Eugenio Tibaldi e la trasformazioni ecologiche a PAV

La mostra dell'artista presenta paesaggi modificati dall'uomo e i territori marginali

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Eugenio Tibaldi
Eugenio Tibaldi. "Temporary Landscape. Erbari, mappe, diari" Installation view at PAV – Parco Arte Vivente, 2021. Ph. Agostino Osio. Courtesy PAV – Parco Arte Vivente

Apre oggi al pubblico, alla fiera Artissima di Torino, la mostra personale di Eugenio Tibaldi “Temporary Landscape”. Curata da Marco Scotini, l’esposizione si focalizza sull’opera dell’artista, tra rappresentazione estetica, fotografia e riflessione teorica. L’evento è promosso da Parco arte vivente ed è visitabile fino al 27 febbraio 2022.


Tommaso Mori. L’anima degli spazi periferici attraverso la fotografia


Quali sono gli ambiti della ricerca di Eugenio Tibaldi?

La sua opera si presenta come modello eterogeneo di conoscenza e di intervento ambientale. Un lavoro che registra le trasformazioni ecologiche del nostro tempo sulla micro-scala per trovare corrispondenza tra realtà e sua rappresentazione. Cerca quindi il rapporto tra uomo e ambiente. La ricerca di Eugenio Tibaldi si focalizza sulle dinamiche informali di appropriazione dello spazio e sull’attenzione ai territori marginali. La mostra ruota attorno al diario grafico che l’artista ha prodotto durante la pandemia e chiamato Heidi. Il rifiuto della retorica di una natura incontaminata si accompagna alla negazione del progetto neoliberista ed estrattivista. Ad agire nella pratica dell’artista è il concetto di porosità di Walter Benjamin e Asja Lacis e di “filosofia del rotto” di Alfred Sohn-Rethel. Attirano l’attenzione del pittore la ricchezza delle biodiversità, le “risultanze estetiche”, soluzioni informali alle necessità degli abitanti.

L’artista e le aree periferiche

La produzione dello spazio permette di cogliere l’ecosistema come piano delle relazioni in cui le esistenze e l’ambiente si modificano dinamicamente. Tibaldi spiega il suo modo di dipingere. “Le aree periferiche con i loro ‘non confini’ si prestano ad entrare in relazione al materiale umano secondo dinamiche ‘altre’ dalle centrali. Danno così luogo a soluzioni adattative e di convivenza tra le parti spesso impreviste”. Nella zona di ecologie del margine il pittore attiva una pratica da bricoleur, mosso da un desiderio di de-professionalizzazione. Intende riappropriarsi perciò dei poteri autonomi e collettivi sottratti dal capitalismo.

Le partecipazione di Eugenio Tibaldi

Eugenio ha realizzato progetti partecipativi legati alle dinamiche sociali del territorio in numerose città del mondo. “Tabula Rasa” per “Manifesta 7” a Bolzano, “My personal bridge” sul Ponte di Galata a Istanbul, “Transita Salonicco” o” Play Bucharest” a Bucarest. Il più recente è “Anthropogenic Connection” a Addis Abeba. L’hinterland partenopeo, dove l’artista ha vissuto a lungo, riveste un ruolo speciale all’interno della sua concezione. Costituisce infatti la matrice esperienziale di una riflessione estetica ri-applicata a diversi contesti, una modalità di sguardo laterale. Un metodo di lavoro che valorizza i moti centrifughi, fuori-controllo e difficilmente normalizzabili.

“Temporary Landscape”

Come recita il titolo della mostra, ogni paesaggio non può che risultare temporaneo. Tibaldi lo sottolinea evidenziando le tempistiche imposte dall’abusivismo dell’edilizia commerciale. Si concentra perciò sulle strutture che, destinate a durare per pochi mesi, diventano definitive, come cantieri sotto sequestro. Abusi in cemento mai terminati sono testimoni di una situazione anomala che per la sua staticità diventa paesaggistica. Anche il nostro modo di abitare non potrà che essere nomade, lontano da una “scienza di Stato”, come avrebbero detto Deleuze e Guattari. Nell’ambito della mostra PAV propone al pubblico l’attività laboratoriale “Archeologie di paesaggi e dell’ombra”. In relazione alla ricerca di Tibaldi, viene indagata la stratigrafia del territorio, un territorio trasformato, che restituisce reperti antropici. Durante l’incontro saranno catalogati i materiali inerti riaffiorati in superficie da utilizzare per la costruzione di silhouettes di nuovi paesaggi. Per partecipare alle attività è necessaria la prenotazione: [email protected].

Immagine da cartella stampa.