Nella sfida della Dacia Arena della scorsa giornata di Serie A tra Udinese e Sampdoria l’ex di turno Muriel ha segnato il gol del pareggio al 64′ su rigore e dopo aver battuto Scuffet si avvicina alla curva dei tifosi di casa aizzandoli e provocando anche la reazione dei giocatori di casa che si sono avventati subito su di lui; il capitano dell’Udinese Danilo ha addirittura preso per il collo l’attaccante blucerchiato e alla fine l’arbitro è stato costretto ad espellerli entrambi.

Un comportamento di certo poco educato da parte di Muriel nei confronti di una piazza che l’ha lanciato e che gli ha sempre voluto bene, come sottolinea il giornalista Daniele Damele nella lettera aperta pubblicata su Udineseblog:

«Caro Muriel, a Udine domenica scorsa hai sbagliato una, due, tante volte. Hai esultato deridendo il Friuli e i friulani dopo un gol su rigore. Hai mancato di rispetto verso l’Udinese e i suoi tifosi. Per alcuni anni avevamo creduto in te e la società ti aveva garantito opportunità di crescita. Sei andato via male con dichiarazioni affatto eleganti, ovvio attendersi dei fischi, ci stavano tutti. Se dopo il gol ti fossi fermato e, come spesso fanno altri ex, non avessi esultato, ma fossi rientrato a metà campo normalmente per riprendere il gioco avresti dato una lezione di fair play. Invece no. Non è così, peraltro, che si onora la maglia, oggi per te quella della Sampdoria.
Eppure i 22 che scendono nei campi devono essere tutti testimoni di onestà e lealtà, sentimenti che tu avresti dovuto esprimere verso l’Udinese e il Friuli. Da un professionista ci si attende anche questo. Sei stato, invece, protagonista di un episodio del tutto deprecabile che ha scatenato la reazione, sbagliata, ma del tutto comprensibile, del capitano Danilo.
Questi episodi non sono un buon esempio per i bambini, i giovani, per chiunque si reca allo stadio o segue sui media il calcio. Altro è il confronto nel rispetto delle regole sportive e umane. Abbiamo bisogno di giocatori che testimonino gli autentici valori dello sport. Il calcio e lo sport in genere hanno un fascino rilevante e per questo rivestono notevole importanza. I riflessi sulla gente sono del tutto chiari. Comportandosi così, caro Muriel, non diventerai mai una figura di riferimento a meno che da questo errore non possa maturare un nuovo equilibrio e una padronanza di te stesso finalizzata all’osservanza delle regole e al rispetto verso gli altri. Solo così da giocatore discontinuo che fa qualche gol potrai diventare un esempio per i tifosi.
Oggi più che mai c’è bisogno di coesione e correttezza pur in presenza di grande agonismo. Pensaci Muriel, non si è mai finito di crescere umanamente e sportivamente».

Parole che di certo devono muovere la coscienza dell’attaccante colombiano cresciuto calcisticamente nell’Udinese in cui ha giocato 34 partite totalizzando 14 gol e 5 assist.