Ezio Mauro: giornalista e scrittore sugli anni di piombo

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Ezio Mauro è un giornalista italiano, contemporaneo. Negli anni novanta, Mauro diventa direttore del quotidiano La Stampa fino al 1996. In seguito, il giornalista dirige anche La Repubblica fino al 2016. Durante gli anni di piombo, il giornalista emerge nel settore, in quanto scrive articoli sul terrorismo nero. A fronte di ciò, le BR pedinano Mauro per lungo tempo, attraverso il brigatista Patrizio Peci. Alla fine degli anni ottanta, il giornalista diviene corrispondente dalla città di Mosca, tramite La Repubblica. Di fatto, Mauro racconta i cambiamenti nell’Unione Sovietica, della Perestrojka.

Ezio Mauro chi é?

Ezio Mauro nasce a Dronero, in provincia di Cuneo il 24 ottobre del 1948. Il territorio di origine di Mauro è il Piemonte, dove frequenta i primi studi presso la scuola dei Salesiani. Inoltre, Mauro inizia l’attività giornalistica nel 1972, con La Gazzetta del Popolo di Torino. Di fatto, il giornalista entra nelle vicende del terrorismo, degli anni di piombo. In seguito, Mauro collabora con La Stampa come inviato di politica interna ed inchieste estere, anche in America. Nel 1988, il giornalista collabora con La Repubblica, nel ruolo di corrispondente dall’URSS, da Mosca. Per tre anni, Mauro segue le trasformazioni russe della Perestrojka, attraverso numerosi viaggi nel Paese.

Ezio Mauro: l’esordio

Il 26 giugno del 1990, il giornalista torna presso La Stampa, dove ottiene l’incarico di codirettore e poi direttore del quotidiano. Alla metà degli anni novanta, Mauro sostituisce Scalfari (il fondatore), come guida de La Repubblica. Ecco l’esordio del giornalista alla direzione del quotidiano romano, mentre in Israele vince le elezioni Netanyahu. Nel corso della carriera professionale, Mauro diviene tra le personalità più critiche dei governi Berlusconi. Nel 2009, il giornalista pubblica su La Repubblica diverse domande di D’Avanzo, nei confronti di Berlusconi, al tempo Presidente del Consiglio. In verità, le domande riguardano la politica governativa, la morale e gli affari privati. Agli inizi del 2016, Mario Calabresi prende in carico la direzione de La Repubblica, in sostituzione di Mauro.

Bersaglio delle BR

Durante gli anni di piombo, Mauro è all’inizio della carriera professionale, quando esce la  pubblicazione dei suoi primi articoli sul terrorismo. A fronte di ciò, il giornalista riceve i consensi del pubblico sulle tematiche, che trattano i fatti del terrorismo.  Al contrario, i brigatisti non accettano gli articoli del giornalista, che subisce numerosi pedinamenti dal brigatista Patrizio Peci. Nel 2018, Mauro coordina una serie web di dieci puntate, in cui racconta Il Caso Aldo Moro. Di fatto, il giornalista ripercorre un lungo viaggio attraverso le puntate, in cui nel 1978 esegue interviste e ricostruzioni sul fatto Aldo Moro.

Le premiazioni

Dal 1994 al 2017, il giornalista ottiene delle premiazioni, di cui: Il Premio Ischia Internazionale di Giornalismo, Il Premio Internazionale Alfio Russo, Il Premio Nazionale Letterario Pisa ex aequo Saggistica, Il Premio Andrea Barbato per il giornalismo assegnato da Passaggi Festival.  

Le opere letterarie

Il giornalista durante la carriera scrive diversi libri, poiché la passione per il giornalismo emerge di conseguenza alla scrittura. Tra le principali opere letterarie del giornalista, figurano: La felicità della democrazia, Babel, L’anno del ferro e del fuoco, Cronache di una rivoluzione, Un dialogo, L’uomo bianco, Collana Serie Bianca, Aldo Moro, Cronache di un sequestro, Anime prigioniere, Cronache dal Muro di Berlino, Collana Fuochi, Liberi dal male, Il virus e l’infezione della democrazia.

Nel 2019, il giornalista decide di presentare la produzione televisiva (documentario- film), dal nome 1989 Cronache dal Muro di Berlino. Inoltre, la realizzazione della pellicola cinematografica, avviene in collaborazione con RaiCinema e Stand By Me. A fronte di ciò, il giornalista matura la volontà di intraprendere diverse interviste, con le testimonianze di persone comuni ed esponenti politici.

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