Facebook rifiuta 2,2 milioni di annunci pubblicitari

Il social network corre ai ripari e cerca di limitare le interferenze nelle elezioni americane dopo la brutta esperienza del 2016

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Facebook rifiuta

Alcuni dicono che i social network hanno migliorato il mondo, altri non la pensano così. Una cosa certa però è che hanno dato la possibilità di esprimere ciò che si vuole senza un minimo di controllo. I social sono accusati di non reagire di fronte alla disinformazione dilagante. Ora Facebook rifiuta 2,2 milioni di annunci pubblicitari ritenuti responsabili di interferire in nel voto americano.

Facebook rifiuta 2,2 milioni di annunci, servirà a qualcosa?

Si avvicinano le elezioni presidenziali americane e i social network tornano al centro del dibattito.

Nel 2016 i social come Facebook, Twitter erano stati accusati di non aver mosso un dito contro la disinformazione dilagante che regnava nelle loro piattaforme.

Le elezioni furono vinte da Donald Trump e Facebook fu accusata di essere stata utilizzata per manipolare gli elettori, soprattutto attraverso falsi account provenienti dalla Russia.

Inoltre, molti accusano Facebook di permettere ad entità straniere di interferire nelle elezioni e di permettere di pubblicare teorie del complotto e notizie non verificate. La gente critica il social anche per aver permesso ai politici di diffondere menzogne e di aver annullato i fact checker per placare i politici e i loro sostenitori.

Ora Facebook per le elezioni imminenti sta cercando di porre rimedio a tutto ciò, anche se forse ormai potrebbe essere troppo tardi. Il social cerca di limitare gli annunci disinformativi e ha eliminato gli account che diffondono teorie del complotto.

Le dichiarazioni di Nick Clegg

Il vicepresidente degli affari globali e della comunicazione di FB, Nick Clegg, ha dichiarato che Facebook sta facendo tutto il possibile per reprimere i tentativi di interferenze nel voto di USA2020. Ha infatti detto: “[Facebook] ha rifiutato 2,2 milioni di annunci sul suo sito e su Instagram che avevano lo scopo di ostacolare le elezioni presidenziali. Finora abbiamo anche cancellato 120 mila post”.

Clegg ha inoltre aggiunto: “Questa è un’opportunità per migliorare il social. Trentacinquemila dipendenti si stanno prendendo cura della sicurezza della nostra piattaforma e contribuiscono a rendere sicure le elezioni. Abbiamo stabilito una partnership con 70 media specializzati per verificare le informazioni, 5 di questi sono in Francia”.


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Abbiamo abusato della parola libertà

Tuttavia, anche se la situazione sembra migliore rispetto al 2016, non vi è alcuna garanzia che i tentativi di interferenza nel voto possono essere stati del tutto fermati.

Inoltre Facebook, così come tutti gli altri social, potrebbero aver agito troppo tardi sul limitare la disinformazione. Infatti il loro primo errore è stato quello di permette di pubblicare informazioni senza prima verificarle. Ora sono accusati di promuovere la censura, dando così ancora più spazio agli estremisti e alle teorie di complotto.

Molti affermano che i social hanno cambiato il mondo dell’informazione in meglio, altri la pensano in maniera opposta. Ma una cosa è certa, i social hanno sbagliato in partenza su una cosa importantissima: è vero che ci deve essere libertà di espressione però non bisogna abusare della parola libertà.


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