“Fare il giornalista è pericoloso” Emma D’Aquino nel monologo a Sanremo – Video

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Emma D'Aquino

Nella lunga seconda serata del 70° Festival di Sanremo, andato in onda ieri 5 febbraio, sul palco dell’Ariston, in un’ora improbabile, alla 1 (quindi era già oggi) Emma D’Aquino ha parlato, in un monologo di poco più di 5 minuti, della professione del giornalista.

Ha esordite dicendo che il giornalismo è una professione pericolosa. Secondo Reporters Sans Frontiers nel 2019 sono morti 46 giornalisti.

Ha tenuto a sottolineare che, a differenza di quanto si pensi, “non si muore solo in Paesi autoritari, dove i diritti non vengono rispettati, ma anche in Stati considerati democratici: pensiamo al Messico, a Malta, alla Slovenia.” E ha citato Daphne Anne Vella, giornalista e blogger maltese, impegnata in numerose inchieste e attiva contro la corruzione, assassinata in un attentato dinamitardo il 16 ottobre 2017.

Ha anche ricordato l’alto numero dei giornalisti dietro le sbarre, in carcere per aver tenuto la testa alta e aver cercato una verità scomoda: la metà di questi giornalisti è detenuta in soli tre Paesi, Cina, Egitto, Arabia Saudita.

Non ha dimenticato di ricordare anche l’uso, a volte senza senso, delle querele contro cronisti e giornalisti: querele intimidatorie le ha chiamate. “La querela facile serve a zittire il cronista petulante, ostinato nella ricerca della verità. Serve a chi ascolta o legge i giornali a non farci conoscere ciò che accade, a creare il buio quando a noi piace la luce.”

Allora non lasciateci soli: come cantava il grande Gaber, la libertà è partecipazione e la libertà è un diritto che vale per tutti.

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