Esportazione vaccini: lo stop di Mario Draghi

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Esportazione vaccini

Mario Draghi decide di bloccare l’esportazione dei vaccini. Sebbene la comunicazione a Bruxelles, egli non ha ricevuto obiezioni.

Perché il premier blocca l’esportazione dei vaccini?

Mossa dura da pare del governo italiano. Lo riferisce il Financial Times da fonti interne a Roma. Sono state, infatti, bloccate 250 mila dosi di vaccino destinate all’Australia. Lo scorso gennaio, Bruxelles, aveva annunciato il blocco del siero anti-covid ai paesi al di fuori della comunità europea. Le società devono infatti attendere il consenso delle autorità nazionali per varcare il confine. AstraZeneca, aveva di fatto chiesto il trasporto di vaccini prodotti nello stabilimento di Anagni in Italia, diretto verso l’Australia. Il governo capitanato da Mario Draghi ha deciso di negare il consenso. Ha poi comunicato la decisione presa a Bruxelles che non ha avuto nulla da dire in base a quanto deciso.


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La decisione presa in funzione dei ritardi dell’azienda

Qualora queste decisioni possano creare ulteriori attriti tra i confini internazionali e la stessa Europa, è bene ricordare quanto detto da Draghi. I ritardi di consegna da parte della AstraAzeneca, avevano creato non pochi dissapori e malumori all’interno dello stesso governo. Quest’ultimo, ha accusato l’azienda di essere venuta meno agli accordi stabiliti e le tempistiche date come garanzia. Il protocollo UE “meccanismo temporaneo di trasparenza e autorizzazione” è valido dal 31 gennaio al 31 marzo. Esso regola le richieste delle case farmaceutiche di esportare i vaccini fuori confini europei. Ciò significa che, una volta avanzata la richiesta, la commissione entro due giorni lavorativi, produrrà l’apposita risposta. Draghi aveva incalzato la decisione dell’Unione Europea, al fine di mantenere la produzione e l’esportazione dei vaccini all’interno della comunità. Ciò non fa fede su un atto egoistica, ma a ritardi cui dobbiamo fare fronte, pensando in primis al paese d’origine. Infatti, sono ancora troppi gli italiani che attendono un vaccino.

I possibili scontri internazionali

La linea dura pretesa dalla Comunità, potrebbe far nascere delle ritorsioni su scala mondiale. Ciò che adesso i paesi vogliono fare, è proprio uscire per primi dalla situazione pandemica. Quanto è stato disposta, ha pure la necessità di bloccare il favoreggiamento di altri paesi rispetto all’Europa. Tale gesto comporterebbe la non riuscita di quanto si è prefissato di fare lo stesso governo. Entro l’estate, infatti, il 70 % della popolazione dovrà essere vaccinato. Pare però che il ritardo sia più causa delle campagne vaccinali che delle dosi di vaccino disponibili.

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