Facebook: segnalazioni per abuso di minori

Facebook: segnalazioni per abusi di minori. Lo scandalo scoperto da diverse società tecnologiche statunitensi.

0
191
Group of kids playing video games on smart phone after school

Facebook ha dichiarato che sarebbe loro intenzione quella di attivare la crittografia end-to-end, cioè una comunicazione cifrata estremamente “intima”, che però potrebbe avere un impatto devastante sull’abuso di minori. Una tecnolofia che permetterebbe solo ai soggetti che stanno comunicando di leggeri i messaggi. Tecnologia già utilizzata su molte piattaforme di messaggistica come Whatsapp e che permette di non trattenere informazioni altamente confidenziali sui server.

Le forze dell’ordine si sono subito attivate perchè questa nuova tecnologia connessa a Facebook potrebbe avere un impatto alquanto devastante sulle capacità da parte di malintenzionati e pedofili di poter lavorare indisturbati e adescare minori online.

Quale potrebbe essere il rischio?

Cambiando e modificando alcune impostazioni della privacy il social network potrebbe in poco tempo collezionare numerose segnalazioni. Alcuni numeri fanno sicuramente preoccupare. Si stima che circa il 94% dei rapporti che includono le categorie di immagini di abusi su minori arrivi e viaggi proprio su Facebook.


Lockdown: aumentano gli abusi online sui minori


Facebook e l’abuso di minori. Quali accorgimenti prendere?

Esistono controlli che si possono fare in modo “fai-da-te” oppure attivando un parental control e che permettono di essere sempre attenti quando un minore utilizza un social network. Il modo “fai-da-te” è ciò che mia mamma ha attuato sin da quando sono bambina. Ho effettuato l’iscrizione a Facebook nel 2012, facevo terza media e Facebook lo avevano tutti quindi chiesi a mia mamma di farmi iscrivere, lei accettò solo ad una condizione: quella che lei avrebbe controllato e se fosse comparso qualcosa di strano avrebbe chiuso tutto. Ora con le nuove tecnologie esistono diversi parental control e quindi risulta più semplice tenere d’occhio i più piccoli.

Le forze dell’ordine temono che, soprattutto durante il periodo di lockdown, i pedofili non fossero più nel mirino delle politiche restrittive e che i bambini online fossero più a rischio. L’aggiunta delle foto che poi “viaggiano” sul web purtroppo è una paura che ancora ci lega. Solo l’anno scorso alcune aziende hanno indirizzato circa 16.9 milioni di persone al National Center for Missing and Exploited Children con 69 milioni di immagini di bambini vittime di abusi.

Commenti