Ad Amsterdam apre il primo museo sulla moda sostenibile fashion for good  per istruire i visitatori sui nuovi materiali e tecniche nel settore della moda.

fashion for good

 

Era il 2013 quando Greenpeace lanciò la campagna Detox: per l’eliminazione delle sostanze tossiche, presenti nella filiera; campagna a cui aderirono alcuni tra i più importanti nomi della moda.

Da allora l’approccio alla moda eco-sostenibile si è diffuso anche tra i consumatori; nel 2016 sono state circa 70.000 le persone su twitter a chiedere ai brand chi cucisse davvero i loro vestiti, usando l’hashtag #whomademyclothes.

Oggi Amsterdam accoglie fashion for good primo museo sulla moda sostenibile, inaugurato il 5 Ottobre.

fashion for good

Realizzato dallo studio di design Local Projects di New York, la struttura è completamente interattiva ed è fornita di tutte le ultime tecnologie per fornire al pubblico un’esperienza all’avanguardia.

Il percorso museale

L’esperienza fashion for good si suddivide in 5 fasi: considera, scegli, usa, riutilizza e agisci; stimolando una riflessione che porta il visitatore ad essere più consapevole.

All’ingresso viene consegnato un braccialetto di identificazione a radiofrequenza, da indossare durante tutta l’esperienza.

L’accessorio rappresenta una vera e propria guida che permette allo spettatore di interagire con gli schermi all’interno della mostra.

fashion for good

I visitatori possono salvare sul braccialetto RFID una serie di azioni (33) componendo un piano d’azione digitale individuale; composto da idee utili per cambiare il proprio comportamento d’acquisto.

Durante il percorso si possono vedere le creazioni di brand come: Kings of IndigoEcoalfAdidas x Parley o Stella McCartney (ambasciatrice ufficiale del museo insieme ad Arizona Muse e Lily Cole).

Inoltre sarà possibile vedere materiali come la “pelle” di mele, i glitter biodegradabili e la tecnologia blockchain; mentre nella lounge sono state inserite alcune citazioni su come migliorare il rapporto tra moda e ambiente.

Il poliestere, uno dei tessuti più utilizzati, può impiegare oltre 200 anni per decomporsi: Mango Materials ha creato un’alternativa in poliestere completamente biodegradabile

L’effetto fashion for good

I visitatori avranno la possibilità di sostenere la causa attraverso un selfie che verrà poi inserito in un’installazione composta da tutti gli scatti raccolti.

Lo shop di fashion for good offrirà solo articoli certificati e il tema in vendita sarà modificato ogni 3 mesi, il primo tema vede il ruolo dell’acqua nella moda.

Anche nella costruzione stessa della struttura, la scelta è andata sui materiali più puliti (le esposizioni sono illuminate dalla luce solare naturale che consente di ridurre l’uso dell’elettricità.)

Un progetto rivoluzionario quello di fashion for good, capace di contribuire a cambiare il comportamento socio –economico.

Grazie al coinvolgimento diretto  delle persone, che uscite dal museo saranno più consapevoli e desiderose di contribuire alla costruzione di un futuro migliore.

 

 

“L’esperienza proposta dal nuovo museo non solo condivide una visione della moda sostenibile, ma soprattutto invita tutti noi a impegnarci in azioni mirate a un futuro sostenibile”. Jake Barton (Local Projects).

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