Faenza (Ravenna) – Capannone industriale in fiamme. Difficili Operazione di spegnimento

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Un incendio si è sviluppato la notte scorsa all’interno di un capannone industriale della Lotras. Operazioni di spegnimento rese difficili dal vento e dal collasso della struttura.

Brucia dalla scorsa notte a Faenza un capannone della Lotras, un’azienda che si occupa di logistica integrata e trasporto industriale per la grande distribuzione. Le operazioni di spegnimento, come spiegano i vigili del fuoco, sono rese difficili dal vento che trattiene la nube al suolo e dal collasso della struttura.

Al momento le fiamme sono state spente in due terzi del capannone mentre sono ancora attive al centro, dove si trova il materiale plastico. Per sicurezza i vigili del fuoco hanno evacuato l’area attorno al capannone per un raggio di 500 metri (un’operazione che al momento ha coinvolto tre famiglie) e stanno continuando ad operare anche con un mezzo portuale e diversi elicotteri. Si starebbe anche valutando di intervenire con «un’onda d’urso d’acqua» insieme a materiale schiumogeno per bloccare il rogo.

I consigli per i cittadini

«Sta bruciando materiale plastico, sta bruciando olio alimentare, pellame. In aria ci sono componenti non buoni, non possiamo dire in che misura perché non abbiamo le analisi. Il consiglio è chiudere le finestre e circolare solo se necessario». Ha detto il sindaco di Faenza Giovanni Malpezzi.

L’incendio ha interessato, infatti, olio alimentare e materiali di altra natura, tra cui plastiche, ma per il momento dai campionamenti dell’aria non risulta concentrazione di sostanze inquinanti particolarmente pericolose. Quanto alla eventuale presenza di diossine e metalli le analisi non daranno un esito prima di lunedì 12 agosto.

È quanto emerge dai primi controlli ambientali eseguiti dai tecnici dell’Arpae di Ravenna. È prevista calma di vento nelle ore notturne e questo potrebbe comportare una maggiore percezione del fumo. Per precauzione anche a Imola l’Amministrazione comunale ha consigliato di «limitare attività all’aperto e chiudere le finestre delle abitazioni».

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