Fake news: come la cattiva informazione diventa virale

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Cosa sono le fake news? Con questo termine di origine inglese si intende la cattiva informazione ovvero tutte quelle notizie non provenienti da fonti autorevoli, certificate e verificate che vengono quotidianamente diffuse soprattutto in rete e sui social network. Le cattive notizie viaggiano veloce come i contagi per Covid-19. Miriadi di pagine Facebook, Instagram, Twitter pubblicano notizie non attendibili su presunti modi curare o prevenire la malattia coronavirus. Molte delle informazioni divulgate oltre ad essere false e prive di fondamenti scientifici, sono anche nocivi per la nostra salute.

Come si riconoscono le bufale? Il metodo principale è risalire alla fonte e verificare l’attendibilità della notizia.

Il virus delle fake news

Il fenomeno delle fake news: ecco cosa ci porta a condividere false notizie

In questi giorni di emergenza sanitaria internazionale evitare di far circolare cattive notizie è fondamentale. In un momento di incertezza, come quello che sta vivendo il mondo a causa coronavirus, il flusso di fake news diventa incontrollabile. Ad alimentarlo è la condivisione, che scatta quasi inconsapevolmente e può colpire chiunque. Secondo Roberto Nicoletti professore di psicologia cognitiva all’Università degli Studi di Bologna “una fake news non è mai banale: è sensazionale, rilevante”. Il docente spiega le motivazioni intrinseche che ci portano a condividere cattive notizie sui social e in rete: “Chi riceve ha la percezione di entrare in contatto con qualcosa che in pochi sanno e da lì scatta il desiderio di condividerla. L’intenzione può essere di due tipi: positiva se la notizia riguarda un modo per curarsi o proteggersi dal virus. Oppure può essere negativa ad esempio quando si condividono notizie per imporre la propria leadership e dimostrare di saperne più degli altri”.

Fake news, solo un sano scetticismo e spirito critico ci possono salvare dal contagio

Le fake news trovano terreno fertile nella tempestività delle comunicazioni sui social network e sulle chat. Secondo recenti studi americani è proprio insita nella natura di queste piattaforme la capacità di deviare la nostra attenzione da fattori importanti quali veridicità e accuratezza dei dati forniti. L’unico antidoto contro la disinformazione è la capacità critica insita in ognuno di noi. Un sano scetticismo e un piccola ricerca delle fonti portano a evitare di inciampare nella condivisione di fake news.

Fake news: Coronavirus che resta sull’asfalto per giorni

Fake news: 8,8 milioni di Italiani sono vittima di cattiva informazione nel settore sanitario

Secondo un’indagine condotta dal Censis nel 2017 sono circa 8,8 milioni le persone vittime di cattiva informazione. Il settore sanitario è il più colpito, circa 15 milioni di italiani cercano su google notizie in merito a piccoli disturbi e oltre la metà di loro incappano in vere e proprie bufale mediatiche. Secondo gli esperti il problema sostanziale è legato alla quantità di informazioni che riceviamo ogni giorno. Aumentando il numero di informazioni con cui entriamo in contatto quotidianamente, diminuisce l’energia e il tempo che ciascuno di noi spende per approfondire se sono vere o meno.

“Se lo leggo 10 volte allora è vero”, l’emergenza fake news all’epoca del coronavirus

Un altro elemento emerso da uno studio condotto dall’Agi-Censis del 2019 riporta che secondo il 70% degli italiani pensa che i giornalisti facciano poco per veicolare un’informazione professionale e corretta. “Esiste un principio della comunicazione noto come la regola delle 10 volte” spiega lo psicologo – “Se una persona sente o legge la stessa cosa per circa 10 volte, nella sua mente questa diventa automaticamente la verità“. In questo momento di emergenza mondiale, la battaglia contro le fake news sul coronavirus diventa ancora più dura, poiché la verità non è in mano neanche agli esperti. Questo porta le persone ad accettare con facilità le soluzioni semplici che seppur non vere rappresentano un conforto.

Fake news: la soluzione salina uccide il coronavirus

Le fake news sul coronavirus più virali sui social

1.I farmaci antivirali svolgono una funzione preventiva dal nuovo coronavirus. Falso, non esistono prove mediche sulla loro azione preventiva.

2.La tachipirina cure l’infezione da covid-19. Falso, la tachipirina ha un’azione antipiretica ed è utile in caso di febbre, ma non cura l’infezione.

3.Basta bere molta acqua per lavare via il virus. Falso, l’acqua non serve per prevenire il contagio né per pulire le vie aeree dal virus.

4.Mangiare aglio previene le infezioni da coronavirus. Falso, l’aglio è un alimento con proprietà antimicrobiche non esistono evidenze mediche sulla sua azione preventiva nei confronti del nuovo coronavirus.

5.Il nuovo coronavirus può essere trasmesso attraverso le punture di zanzara. Falso, il covid-19 si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando una persona infetta tossisce o starnutisce, o attraverso goccioline di saliva o secrezioni dal naso

6.Il risciacquo regolare del naso con soluzione salina può aiutare a prevenire l’infezione da nuovo coronavirus. Falso, non ci sono prove che il risciacquo regolare del naso con soluzione salina protegga le persone dalle infezioni.

7.Bere acqua o bevande calde uccide il virus. Falso, il virus è in grado di resistere e replicarsi alla temperatura corporea che è di circa 37°.

8.Una lampada a raggi ultravioletti può uccidere il covid-19. Falso, le lampade UV non devono essere utilizzate per sterilizzare le mani o altre zone del nostro corpo poiché le radiazioni possono causare irritazione.

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