Facebook è “impegnata nel tradimento della democrazia”

Un ex dipendente di Facebook lancia l’allarme riguardo alle pratiche dell’azienda sulla disinformazione

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Facebook è impegnata nel tradimento della democrazia. Questa è l’accusa lanciata da Frances Haugen, un ex dipendente della società. Hugens, in un’esplosiva intervista a 60 Minutes, muove diverse accuse nei confronti di Facebook. Tra queste, la decisione, assunta dall’azienda poche settimane dopo le elezioni americane del 2020, di chiudere un dipartimento chiamato “Integrità civica”, responsabile di garantire la correttezza del processo democratico e di contrastare la disinformazione.

Quali sono le accuse lanciate da Frances Haugen contro Facebook?

Frances Haugen, ex dipendente di Facebook, in un’intervista a 60 Minutes di CBS, ha deciso di svelare i segreti dell’algoritmo di Facebook e i legami con la disinformazione. Haugen ha lanciato l’allarme riguardo alle pratiche aziendali. Ha inoltre affermato che la piattaforma è impegnata in un “tradimento della democrazia” quando ha deciso di ridimensionare gli sforzi contro la disinformazione dopo le elezioni presidenziali USA del 2020.

L’ex dipendente ha affermato che l’azienda ha implementato sistemi di sicurezza prima delle elezioni del 2020 nel tentativo di ridurre la disinformazione. Tuttavia molti di loro erano temporanei. Ha sottolineato che la società ha dato la priorità al guadagno rispetto alla sicurezza. “Non appena le elezioni sono finite, i sistemi di sicurezza sono stati disattivati o hanno riportato le impostazioni a quelle che erano prima, per dare priorità alla crescita rispetto alla sicurezza. E questo mi sembra davvero un tradimento della democrazia“, ​​ha detto Haugen.

Il rapporto pubblicato dal Wall Street Journal

La rivelazione dell’identità di Haugen e della sua intervista esplosiva con “60 Minutes” arriva dopo che il Wall Street Journal ha pubblicato un rapporto bomba il mese scorso. Il report descriveva in dettaglio la risposta di Facebook a una serie di questioni. Tra queste la retorica sui vaccini anti-Covid, l’effetto di Instagram su utenti più giovani e preoccupazioni interne sui trafficanti di esseri umani e sui cartelli della droga che utilizzano la piattaforma. Da allora Facebook ha respinto le notizie del giornale. Ha affermato che “conteneva deliberate interpretazioni errate di ciò che stiamo cercando di fare. Inoltre che conferiva motivazioni egregiamente false alla leadership e ai dipendenti di Facebook”.

Haugen ha copiato decine di migliaia di file

Haugen, scienziata dei dati dell’Iowa con una laurea in ingegneria informatica e un master in business ad Harvard che ha lavorato per 15 anni per aziende come Google e Pinterest, ha affermato che a Facebook ha trovato la situazione peggiore. “A un certo punto nel 2021 ho realizzato che dovevo agire in modo sistematico e dovevo avere abbastanza documenti in modo che nessuno potesse mettere in dubbio che era reale la descrizione della società“, ha raccontato. Haugen ha poi passato molti documenti al Wall Street Journal

La 37enne ha detto: “Immaginate di sapere cosa sta succedendo all’interno di Facebook e di sapere che nessuno all’esterno lo sa. Sapevo come sarebbe stato il mio futuro se avessi continuato a stare dentro Facebook. Persona dopo persona dopo persona ha affrontato questo problema dall’interno di Facebook e alla fine si è arresa”. Per trovare tutte le informazioni necessarie, ha copiato segretamente decine di migliaia di pagine di ricerche interne di Facebook. Uno dei molti motivi per i quali l’ha fatto è la perdita di un amico, avvenuta a causa di teorie cospirative circolate online.


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