Facebook fa trascrivere il contenuto dei messaggi vocali per scopi non ben definiti. Ha pagato alcune società, tra cui TaskUs In. L’azienda di Zuckerberg, tuttavia, dichiara di aver ormai smesso con tale pratica

A poco più di un anno dallo scoppio dello scandalo di Cambridge Analytica, che lo ha costretto a rivedere la sua politica per quanto riguarda la raccolta e l’utilizzo dei dati degli utenti, Facebook finisce di nuovo nella bufera. Secondo quanto riportato da Bloomberg, infatti, Facebook fa trascrivere i messaggi vocali degli utenti.

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L’Azienda fondata da Zuckerberg ha, nello specifico, pagato centinaia di contrattisti esterni per trascrivere i file audio degli utenti che utilizzavano i suoi servizi.

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Tra le aziende convolte nella vicenda ci sarebbe TaskUs In, di cui Facebook è uno dei clienti più importanti. I dipendenti hanno rilasciato dichiarazioni in forma anonima, per non perdere il lavoro. Essi hanno dichiarato di non essere tuttavia a conoscenza dell’origine dei messaggi vocali e di quale fosse lo scopo della trascrizione.

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La risposta di Facebook sul trascrivere i messaggi vocali: abbiamo smesso una settimana fa

Facebook, da parte, sua, dopo aver più volte negato questa pratica, ha infine ammesso di aver fatto trascrivere i messaggi vocali di alcuni utenti. Ha però anche dichiarato di aver smesso più di una settimana fa.

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L’azienda si è giustificata spiegando il criterio con cui venivano selezionati i messaggi. Ha dichiarato, infatti, di aver analizzato solo i messaggi vocali degli utenti che avevano scelto l’opzione di trascrizione delle chat vocali.

Alcuni esperti, tuttavia, ritengono che nelle condizioni di utilizzo di Facebook non si faccia riferimento alcuno al trattamento dei file audio di Messanger.

La vicenda, dunque, imbarazza non poco la società, che dopo lo scandalo di Cambridge Analytica ha provato a rafforzare le tutele dei suoi utenti per quanto riguarda la privacy.

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Un anno fa Facebook negava di trascrivere i file audio

Chiamato a testimoniare dal Congresso statunitense in merito all’utilizzo dei dati degli utenti, Zuckerberg aveva risposto alla domanda di un senatore proprio sulla pratica di trascrivere i messaggi vocali. “Lei- disse – sta parlando di questa teoria della cospirazione che noi ascoltiamo quello che passa per il microfono degli utenti e lo usiamo per la pubblicità, non lo facciamo“.

Tuttavia Facebook allora ammise di aver accesso al microfono di quegli utenti che avevano dato l’assenso al momento di utilizzare la propria app.

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Come utilizza Facebook i dati dei messaggi vocali?

Tra le ipotesi che spiegano perchè Facebook abbia fatto trascrivere i messaggi vocali di alcuni utenti, sembrerebbe quella più plausibile la verifica della capacità dell’intelligenza artificiale del sistema. Lo scopo è far sì che Facebook sia in grado di interpretare in maniera corretta e autonoma i messaggi vocali e riconoscere quelli che violano la policy dell’azienda.

Le altre aziende che trascrivono i file audio

La società di Zuckerberg, tuttavia, non sarebbe nè la prima nè l’unica ad aver adottato questa pratica. Amazon, Google e Apple avevano fatto ricorso alla trascrizione apparentemente più o meno per gli stessi motivi.

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Apple, in particolare, aveva spiegato che “una piccola parte delle richieste di Siri viene analizzata per migliorare Siri e la dettatura. Le richieste dell’utente non sono associate all’ID Apple dell’utente. Le risposte di Siri vengono analizzate in strutture sicure. Tutti i revisori sono tenuti a rispettare i rigorosi requisiti di riservatezza di Apple”.

Tutte e tre le aziende hanno però dovuto interrompere tale pratica proprio in seguito alle polemiche sollevate in merito alla privacy degli utenti.

Insomma, in un’epoca in cui il nuovo oro sembrano essere proprio i dati, è sempre bene controllare a fondo le i termini e condizioni di utilizzo delle nostre app.

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