Etiopia: il governo sospende le attività di due ONG

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assedio in Tigray

Il governo dell’Etiopia ha deciso di sospendere per tre mesi due organizzazioni non governative. L’accusa? Il diffondere notizie non coerenti secondo il governo, il quale opera nel campo della comunicazioni mediante il sito Etiopia Current Issues Fact Check. Il governo ha anche specificato che il loro blocco sarà esteso anche nelle aeree più delicate e sensibili al conflitto, come il Tigray. Pronta la reazione delle due ONG, Medici Senza Frontiere e il Consiglio norvegese per i rifugiati, le quali agiranno legalmente per tornare in quelle aeree. L’Etiopia ha inoltre specificato che MSF ha importato illegalmente sistemi radio-satellitari e lavoratori stranieri senza permesso di lavoro.

Etiopia: cosa dicono le ONG e l’ONU?

Secondo le due ONG impegnate nel paese nulla è ancora detto. Sono attivi infatti dei canali comunicativi tra loro e il governo etiope. In particolare, Medici Senza Frontere ha declinato le accuse di Addis Abeba affermando che la mancata presenza nel Tigray comporterà danni irreparabili.

L’accesso all’assistenza sanitaria in queste regioni è già limitato e l’impatto di un’ulteriore riduzione dei servizi a causa di una sospensione forzata avrà conseguenze disastrose per le persone che stiamo assistendo, compresi i cittadini etiopi e le comunità di rifugiati ospitate dall’Etiopia“, ha affermato MSF.

Anche l’ONU è intervenuta. Mediante l’inviato speciale nel paese Martin Griffiths, si è schierato dalla parte delle due organizzazioni, che per lui giocano un ruolo fondamentale nel territorio etiope: “Le accuse generali contro gli operatori umanitari devono finire”, ha detto. Devono essere supportati da prove se ce ne sono e, francamente, è pericoloso“. Sempre l’inviato speciale ha affermato che la situazione del Tigray, la cui guerra con l’Etiopia si sta rivelando devastante, è stata aggravata dalle limitate forniture di cibo e acqua: “È stato straziante vedere la portata della devastazione e le famiglie che, fino ad oggi, non hanno un posto dove vivere o cibo da mettere in tavola”, ha concluso Griffths.


Il Tigray in balia della guerra, non riceve aiuti umanitari