Intervista con Francesco Ros, giovane trader friulano che già da tempo aveva fatto parlare di se quando riscrisse la sua versione della Costituzione Europea. Oggi vi raccontiamo la sua storia

Oggi voglio raccontarvi la storia di un ragazzo che, nonostante la sua giovane età, ha preso la sua vita e ha deciso di renderla unica facendo ciò che lo appassiona. Sto parlando di un ragazzo come tanti altri, che porta avanti le sue passioni e i suoi interessi per cercare di guadagnarsi un posto tra quelli che contano. Ora vi chiederete: “Allora cosa ha di tanto speciale?”. Nulla che non abbiano gli altri suoi coetanei, se non fosse per un problema alla vista che lo affligge si dalla nascita. Tuttavia, questo non gli ha impedito di andare avanti e concentrarsi su ciò che ama.

La storia che vi voglio raccontare è quella di Francesco Ros, classe 1996, friulano, appassionato di finanza, amministrazione e politiche sociali. Già all’età di 18 anni aveva fatto parlare di se quando ha pubblicato un libro autoprodotto in cui viene proposta una nuova Costituzione Europea, attingendo dalle carte di alcuni stati membri e rielaborando i principi cardine secondo una sua personale visione. Il risultato che ne è venuto fuori e un libro di 79 articoli che propone un’ossatura politica, sociale e culturale all’Unione Europea del domani.

Nei giorni scorsi ho avuto modo di scambiare due chiacchere con lui, riguardo alla sua esperienza universitaria e lavorativa, ma soprattutto della sua vita e di come, nonostante le difficoltà, sia riuscito a superarle brillantemente.

Noi di Periodico Daily lo abbiamo intervistato per farci raccontare la sua vita e le sue esperienze che, a mio parere, fanno di lui un esempio per molti giovani ragazzi che cercano ogni giorno di portare avanti le loro passioni, ma che molto spesso si devono confrontare con una realtà che non li ritiene all’altezza.

Buona lettura!!!!

Ciao, mi presento…

“Ciao a tutti, mi presento. Mi chiamo Francesco Ros, ho 23 anni e vengo da Travesio, in Friuli Venezia Giulia”

Ciao Francesco, piacere di conoscerti! Allora, parlaci un po’ di te. Cosa fai nella vita?

“Sono laureato in “Business Administration” e attualmente lavoro presso Friulovest Banca (una Bcc). Nel tempo libero faccio trading online usando diverse piattaforme. Ormai sono circa due anni e mezzo che opero nei mercati (diciamo 3 dai). Il mio primo investimento l’ho fatto all’età di 16 anni assieme a mio papà nell’ufficio del nostro consulente finanziario”

Cosa ti ha spinto ad entrare nel mondo della finanza così giovane?

“Diciamo che è stata una propensione naturale. Quando ero a scuola e si parlava (per quel poco eh) di investimenti, banche, ecc. rimanevo completamente affascinato da quel mondo, ma neppure io sapevo spiegarmi bene il perché! Ti racconto un episodio degli anni del liceo! Ricordo che alle superiori, nelle ore di fisica, se mi annoiavo andavo in bagno a dare uno sguardo ai mercati finanziari”

Sei molto giovane, a soli 23 anni ha già intrapreso la professione di trader. Come è stato il tuo ingresso nei mercati finanziari?

“Il primo approccio è stato molto emozionante perché in questo settore hai la possibilità di imparare ogni giorno qualcosa di nuovo. Di contro, invece, ho ris
contrato molta sfiducia nei confronti di noi giovani, in particolare da persone con molta esperienza in questo campo. Diciamo che nella maggior parte dei casi, nel confronto con professionisti mi sono sempre sentito trattato come un novellino”

Pensi che questo sia dovuto ad una mentalità del nostro Paese che vede nel giovane un’incapacità di gestire situazioni rischiose?

“Beh, diciamo che in tema economico-finanziario l’Italia è stata sempre stata indirizzata verso una propensione al risparmio molto consistente, e ad una inclinazione negativa verso l’assunzione di rischi. In Italia “rischiare” ha quasi nella totalità dei casi un’accezione molto negativa. E non mi riferisco solo al rischio che si corre operando nei mercati finanziari o aziendali. Una cosa che ho notato è il fatto che sin da bambini non veniamo educati a creare qualcosa con le nostre mani. Anzi, molto spesso questo aspetto viene “demonizzato” dagli adulti, che non ci ritengono abbastanza capaci da assumere delle posizioni rischiose”

(Prendere delle decisioni azzardate anche da punto di vista della formazione può comportare rischi. L’investire nel proprio futuro è un investimento che comporta l’assunzione di un rischio. ndr).

Prima mi dicevi che hai frequentato l’Università a Udine. Che approccio hai avuto con i tuoi insegnati? Che tipologia di studi hai dovuto effettuare per prepararti all’ingresso nel mondo del trading?

“Diciamo che anche nel mondo accademico non ho trovato molta approvazione da parte di alcuni docenti. Molto spesso, infatti, mi veniva consigliato di non intraprendere questo percorso per varie ragioni: o ero troppo giovane, o troppo inesperto, in ogni caso non trovavo approvazione dagli altri. Ti dirò, invece, che molti mi ritenevano “un arrogante” quando parlavo di voler operare nei mercati. Nonostante ciò, ho intrapreso questo percorso da “autodidatta” (per così dire). Mi sono formato da solo approfondendo lo studio dei mercati tramite videocorsi online e manuali per la preparazione all’esame di consulente finanziario”

Questo aspetto è molto interessante! Si può dire che rispecchi un po’ l’immagine dell’uomo “self-made”, sei d’accordo?

“Si, diciamo di si. Nel mio percorso ho incontrato professionisti molto incentrati sulla teoria, piuttosto che sulla pratica. Questo per me è stato uno stimolo per acquisire competenze utili a tocare con mano questi temi. Per questo ho deciso di iniziare questo cammino da solo. Sono dell’idea che se uno ragiona nell’ottica del “self-made man”, la formazione può essere intesa come un investimento per il futuro. Io, ad esempio, ho frequentato corsi serali di informatica, cercando di conciliare gli studi in ambito finanziario con quelli di informatica applicata, perchè ritengo sia fondamentale avere una buona formazione anche in questo campo. Per fare un esmepio, l’informatica (intesa anche come cyber security ndr.) applicata ai mercati finanziari è fondamentale per proteggere i propri dati in rete. Tutto sta progredendo verso una digitalizzazione dei servizi (si pensi all’home banking, ndr). Avere competenze trasversali può diventare fondamentale nella vita di ognuno di noi.”

“Sono dell’idea che ognuno debba investire di più sulle proprie capacità. Un po’ del tipo “fai quello che ti piace e fai il possibile per diventare grande in ciò che ami”, e secondo me questo rispecchia un po’ il mio modo di approcciare la formazione professionale come una forma di investimento per il futuro. Ognuno deve investire in se stesso per fare ciò che ama”

Come ci hai raccontato nella lettera inviata in reazione, tu soffri di un problema alla vista invalidante. Quali sono stati gli ostacoli che ti si sono presentati nel corso del tuo cammino?

“Io sono ipovedente e ho un decimo per occhio. Con gli occhiali riesco ad arrivare a 2-2.5. Diciamo che non ho una vita molto facile, anche a causa di disagi che mi pongono dei limiti. Uno di questi, ad esempio, è quello di non poter prendere la patente. Questo non mi permette di essere autonomo. Tuttavia, questo mi ha dato la motivazione per andare avanti. Sono riuscito a portare a casa dei risultati (nel trading, ad esempio), quanto tutti mi dicevano che non sarei mai stato in grado”.

“Questa è stata una rivincita per me, sia come giovane, che come disabile. La voglia di riscattarmi e di dimostrare a tutti che si sbagliavano è stata determinante. Poi io di mio sono uno che non si arrende mai. Tutto questo non sarebbe stato possibile senza una vena creativa che mi ha permesso di toccare con mano diversi ambiti, come lo sport, la musica e la recitazione. Da questa mia inclinazione a voler creare qualcosa di mio sono nati i libri che ho scritto”

Raccontaci come è nata l’idea di scrivere libri. Di cosa ti sei occupato principalmente?

“Ho cominciato scrivendo poesie a 12-13 anni. Quando ne avevo 18 ho pubblicato il mio primo libro, “la nuova Costituzione Europea”, dove teorizzavo la creazione degli Stati Uniti d’Europa focalizzando l’attenzione su una maggior coesione europea. In “Nuova Alleanza”,(il secondo libro pubblicato da Francesco, ndr) ho proposto una Costituzione Mondiale, finalizzata a riunire i principali trattati ora in essere e che sappia mettere fine all’anarchia del diritto internazionale. Ad oggi, infatti, non ci sono vere e proprie sanzioni per gli stati che, ad esempio, non rispettano i diritti umani. Credo molto nella coesione dei popoli e nel fatto che almeno a livello globale dovremmo avere stessi principi etici”

Siamo giunti quasi alla fine di questa nostra chiacchierata. Parlando di Europa, e quindi implicitamente anche del nostro Paese, quali scenari pensi si presenteranno nel futuro?

“Beh se l’Italia non cambia rotta, e non intendo solo politica, ma di cultura inteso come modo di pensare, non si prospetta un bel futuro. Credo che dovremo cominciare a riprogrammare il nostro modo di pensare l’economia. Io sono favorevole ad un welfare state presente in stati come la Norvegia, ad esempio, riprogrammando anche il concetto di stato sociale”

Ok Francesco! Siamo arrivati alla fine di questa intervista (purtroppo). Prima di lasciarci vorrei chiederti un’ultima cosa: quale consiglio daresti ai giovani ragazzi che si affacciano per la prima volta al mondo universitario/del lavoro?

“Di essere determinati e di applicarsi al massimo perche’ nessuno potrà insegnargli qualcosa, più di quanto possano fare loro stessi! E poi di provare, provare, provare e provare sempre!!!”

“Non smettete mai di sognare e di pensate in grande!!!”

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