Facebook blocca l’accesso a un gruppo che critica la monarchia thailandese

Facebook ha bloccato l'accesso al gruppo Royalist Marketplace, dopo che il governo thailandese aveva minacciato la società di azioni legali.

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Facebook blocca l'accesso

Dopo che il governo thailandese ha minacciato azioni legali contro la piattaforma, Facebook blocca l’accesso al gruppo “Royalist Marketplace”, che critica la monarchia thailandese. Questo gruppo conta oltre un milione di membri. Gli esperti di diritti umani hanno criticato la decisione.

Facebook blocca il gruppo “Royalist Marketplace”

E’ già da molto tempo che il governo thailandese minaccia azioni legali contro Facebook per non aver rimosso contenuti critici nei confronti della monarchia. Infatti, criticare la monarchia è illegale nel Paese.

La Thailandia ha alcune delle regole di lesa maestà più rigide al mondo. Chiunque diffami il re, potrebbe scontare fino a 15 anni di carcere.

Ora, dopo l’ennesima minaccia, Facebook ha deciso di bloccare l’accesso al gruppo “Royalist Marketplace”, i cui membri discutono del re e criticano la monarchia della Thailandia. Tale gruppo è nato ad aprile. Il suo fondatore è Pavin Chachavalpongpun. Quest’ultimo è un accademico auto-esiliato e critico della monarchia di Bangkok.

Chachavalpongpun ha affermato che questo gruppo un progetto per aprire uno spazio affinché i thailandesi possano parlare onestamente e francamente di un’istituzione che ha causato così tanto impatto sulle loro vite. Ha detto: “Il nostro gruppo fa parte di un processo di democratizzazione. E’ uno spazio per la libertà di espressione”.

Facebook potrebbe intentare una causa contro Bangkok

La pagina del gruppo Facebook ha riportato il seguente messaggio: “L’accesso a questo gruppo è stato limitato in Thailandia a seguito di una richiesta legale del Ministero dell’Economia e delle società digitali”.

Tuttavia, Facebook ha dichiarato che ha intenzione di contestare legalmente la richiesta delle autorità thailandesi. In una dichiarazione, la società ha detto: “Richieste come questa sono severe, violano il diritto internazionale dei diritti umani e hanno un effetto agghiacciante sulla capacità delle persone di esprimersi”. Inoltre, ha aggiunto: “Azioni governative eccessive come questa minano anche la nostra capacità di investire in modo affidabile in Thailandia, incluso il mantenimento di un ufficio, la salvaguardia dei nostri dipendenti e il supporto diretto delle aziende che si affidano a Facebook”.

Chachavalpongpun ha accolto con favore il fatto che la società voglia intentare un’azione legale contro il governo di Bangkok. Ha inoltre invitato Facebook a dare il buon esempio nel diritto di espressione.

La decisione di Facebook di bloccare questo gruppo è stata però criticata dagli esperti di diritti umani. Questa decisione arriva proprio quando nel Paese si stanno diffondendo le manifestazioni pro democrazia.

Non è la prima volta che gli esperti criticano Facebook per aver accettato ordini dai governi del sud-est asiatico. Aveva infatti già accettato di censurare post in Vietnam e a Singapore.


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