Continuando il nostro giro a Firenze libro Aperto 2018 abbiamo avuto il piacere di poter intervistare Felice Panico insieme alla sua casa editrice Fefè Editore.

Felice Panico, sceneggiatore, autore e attore, ha una grande passione per il calcio che trasmette attraverso i suoi libri.

Autore di due libri pubblicati in precedenza (“Musica dal corpo” e “Terzo tempo”) arriva a Firenze libro aperto per presentarci la sua ultima opera “C’è mancato poco”.

In quelle pagine si ripercorre la storia di ventuno finalissime di Coppa dei Campioni, partendo dal 1956 fino ad arrivare al 2016, con una prospettiva del tutto diversa dal solito.

Il racconto viene imposto dalla parte di coloro che la partita l’hanno persa, di coloro che la coppa l’hanno vista da vicino ma non avuto l’onore di tenerla in mano. Coloro che spesso vengono dimenticati, come l’autore stesso afferma, solo per non essere stati i vincitori.

Coloro che hanno messo anima e corpo per vincere ma non è bastato.

“C’è mancato poco” insegna a tutti quanti. Non un semplice racconto documentato, ricco di informazioni sulla storia del calcio non un semplice libro per gli appassionati di questo sport, ma molto altro.

C’è mancato poco insegna a vivere, insegna come non sempre il titolo sia tutto ciò a cui bisogna puntare, insegna ad inseguire i propri sogni ma soprattutto insegna come spesso il numero due ha più importanza di quella che li viene riconosciuta.

Il numero due deve avere una certa importanza. Anche se non vince la coppa, il numero due non può essere condannato all’oblio, alla dimenticanza. Vince uno solo, ma essere arrivati all’atto finale è quasi l’equivalente ad aver vinto”.

Un motivo per leggere il suo libro? Felice Panico c’e lo spiega alla sua intervista (è visibile da qui per intero) usando tali parole:

“Il motivo sta nell’ultima pagina. Il libro si chiude con una citazione di una canzone “salirò” di Daniele Silvestri. Perché? Perché quando ci si sente tristi e abbattuti dopo una sconfitta, non solo nello sport ma anche nella vita stessa che ci riserva varie sconfitte, forse più sconfitte che vittorie, leggere “c’è mancato poco” ci dà quella forza per sconfiggere la tristezza, sorridere e pensare che in un modo o nell’altro anche noi, anche io, salirò”.

C’è mancato poco è un mix di emozioni uniche e rare, una riflessione sui nostri traguardi, sui nostri sogni, e sulle occasioni perse.

Una storia diversa, un punto di vista diverso che fa la differenza, come del resto tutto ciò che viene pubblicato da Fefè Editore.

Leonardo De Sanctis ci racconta la storia della casa editrice

Leonardo De Sanctis, direttore della casa editrice Fefè Editore si racconta.

Nata nel 2005 e conta più di 120 titoli nel catalogo, si differenzia dagli altri editori per varie caratteristiche importanti tra cui la ricerca continua di autori che abbiano un messaggio da trasmettere, che abbiano delle vere e proprio opinioni personali.

Una dimostrazione vera e propria del fatto che la libertà di parola e di pensiero esiste ancora.

Fefè edizioni cerca di mantenere dei legami con l’attualità, con il mondo intorno a noi, facendo la differenza.

(Per vedere l’intera intervista vai qui).

Fefè edizione fa la differenza, raccontando un mondo che non tutti osano vedere e sapere.

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