Dopo la sconfitta di Daesh in Medio Oriente e la riconquista dell’ultima roccaforte dello Stato islamico, Mosul, da parte delle forze governative irachene, alcuni opinionisti hanno ritenuto che il terrorismo fosse sconfitto, sebbene questa sia un’affermazione prematura, poichè nelle regioni irachene e siriane sono ancora attivi altri gruppi terroristici come al-Nusra, Harakat ad-din al-Zanky, il jaish ad-din, jabaha ansar ad-din e al-Qaeda ecc… . Affermare dunque che dopo Deash il terrorismo è sconfitto in Medio oriente, è vero solo in parte, ovvero, la disfatta del califfato rappresenta sicuramente un passo in avanti, ma è ancora troppo presto per dire che l’ estremismo jihadista appartiene al passato.

Se è vero che ancora non si può dichiarere la vittoria contro il terrorismo in Medio oriente, ancor di più non lo si può fare in Estermo Oriente, poichè anche in quell’area geografica sono attivi ancora molti gruppi trerroristici, i quali sono sostenuti e finanziati da al-Qaeda, tuttavia, da quando Daesh si è imposto sulla galassia dei gruppi estremisti in estremo oriente, quest’ultimi hanno giurato fedeltà al suo leader A. B. al-Baghdadi.

Gruppi estremisti attivi in Estremo Oriente

Come si diceva poc’anzi, l’estremo oriente è un’area geografica in cui il terrorismo islamico è molto presente e attivo, l’attentato del giorno di Pasqua ha suscitato molto clamore per via dell’alto numero di vittime (circa 250 persone). In seguito, è stata attribuita la responsabilità di questo atto al National Thowheeth Jam’ath, gruppo estremista locale, che ha eseguito materialmente l’attentato.

Nel subcontinete indiano è presente e attiva anche al-Qaeda (AQIS), che intende istaurare uno Stato Islamico solo dopo aver abbattuto i governi legittimi di Pakistan, India, Myanmar e Bangladesh. Ad allungare la lista dei gruppi estremisti presenti in Asia, c’è anche il Harkat al-Jihad al-Islami, organizzazione nata verso la metà degli anni ’80, la quale non opera solo in Bangladesh, ma anche in Pakistan,inoltre, dopo che i russi ritirarono le loro forze dall’Afghanistan, il gruppo estese la sua influenza anche nelle regioni indiane del Jamu e del Kashmir. Non meno importante è anche il gruppo Jama’a Islamiyya, che si prefige come scopo, quello di creare uno Stato islamico nel sud-est asiatico.

L’india è un altro territorio in cui non mancano gruppi estremisti pronti a contendersi la supremazia nella regione a suon di stragi.

Nella regione indiana è attivo il Muslim Jahideen, il suo leader è Abdul Subhan Qureshi, scopo dell’organizzazione è il medisimo di altri gruppi presenti nel sud est asiatico, ossia creare un califfato islamico. Segue poi il Muslim United Liberation Tigers of Assam, gruppo nato nel 1996 nello Stato indiano dell’Assam, l’obiettivo è lo stesso del gruppo Muslim Jahideen.

Il Pakistan, dal canto suo, è un altro territorio caldo, in cui sono presenti diversi gruppi terroristici. Vediamone alcuni.

Per iniziare si può citare il Lashkar al-Taiba (Esercito del bene), questa organizzazione vide la luce nei primi anni ’90, in Asia meridionale, il suo punto d’appoggio, da cui gestisce le sue operazioni è il Pakistan, opera soprattutto nella regione di Jammu e Kashmir. Lo scopo dell’organizzazione è l’annessione della regione indiana Jammu e Kashmir al Pakistan.

Proseguiamo ancora con il Harakat al-Mujahidin, organizzazione fondamentalista pakistana, nata nel 1985, con il preciso scopo di combattere i russi in Afghanistan, a questo gruppo fa seguito il Hizb al-Mujahidin, nato alla fine degli anni ’80 in Pakistan, il suo scopo principale è l’annessione della regione Jammu e Kashmir al Pakistan; si segnala inoltre il gruppo jaish muhammad, organizzazione legata a Daesh e nata da una scissione del Tehrik-i-Taliban. Recentemente il jasih al-muhammad è stato responsabile di un attacco ai danni di un convoglio di soldati indiani.

In Bangladesh, si segnalano le attività di due organizzazioni che sono: la Jamaat al-Mijahidin, nata con il preciso scopo di istaurare uno Stato islamico governato dalla sharia (legge islamica), e poi la Ansarullah Bamgla Team gruppo affiliato ad al-Qaeda nel Subcontinente indiano.

In Thailandia è presente il “Gerakan Mujahidin Islam Patani”, si tratta di un movimento secessionista e ostile a praticare un islam moderato, esso opera soprattutto nel sud del Paese.

Un accenno va fatto anche per la Cina in cui opera il Turkistan Islamic Party, gruppo estremista fondato da jihadisti ui guri, il cui scopo è stabilire uno Stato islamico nello Xinjiang.

L’elenco appena descritto è una panoramica dell’estremismo jihadista presente in estremo oriente, come si può notare, siamo ben lungi dal vedere il terrorismo sconfitto.

Daesh risorge dall’estremo oriente

Per tornare all’attentato in Sri Lanka, un rapporto dei servizi segreti americani e indiani aveva messo sull’avviso il governo srilankese, su possibili attentati, ciò nonostante, questi allarmi sono rimasti inascoltati. C’è chi ritiene che il corto circuito è da rintracciarsi nei cattivi rapporti tra il premier e i capi della sicurezza.

In attesa di capire cosa esattamente non ha funzionato negli organi di sicurezza, si può affermare con certezza che Daesh non è sconfitto, sebbene non esista più in Siria e in Iraq, esso ha trovato un’altra area geografica dove ricostituirsi, ossia l’Estremo Oriente, che come abbiamo visto, è pieno di gruppi estremisti ed è dunque un terreno fertile dove l’Isis ha potuto rimettere insieme i cocci della sua organizzazione.

Il presidente americano Donald Trump, un mese fa aveva dichiarato ufficialmnete che lo Stato islamico aveva cessato di esistere, e forse aveva ragione, almeno da un punto di vista territoriale l’organizzazione non esiste più, tuttavia, la sua rete di collegamenti è ancora intatta. ed capace ancora di cordinare attacchi in simultanea, come abbiamo visto dall’attentato di Pasqua, una modalità, quest’ultima, vista già in occasione di altri attentati, si pensi a quelli di Parigi del novembre 2015, oppure a quelli in Belgio nel marzo 2016.

L’attentato di Pasqua rimarca, ancora una volta, un aspetto inquietante dell’organizzazione, ossia, la guerra che Daesh sta combattendo, non si può tracciare in confini precisi, e specialmente adesso che il suo stato geografico non esiste più, è diventata una guerra senza confini, il campo di battaglia può essere qualsiasi Paese, non importa se in Occidente o in Oriente, il teatro di guerra può spostarsi dappertutto.

A destare preoccupazione sono anche i suoi affilaiti, reduci dell’Iraq e della Siria, perchè sono combattenti addestrati, spinti dall’idea di un Islam violento e appoggiati dal loro leader al-Baghdadi, di cui non si hanno notizie circa la sua sorte dopo la sconfitta del Califfato in Iraq.

Gli attacchi alle chiese e agli alberghi in Sri Lanka ha dimostrato che Daesh non è sconfitto, anzi esso ha dimostrato di sapersi adattare, poiche anche senza più un territorio da difendere e da espandere, esso ha eletto il web come suo nuovo stato che ha basi in tutto il mondo e dalle quali può diffondere la sua ideologia estremista.

Si prepara dunque una nuova fase della lotta all’estremismo, che stavolta dovrà essere combattuta in un altro mondo, quello virtuale, una realtà sconfinata, spesso, purtroppo, senza regole.

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