Evaso ergastolano a Perugia: preso dopo 12 ore di fuga

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Evaso ergastolano

Preso dopo una fuga di 12 ore l’ergastolano Domenico D’Andrea Evaso dal carcere di Perugia.

Evaso ergastolano Domenico D’Andrea dopo la fuga dal carcere di Perugia aveva preso un taxi ma l’autista, che aveva letto la notizia, ha riconosciuto il fuggitivo e ha chiamato le forze dell’ordine. Dodici ore in fuga. Tanto è durata l’evasione di Domenico D’Andrea, ergastolano di 38 anni fuggito da Capanne ieri prima delle 13 e arrestato dalla Polizia prima di mezzanotte in via Ettore Ricci, vicino alla caserma della Guardia di finanza. 

In carcere per scontare l’ergastolo a seguito dell’omicidio di un edicolante di Napoli e con una lunga serie di reati come furto e rapina, l’uomo approfittando del regime di lavoro concessogli dall’articolo 21, è riuscito a scavalcare un muro di recinzione del carcere, non particolarmente alto, per poi allontanarsi nel terreno che circonda l’istituto penitenziario, scavalcare la recinzione e chiedere un passaggio ad un’auto che lo ha portato in città.

Come ricostruisce la stampa locale fuggitivo nella serata a Fontivegge avrebbe chiesto ad un tassista di portarlo a Firenze. Il conducente aveva letto però la notizia della fuga e ha chiamato la Polizia. Pochi minuti dopo l’evaso è stato rintracciato tra via Ettore Ricci e via Settevalli e arrestato.

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Perugia, la fuga dell’ergastolano Domenico D’Andrea

D’Andrea aveva iniziato a delinquere intorno ai 13 anni, quando rimase ferito nel corso di una rapina: diverse le contestazioni per possesso e spaccio di droga. Una vita passata dentro gli istituti minorili e carceri di mezza Italia per furti, rapine, ricettazione, fino all’omicidio di un edicolante, a Napoli, nel 2007 che gli è costato l’ergastolo.

In carcere aveva incontrato la fede e grazie ad un comportamento molto corretto aveva ottenuto il permesso di lavorare nella zona esterna all’area di detenzione. La paura che gli venisse revocato questo permesso, forse, lo ha spinto a fuggire, senza un piano preciso, approfittando dei minori controlli nell’area in cui lavorava. 

L’allarme per l’evasione era scattato intorno alle 12.30, quando D’Andrea si era già allontanato da un’ora circa. Era atteso per una telefonata, ma non si era presentato. Imponente lo spiegamento di uomini e mezzi che era sulle sue tracce.