Essere consapevole: inizia dal tuo consumo di alimenti di origine animale

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Se hai deciso di essere consapevole e di contribuire nella crisi climatica e desideri fare qualcosa. Ecco alcuni dati incentrati sulle mucche allevate principalmente nel mondo.

Essere consapevole: l’industria della carne inquina troppo, ecco i dati!

L’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) stima che l’industria del cibo sia complessivamente responsabile di un terzo delle emissioni globali di gas serra. Mentre la maggior parte di queste emissioni (l’80% circa) può essere ricondotto alla produzione della carne e dei derivati animali. Gli attuali metodi di produzione della carne vengono sempre più spesso messi in discussione. Anche per via dell’elevato consumo di acqua da parte del bestiame, per gli effetti sul disboscamento delle foreste pluviali e per il ruolo degli allevamenti intensivi nella diffusione di malattie infettive compatibili con l’uomo.

In termini economici: questi i livelli di produttività

In un mercato che nel 2018 valeva più di $945 miliardi. E che nel 2023 si stima potrebbe raggiungere il valore di 1.142 miliardi di dollari. Tutto questo mentre nel 2019 la capitalizzazione finanziaria delle principali tre aziende produttrici di carne messe assieme. In ordine di importanza: Hormel Foods, Tyson Foods e JBS, superava i 50 miliardi di dollari.

Essere consapevole: i dati dell’industria della carne 

Sembrerebbe che non ci sia nessuna inversione di tendenza nelle abitudini di consumo e nei metodi di produzione. Questo è dato dal fatto che l’arricchimento della popolazione globale e il conseguente aumento del consumo di carne sono due fenomeni recenti. Recentissimi se prendiamo in considerazione i Paesi in via di sviluppo. L’aumento del consumo mondiale è infatti trainato dalle economie emergenti come Cina e Brasile. Mentre in Europa occidentale e in Nord America il consumo di carne si è stabilizzato da almeno 20 anni. E in alcuni casi come Francia e Canada sembra addirittura in diminuzione. Lo stesso ragionamento vale per la consapevolezza dei consumatori e delle opinioni pubbliche sul tema. Visto che solo negli ultimi anni sono diventate evidenti le problematiche ambientali connesse alla diffusione esponenziale degli allevamenti intensivi per la produzione di carne.

Quanto inquinano gli allevamenti intensivi?

La tecnica degli allevamenti intensivi permette agli allevatori di aumentare la capacità produttiva a dei costi nettamente inferiori rispetto alle normali pratiche di allevamento. Dagli anni 60 l’utilizzo degli antibiotici su larga scala ha permesso agli allevatori di concentrare gli animali allevati in spazi molto ristretti. Evitando allo stesso tempo l’elevata diffusione di malattie batteriche tra il bestiame. L’aumento della produttività derivante dall’allevamento intensivo ha perciò permesso ai Paesi industrializzati di soddisfare la domanda in costante aumento. E oggi almeno il 70% della carne prodotta proviene dagli allevamenti intensivi.

Come si può rendere più sostenibile il consumo di carne?

Per mangiare la carne, e non solo, in modo sostenibile è fondamentale sincerarsi della sua provenienza. La prima regola consiste nell’avere chiara la provenienza di ciò che mettiamo nel piatto. Si consiglia di evitare le monoculture che, nella maggior parte dei casi, devastano l’ambiente.

Perché sarebbe più opportuno mangiare meno carne?

Il motivo? Mangiare meno carne potrebbe salvare il pianeta, potrebbe ridurre la fame nel mondo e potrebbe aiutare perfino noi stessi. Spesso il cambiamento del mondo passa dalle scelte responsabili di noi cittadini. Che attraverso scelte etiche a tavola possiamo fare, nel nostro piccolo, una differenza significativa.

Riflessioni finali

Nell’ultimo anno la minaccia del cambiamento climatico è riuscita a smuovere la coscienza di milioni di persone. Indipendentemente da ceto sociale, genere, età, regione di appartenenza. L’indignazione mondiale di fronte all’inazione di governi e industrie ha costretto questi ultimi a muovere i primi e veloci passi verso un futuro più pulito. Misure e politiche, però, possono contribuire solo in parte al successo della risposta globale al cambiamento climatico. 

Da essere consapevole ad agire consapevolmente

Le azioni e soprattutto le scelte dei singoli individui contribuiscono, nel lungo periodo, a consolidare ed implementare la rotta a basse emissioni che stiamo chiedendo a gran voce. Nel nostro piccolo, fare attenzione ai prodotti alimentari che acquistiamo. E limitare il consumo di carne (soprattutto di carne bovina) e latticini può davvero fare la differenza. Se i grandi emettitori faticano ad agire, noi possiamo dare il buon esempio, facendo seguire alle parole i fatti.