci saranno sanzioni per errori e ritardi nell’invio della fattura elettronica.


Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here