Etiopia: vittime e arresti in seguito a un tentativo di colpo di stato

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In Etiopia, nella serata di sabato 22 giugno, si è verificato un tentato colpo di stato messo in atto da alcuni militari

Nella serata di sabato, l’Etiopia è piombata nel caos in seguito a un tentativo di colpo di stato messo in atto da alcuni militari. Secondo quanto riferisce la Cnn, i disordini sono iniziati nella regione di Ahmara, nel nord del paese, dove il governatore della regione Ambachew Mekonnen e il suo consigliere Ezez Wassie sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco mentre partecipavano ad un meeting politico. Nel corso della sparatoria è stato ferito gravemente anche il procuratore generale della regione, Migbarn Kebene.

Secondo quanto riferisce la Bbc, nel corso della stessa sera ad Addis Abeba sono stati assassinati anche il capo di stato maggiore dell’esercito etiope Seare Mekonnen, responsabile della sicurezza nazionale e un’altro alto ufficiale che stavano cercando di impedire il colpo di stato. In un comunicato stampa dell’ufficio del primo ministro Abiy Ahmed, viene riferito che il responsabile dell’uccisione sarebbe la guardia del corpo dello stesso Mekonnen, subito arrestata.

La regione di Ahmara e la capitale Addis Abeba, nelle quali si sono verificate le violenze durante il tentato colpo di stato

Ad organizzare e guidare il tentato golpe, secondo quanto riferito dal primo ministro, sarebbe stato un importante funzionario militare che, a detta dei media locali si tratterebbe di Asamnew Tsige, responsabile della sicurezza della regione di Ahmara, tornato in servizio nel 2018 dopo aver scontato nove anni di prigione per aver organizzato un tentativo di colpo di stato nel 2009. Non si sa se Tsige sia stato arrestato oppure sia riuscito a scappare.

Il Generale Asamnew Tsige, ritenuto il responsabile del tentato golpe

Il governo ha il controllo dell’ Etiopia

Nella giornata di ieri il primo ministro Abiy Ahmed tramite il suo ufficio stampa ha rilasciato alcune dichiarazioni, pubblicate anche sul profilo Twitter della stessa presidenza. “Il tentativo di colpo di stato nella regione di Ahmara è contro la costituzione e ha lo scopo di far naufragare la pace della regione conquistata duramente “, viene detto nel comunicato che prosegue dicendo: “Questo tentativo illegale dovrebbe essere condannato da tutti gli etiopi; il governo federale ha la piena capacità di sconfiggere questo gruppo armato”.

La versione in lingua inglese del comunicato governativo pubblicato ieri sul profilo Twitter ufficiale del primo ministro etiope

In seguito ai disordini scoppiati nella regione di Ahmara e nella capitale Addis Abeba, il governo etiope ha deciso di oscurare internet, mentre nelle zone coinvolte nel tentato golpe si sono registrate numerose sparatorie, confermate anche da fonti governative americane, che hanno raccomandato al personale della propria ambasciata nella capitale di mettersi al riparo all’interno della sede diplomatica.

La situazione nel paese africano è tornata alla normalità nella mattinata di ieri. Nel corso di un intervento in diretta sulla tv di stato, Abiy Ahmed, confermando che sono stati effettuati molti arresti e che numerosi golpisti sono ancora ricercati, ha dichiarato: “La situazione nella regione di Ahmara è attualmente sotto il controllo del governo federale, in collaborazione con quello regionale”.

Il capo del governo etiope Abiy Ahmed durante la conferenza stampa in cui ha annunciato di aver neutralizzato il tentativo di colpo di stato

Abiy Ahmed e le riforme in Etiopia

Una situazione difficile, dunque quella dell’Etiopia, che con circa cento milioni di abitanti il secondo stato più popoloso del continente africano dopo la Nigeria. Il Primo Ministro Abiy Ahmed, in carica dal marzo 2018, sta cercando di attuare alcune importanti riforme economiche e sociali per cercare di porre fine alla difficile situazione interna, peggiorata nel 2015 in seguito alla decisione dell’amministrazione di Addis Abeba di adottare il Master Plan, un piano per espandere il territorio della capitale a discapito delle zone abitate dagli Oromo, gruppo etnico prevalente nel paese. Nonostante la cancellazione del contestato progetto di espansione, avvenuta nel gennaio 2016 in seguito a violente proteste, le manifestazioni di dissenso verso la capitale da parte degli Oromo sono continuate diffondendosi anche in altre regioni tra le quali anche l’Ahmara.

La forte instabilità del paese ha portato inoltre ad un aumento dei conflitti tra le varie etnie del paese. Nel maggio scorso proprio nella regione di Ahmara, almeno 200 persone sono state uccise in seguito alle violenze scoppiate tra gli abitanti della zona e alcuni appartenenti all’etnia Gunuz.

Si spera che le importanti riforme promosse da Abiy Ahmad, che è giunto al governo con un programma di grandi innovazioni, possano raggiungere l’obiettivo di migliorare la situazione economica e sociale dell’Etiopia e arginare le violenze che da anni sconvolgono il paese.

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