Esercitazioni NATO: arriva il NO dall’esercito finlandese

Si dicono preoccupate per l’epidemia di coronavirus le Autorità dell’Esercito scandinavo che per questo hanno deciso di ritirare le proprie truppe dall’esercitazione NATO correlata al Defender Europe 2020

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I soldati finlandesi non prenderanno parte alle esercitazioni NATO correlate al progetto Defender Europe 2020 a causa dell’epidemia di covid-19. Questo è il messaggio diramato nel comunicato delle Forze Armate Scandinave nell’annullare le operazioni che sarebbero iniziate oggi fino al 19 marzo e si sarebbero svolte a Troms, nel nord della Norvegia.

Secondo gli originari programmi NATO le esercitazioni avrebbero dovuto coinvolgere 15’000 soldati provenienti da 10 diversi Paesi europei in affiancamento alle operazioni militari volute da Washington questa primavera.

Soldati finlandesi durante un’esercitazione militare

La Finlandia, pur non facendo formalmente parte della NATO, avrebbe comunque inviato un proprio contingente di 400 unità per le operazioni militari.

In una nota i vertici dell’Esercito scandinavo hanno giustificato così la decisione: “L’intervento delle Forze Armate nelle esercitazioni di risposta alla Guerra Fredda (…) è stata annullata a causa dell’emergenza coronavirus”.

Tuttavia il numero del contingente europeo sembra destinato a ridursi ulteriormente e questo non solo a causa dell’annuncio del ritiro delle proprie truppe – già effettivo – da parte della Finlandia. A condividere le stesse preoccupazioni è la Norvegia che all’inizio di questa settimana ha invitato gli alleati a monitorare attentamente le condizioni di salute dei militari al fine di scongiurare una diffusione epidemica su vasta scala.

Nell’esercito scandinavo risultano già alcuni casi positivi al covid-19 tanto che 1’300 persone sono state messe in isolamento nella base militare di Skjold, nella regione settentrionale di Troms, dopo un primo caso accertato lo scorso giovedì.

Le truppe salteranno anche le esercitazioni collegate al progetto Defender Europe 2020 organizzato dagli Stati Uniti al fine di collaudare la propria National Multi-Domain Strategy che presuppone l’invio di uomini e mezzi lungo tutta la fascia centrale dell’Europa fino al confine con la Russia. 

I contagi del coronavirus hanno già colpito anche il personale militare americano stanziato in Europa (circa 10 mila unità), che nonostante ciò prenderà comunque parte alle esercitazione in aprile.
Il primo caso a essere stato confermato riguarda un Marine con base in Italia esposta al momento all’attenzione generale e presa di mira dalla stampa europea e mondiale come il focolaio più esteso d’Europa per aver dichiarato da subito i numeri dei contagi da covid-19. Complici della situazione anche i recenti provvedimenti che hanno imposto il blocco di molte Regioni nel nostro Paese.