Esportazione di armi negli Emirati Arabi: verso la ripresa?

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In questi giorni la confusione regna sovrana sul tema dell’esportazione di armi negli Emirati Arabi. La macchina burocratica italiana è lenta, arrugginita e rumorosa ma lascia traccia di ogni cosa che fa. L’umanità, in ogni caso alla fine, ha la meglio per noi. Ma vale la pena essere precisi negli avvenimenti degli ultimi mesi

Cosa sta accadendo alla revoca delle autorizzazioni per l’esportazione di armi negli Emirati Arabi?

È di questi giorni la notizia dell’intenzione di riprendere le esportazioni di armi dall’Italia verso gli Emirati Arabi. E, letta in questo modo, sta suscitando molto scalpore. La notizia, più precisamente, riguarda la volontà di riprendere l’esportazioni di armi ma non di bombe e missili aerei. La differenza sembra labile, ma purtroppo è una precisazione da fare. Infatti l’embargo messo in atto durante il governo Conte pochi giorni prima della sua caduta riguardava la revoca delle autorizzazioni per l’esportazioni di bombe, missili e materiali legati a questa tipologia di armi. Inoltre, si legge nel testo sul sito della Camera dei Deputati, si impegna il Governo a valutare il congelamento dell’esportazione delle altre tipologie di armi e di introdurre una particolare clausola. Le armi sono utilizzate da troppo tempo nella guerra dello Yemen ed è questo il motivo dell’introduzione di quest’ultima. Le autorizzazioni furono concesse durante il Governo Renzi e, forse, non a caso la revoca è stata disposta durante il tanto discusso viaggio di Matteo Renzi proprio negli Emirati Arabi. Ad oggi la notizia riguarda la revoca della clausola. Ma andiamo in ordine.

I fatti in ordine cronologico

Durante il Governo Renzi del 2014 sono state apposte le firme sulle autorizzazioni all’esportazioni di armi, comprese quelle aeree, verso gli Emirati Arabi. Nonostante quel Governo dichiari che non si può attribuire a un singolo governo il peso di una tale scelta, viste le trattative iniziate anni prima, comunque ha avuto 2 anni prima che l’esportazione iniziasse. Sembra un bel po’ di tempo. Anche se, ragionandoci meglio, qualcuno ha mai visto utilizzare armi a fin di bene? Ma continuiamo il riassunto. Dopo varie problematiche nel gennaio 2021 il Governo Conte II revoca le autorizzazioni per l’esportazione di bombe e missili aerei. La decisione viene presa nonostante ormai sicura crisi di governo perché la legge era proposta dal parlamento e la risoluzione era già avvenuta nel dicembre 2020. Il testo prevedeva inoltre la presa in carico del governo di esaminare le autorizzazioni per i restanti tipi di armamento e di introdurre una piccola clausola. Gli Emirati Arabi devono dichiarare al proprio fornitore in che modo saranno utilizzate le armi acquistate.

I ricatti da parte degli Emirati Arabi

Gli Emirati Arabi non hanno visto di buon occhio la presa in esame delle autorizzazioni per l’esportazione di armi e sopratutto la clausola introdotta. Questa clausola impedisce alle aziende italiane di esportare armi che saranno utilizzate in un conflitto che include i civili secondo la legge 185/90. E infatti hanno iniziato a mettere i bastoni tra le ruote ai nostri connazionali ogni volte che si è presentata la possibilità. Hanno negato a un aereo italiano diretto in Afghanistan di sorvolare il proprio spazio aereo. Hanno incarcerato un imprenditore milanese, Andrea Costantino, senza un’accusa precisa. L’imprenditore è recluso da 3 mesi e ha perso ormai 18kg. Un contingente di militari italiani ha dovuto abbandonare le loro basi. I militari erano in missione nel vicino corno d’Africa.

Le parole del Ministro degli Esteri sulla legge dell’esportazione di armi negli Emirati Arabi

Luigi Di Maio ha dovuto rilasciare delle dichiarazioni considerando quanto sono diventati delicati i rapporti tra le due nazioni e vista la scelta fatta di revocare la piccola clausola citata. La scelta, dice, è stata fatta per stemperare il clima bollente che si è instaurato. Il ministro inoltre ha sottolineato che la legge sull’esportazione di armi è stata portata avanti dal Parlamento, e non dal Ministero degli Esteri. Eppure gli elogi e la soddisfazione a gennaio del ministro verso la legge si possono leggere ancora. Inoltre, la legge porta la prima firma di una deputata M5S. Ma a quanto pare i rapporti economici con un “partner strategico” sono più importanti delle azioni di quel partner in una guerra. Insomma, vi vendiamo solo le armi piccoline cosi ne ammazzate di meno. Le bombe grosse le teniamo noi intanto. Ma così torniamo a parlare di soldi. Che c’è da investire in Alitalia e in Piaggio anche se vi abbiamo rifiutato in un primo momento. La guerra in Yemen continua da anni e la popolazione è allo stremo. Le epidemie, non solo di Covid-19, hanno continuamente il sopravvento. L’igiene e il cibo scarseggiano. E la popolazione fugge, scappa, migra. E ne siamo responsabili anche noi come italiani, oggi più di ieri.


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