Ex Ilva: il MiSe punta alla riconversione green

Ex Ilva cosa si è deciso?

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Ex Ilva e Mise

Produzione industriale e Ambiente. Un tema molto dibattuto specie negli ultimi tempi. Al fine di ridurre i livelli di inquinamento e di tutelare le biodiversità. Oltre che di migliorare la nostra salute. Ed è proprio su questo argomento, e nello specifico sull’Ex Ilva, che il Mise ha avviato una interlocuzione. Confrontandosi sia con i commissari e le organizzazioni sindacali. Ma anche con i rappresentati del territorio. Ed è nel question time della Camera dei Deputati del 3 Marzo che il Ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, ne ha parlato. Vediamo di cosa si tratta.

Ex Ilva, il Mise cosa prevede?

Ciò che è emerso dal question time è che il Mise effettuerà sullo stabilimento siderurgico di Taranto “una verifica di fattibilità tecnico-economica di una riconversione energetica del sito”. Ha detto il Ministro. “La volontà comune“, ha poi aggiunto, “é di vagliare ogni possibile ipotesi diretta a superare le criticità intervenute nel quadro di un rivalutato aspetto dei fatti. Coinvolgendo anche le istituzioni europee. Nell’ottica di tutelare la produzione strategica dell’acciaio in Italia. E assicurare le garanzie per i lavoratori e la tutela dell’ambiente. Dunque si tratta di dare vita ad una produzione industriale sostenibile. Dicono gli esperti. È la grande sfida delle economie di oggi. Integrare la sostenibilità ambientale con l’aumento del benessere. Dissociando il degrado ambientale dallo sviluppo economico. Facendo di più e meglio con meno.

Pensare a un nuovo modello industriale

Per la produzione e il consumo sostenibile è urgente attuare politiche in grado di riorientare in modo efficace i sistemi di produzione industriale. Adottando le giuste pratiche che vadano a tutelare e proteggere l’ambiente. Su questa linea Danieli, Leonardo e Saipem nei giorsi scorsi si sono proposti in progetti di riconversione sostenibile. Firmando un acordo quadro. Che riguarda gli impianti primari nel settore siderurgico sia in Italia, in particolare nel Sud e quindi a Taranto, che all’estero. Secondo le tre aziende è possibile un approccio alternativo. Per Danieli, Leonardo e Saipem, “la nuova soluzione tecnologica prevede la sostituzione del processo produttivo convenzionale dell’acciaio, basato sugli altoforni, con un nuovo processo. Che utilizzerà forni ad alimentazione elettrica ibrida. Integrati a impianti di riduzione diretta del minerale di ferro per mezzo di una miscela di metano e idrogeno. Così da ottenere un acciaio green con emissioni limitate di Green House Gas”.

Ex Ilva: quali strategie e interventi?

L’idea di adottare un modello di economia sostenibile è dunque la grande sfida dei Paesi industrializzati. Tuttavia l’efficienza con cui le risorse vengono utilizzate è ancora molto bassa. E l’inquinamento associato ad emissioni lungo tutto il ciclo di vita dei prodotti è ancora troppo alto. Per Giorgetti, “il nuovo quadro finanziario, conseguente a una rivalutazione della tematica degli aiuti di Stato e al rinnovato approccio della situazione europea, permette di valutare in una nuova prospettiva la strategia di intervento pubblico nell’area». Il ministro ha fatto riferimento, in particolare, a «specifiche previsioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza che in questo momento sono in predisposizione al ministero». Per quanto riguarda l’intesa raggiunta nei mesi scorsi tra ArcelorMittal e Invitalia Giorgetti precisa, che la recente sentenza del Tar della Pugliarischia di complicare e vanificare il buon esito dell’operazione”.

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