Ex funzionari di Bush lasciano il partito repubblicano

Oltre 60 funzionari dell’amministrazione del presidente George W. Bush stanno pianificando di lasciare il partito repubblicano, ritenuto ormai troppo vicino a Trump

0
380
Ex funzionari di Bush

Secondo quanto riferito da Reuters diversi ex funzionari dell’amministrazione del presidente George Bush stanno pianificando di abbandonare il partito repubblicano dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio. Gli ex funzionari affermano che il partito si è dimostrato troppe volte disposto ad abbracciare le folli idee di Donald Trump.

Perché ex funzionari di Bush vogliono lasciare il partito repubblicano?

Dopo l’assalto al Campidoglio del 6 gennaio il partito repubblicano deve fare fronte con numerosi problemi interni. Molti repubblicani moderati hanno infatti criticato il partito per aver assecondato troppe volte il comportamento folle di Donald Trump. Secondo quanto riferito da Reuters oltre 60 ex funzionari dell’amministrazione del presidente George W. Bush starebbero pianificando di lasciare il partito repubblicano. Inoltre tra le motivazioni degli ex funzionari ci sarebbero anche la promozione da parte del partito di numerose teorie di complotto promosse principalmente dalla rappresentante alla Camera della Georgia Marjorie Taylor Greene.

Rosario Marin, ex funzionario del Tesoro, ha detto a Reuters: “Se i GOP continuano ad essere il partito di Trump, molti di noi non torneranno. A meno che il Senato non lo condanni e si sbarazza del cancro di Trump molti di noi non torneranno a votare per i leader repubblicani”. Jimmy Gurulé, ex sottosegretario al Tesoro, ha invece affermato: “Non esiste più il partito repubblicano che conoscevamo. Più che partito repubblicano lo chiamerei culto di Trump”. Kristopher Purcell, addetto alle comunicazioni della Casa Bianca di Bush, ha aggiunto: “Il numero di defezioni nel partito cresce ogni giorno”.

L’influenza di Trump preoccupa i repubblicani moderati

L’influenza di Trump nel GOP è motivo di preoccupazioni per molti repubblicani moderati desiderosi di sbarazzarsi di Trump e di riportare il partito alle sue origini. Il partito si trova così lacerato dalle tensioni interne e le voci moderate temono che ormai sia diretto verso il precipizio a causa dell’estrema destra. Le più grandi preoccupazioni dei centristi è che il partito si stia marchiando come il partito degli insurrezionalisti e dei teorici della cospirazione. Inoltre sono preoccupati che il partito repubblicano ormai abbia assunto la mentalità della vittima. Uno dei piani distintivi di Trump infatti era quello di incorniciare se stesso e i suoi seguaci come vittime di forze potenti schierate contro di loro. E ora stanno applicando questa mentalità per difendersi dagli attacchi affermando che i democratici vogliono solo metterli a tacere, cancellare il primo emendamento.  


Avvocato di Trump: processo impeachment minaccia il primo emendamento