Eternità a Pompei ed Ercolano: la magia di un passato che non passa

Pompei ed Ercolano: viaggio in un passato più vivo che mai

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Eternità a Pompei ed Ercolano

Poco a sud di Napoli, insediate sul Golfo partenopeo e sovrastate dal cono del Vesuvio, Pompei ed Ercolano sono due cittadine campane fatte di sventura e bellezza. I due luoghi, nel lontano 79 d.C. furono ricoperti dalla lava del vulcano. Si consumò una vera e propria strage. Quella maledizione però ha cambiato il suo senso perché si è tramutata in curiosità. La curiosità da sempre ha spinto archeologi, letterati, scienziati a scavare nella cenere e a scrutare tra i reperti. Tutti, ma proprio tutti, hanno sempre concordato sul concetto di eternità a Pompei ed Ercolano. Solo nel diciottesimo secolo gli scavi hanno riportato alla luce la meraviglia di quei luoghi e oggi, i due Paesi primeggiano tra i siti archeologici del mondo. La storia, la memoria e il passato delle due città sono ideali e reali assalti alle frontiere del tempo.

Perchè c’è l’eternità a Pompei ed Ercolano?

Se ne stanno in silenzio eppure Pompei ed Ercolano hanno ancora tanto da raccontare. I metri di cenere non fermano l’eternità dei luoghi campani anzi ci danno l’impressione, dolcissima, di una vita sospesa e non distrutta. Dunque la fama di Pompei ed Ercolano sta tutta qui: fucina inarrestabile di bellezze artistiche e culturali, prezioso patrimonio di tutta l’umanità.

L’eternità a Pompei ed Ercolano tra le domus e strade solcate

Varcando le porte del sito archeologico campano non possiamo non notare le lunghe strade solcate dalle ruote dei carri. Le frenate sui ciottoli sono vive ed evidenti. Inoltre, le viuzze delle città presentano delle curiose strisce pedonali rialzate. Queste ultime proteggevano i piedi dei cittadini dal fango. Le domus, quindi le antiche case dei pompeiani, costituiscono un tesoro artistico indescrivibile. Alcune più semplici, altre più ricche ma tutte stupefacenti e tutte sembrano dei musei a cielo aperto. Tra i locali e nelle vetuste case troviamo dipinti meravigliosi alle pareti e mosaici. Prendono vita cortili, fontane e giardini che esprimono deliziosamente il concetto di bello. “La casa del Fauno”, “La casa del Frutteto” o “La casa del Menandro” sono solo alcuni esempi che ogni volta ci lasciano senza parole.

“Villa dei Misteri” e le antiche tabernae

Menzione speciale merita la Villa dei Misteri, leggermente fuori dal centro cittadino. La villa ha al suo interno splendidi dipinti nonché rarità note in tutto il mondo. Invece tra le botteghe, le antiche tabernae, come per incanto appare alla mente del turista la vita quotidiana del tempo remoto. Nell’atmosfera di Pompei ed Ercolano aleggia lo stupore per tutti i ritrovati strumenti di lavoro come quelli utilizzati dai fornai o dai falegnami. D’altro canto troviamo le piazze: luoghi di incontri e scambi. La più grande, il Foro, ha una spettacolare vista sul Vesuvio e proprio qui si combinavano gli affari, si acquistava cibo, si pregava, si facevano comizi. Dunque il Foro era il fulcro della vita cittadina.

Pompei ed Ercolano al centro della storia antica dell’Italia meridionale

Il Teatro di Pompei è grandioso, in ottime condizioni. Non è difficile immaginare gli attori recitare sul palco e la gente applaudire dalle gradinate. E poi come dimenticarsi delle donne, degli uomini, dei bambini inghiottiti dalla lava del Vesuvio? Di queste persone non solo abbiamo le impronte ma qualcosa in più: volti, mani, corpi abbracciati nel tentativo disperato di sopravvivere. La calce inserita nei solchi ha dato vita ai corpi di alcune persone che nel 79 d.C. rimasero intrappolate nella lava. Ciò è qualcosa di eccezionale e, infatti, la vista di quei corpi intrecciati ci lascia attoniti e spettatori di un vita che non si è mai arrestata.

L’eternità a Pompei ad Ercolano

Meno blasonata di Pompei ma ugualmente magnifica, Ercolano mostra altri stupefacenti dettagli. L’ingresso agli scavi è rialzato e quindi permette una visione di insieme della città oltre ogni aspettativa. Qui l’eruzione si è manifestata in modo differente: dal Vesuvio non è arrivata la cenere, ma materiale piroclastico rovente, a più riprese. Uno strato di circa venticinque metri di magma, rocce, fango e gas ustionanti ha ricoperto tutta la città. Qui le abitazioni erano eleganti e lustro avevano le splendide botteghe dei fornai e le tabernae, dove si poteva pranzare o acquistare cibo da asporto, come il nostro moderno street food.

La casa dei Cervi

“La casa dei Cervi” è una delle domus di Ercolano più belle. Deve il suo nome a due statue di cervi assaliti da un branco di cani, ritrovate nel giardino. Bellissimo il porticato coperto ricco di affreschi e piccoli dipinti di natura morta. Sempre qui ritroviamo le terme tanto amate dai romani con mosaici a pavimento e soffitti a botte, un altro esempio di pura bellezza.

La villa dei Papiri

“La villa dei Papiri” è uno dei gioielli più preziosi ed è ancora parzialmente sepolta, sotto più di 25 metri di detriti vulcanici. La cosa straordinaria è che nella villa è stata ritrovata una biblioteca che contiene quasi duemila papiri carbonizzati, quest’ultima ancora non è aperta al pubblico. Sulle macerie di quella storia spezzata dall’eruzione è nata la moderna Ercolano. La città dunque si erge su un passato di cultura e arte e su un terreno di storia che ha l’eternità a portata di mano.


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