Escalation su Gaza: CPI sospetta crimini di guerra

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Prosegue l’escalation su Gaza da parte di Israele. Non sono cessati gli attacchi missilistici diretti all’enclave, dopo che ieri le IDF hanno abbattuto un edificio nel cuore della capitale. Da allora, è un “botta e risposta” serrato. Tanto che la Procuratrice capo all’Aja ha espresso preoccupazione per l’escalation in corso. Intanto, Hamas si dice pronto a un cessate-il-fuoco se basato su azioni simmetriche.

Escalation su Gaza?

Noto con profonda preoccupazione l’escalation della violenza in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, così come dentro e intorno a Gaza, e la possibile commissione di crimini ai sensi dello Statuto di Roma“. Questa la dichiarazione rilasciata su Twitter dalla Procuratrice capo della Corte penale internazionale, Fatou Bensouda, il cui mandato scadrà tra pochi mesi. Le tensioni erano divampate ieri, dopo che un razzo della cellula terroristica di Hamas ha centrato un palazzo nella città costiera di Ashkelon, nel Sud dello Stato ebraico. Martedì le ostilità tra Israele e Hamas sono cessate, anzi. Si è aggravato il bilancio delle vittime. Almeno 32 palestinesi sono morti in due giorni. Israele ha continuato i suoi raid aerei a Gaza, mentre il gruppo militante ha lanciato razzi su Tel Aviv.

Escalation anche a Gerusalemme

Tra Israele e Hamas non si assisteva a un’escalation simile dalla guerra a Gaza nel 2014. Ora la comunità internazionale teme che la situazione degeneri, sfuggendo al controllo. All’agenzia Anadolu, il premier palestinese Mohammad Shtayyeh ha denunciato: “Israele sta commettendo crimini di guerra a Gaza e stiamo conducendo contatti internazionali per fermare l’aggressione“. Di certo dozzine di civili, tra cui bambini, hanno perso la vita a causa dei raid aerei israeliani. “I gerosolimitani hanno sventato l’assalto dei coloni ad Al-Aqsa e le decisioni devono essere prese da una riunione ministeriale araba per sostenere la loro fermezza“, ha aggiunto Shtayyeh. La scorsa settimana, i disordini erano esplosi nel quartiere di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est, quando un tribunale israeliano aveva ordinato lo sfratto di alcune famiglie palestinesi.


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Fuoco incrociato

Israele ha occupato Gerusalemme est durante la guerra arabo-israeliana del 1967 e ha annesso l’intera città nel 1980, una mossa che non è mai stata riconosciuta dalla comunità internazionale. Dal canto suo, l’inviato di pace delle Nazioni Unite per il Medio Oriente, Tor Wennesland, ha twittato: “Cessate immediatamente il fuoco. Stiamo intensificando verso una guerra su vasta scala. I leader di tutte le parti devono assumersi la responsabilità della riduzione dell’escalation“. E ancora. “Il costo della guerra a Gaza è devastante e viene pagato dalla gente comune. L’ONU sta lavorando con tutte le parti per riportare la calma”. “Fermate la violenza ora“, ha scritto. All’alba di mercoledì, gli abitanti di Gaza hanno sentito le loro case tremare e il cielo illuminato a giorno dai razzi. Quelli “in entrata” di Israele e quelli “in uscita”, sparati da Hamas e dalla Jihad islamica.

L’escalation si estende a Tel Aviv

Gli israeliani sono corsi in cerca di ripari per evitare i razzi. Talvolta sdraiandosi sui marciapiedi, in mancanza di coperture adeguate. Le esplosioni hanno interessato anche comunità a più di 70 km dalla costa, mentre il sistema Iron Dome scrutava incessantemente il cielo. Secondo i media israeliani, centinaia di razzi sono stati lanciati da gruppi militanti palestinesi. A Tel Aviv, la capitale commerciale, le sirene dei raid aerei si sono state udite per tutta la città. Mentre le autorità sioniste hanno considerato l’attacco come una nuova sfida nel confronto con il gruppo islamista. Un’organizzazione terroristica per gli Usa, oltre che per lo Stato ebraico. Intanto, Hamas si dice pronto a un cessate-il-fuoco se basato su “azioni simmetriche”.


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Escalation su Gaza: il prezzo da pagare

A ben vedere, le violenze seguono a settimane di tensione a Gerusalemme. Più precisamente, le stesse erano iniziate il 21 aprile scorso, quando era iniziato il mese sacro del Ramadan. Da allora, la Città Vecchia era stata travolta dagli scontri tra polizia israeliana e manifestanti. Sia ebrei estremisti sia palestinesi, soprattutto nelle vicinanze alla Moschea di Al-Aqsa. Il complesso venerato dagli ebrei come Monte del Tempio e dai musulmani come Nobile Santuario. Quel che è peggio, non sembra che la situazione rientrerà tanto presto. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avvertito che i militanti avrebbero pagato a caro prezzo la loro violenza. In un discorso televisivo, Netanyahu ha spiegato: “Hamas e la Jihad islamica hanno pagato e pagheranno un prezzo molto alto per la loro belligeranza“.

Hamas

Ma Hamas ritiene che spetti a Israele fare la prima mossa: interrompere gli attacchi. Secondo il leader del movimento, Ismail Haniyeh, Israele ha “acceso la miccia a Gerusalemme e Al-Aqsa e le fiamme si sono estese a Gaza, quindi è responsabile delle conseguenze“. Quindi, il gruppo terroristico palestinese sta sfruttando l’ondata di violenze. Da una parte per emarginare il presidente palestinese Mahmoud Abbas; dall’altra tenta di presentarsi come i guardiani dei palestinesi a Gerusalemme. Intanto, Qatar, Egitto e le Nazioni Unite hanno esortato a recuperare la calma. Sebbene il messaggio di Hamas a Israele sia chiaro: “Se vogliono intensificare, la resistenza è pronta, se vogliono fermarsi, la resistenza è pronta“.


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Gli Usa

Secondo Reuters, gli Usa hanno ritardato una dichiarazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sull’escalation delle tensioni. Questo, spiega una fonte dell’agenzia, per evitare di compromettere gli sforzi diplomatici per porre fine alla violenza. Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Ned Price, ha esortato alla calma e alla “moderazione da entrambe le parti”. In particolare, ha affermato: “La perdita di vite umane, la perdita di vite israeliane, la perdita di vite palestinesi, è qualcosa di cui ci rammarichiamo profondamente“. “Stiamo sollecitando questo messaggio di allentamento per vedere la fine di questa perdita di vite umane“, ha aggiunto. Intanto, Israele ha annunciato di aver inviato 80 jet per bombardare Gaza, oltre a fanteria e armature per rafforzare i carri armati già radunati al confine.

Escalation proporzionata all’offesa?

Stando al rapporto delle forze di difesa israeliane, il grattacielo demolito nel quartiere centrale di Rimal, a Gaza City, ospitava “più” uffici di Hamas. Tra cui quelli per la ricerca e lo sviluppo militare e l’intelligence militare. In effetti, era risaputa l’esistenza di un ufficio di Hamas nell’edificio. Sebbene i civili siano stati avvertiti di evacuare l’area prima dell’attacco aereo, l’azione era proporzionata all’offesa? Del resto, questo è uno dei principi cardine del diritto internazionale moderno. Nel frattempo, le autorità sioniste hanno annunciato di aver ucciso “dozzine” di militanti e di aver colpito gli edifici utilizzati da Hamas. Mentre il ministro della Difesa Benny Gantz ha detto che “gli edifici continueranno a sgretolarsi” fintantoché Hamas continuerà ad attaccare.

Le vittime civili

Il ministero della Salute di Gaza ha detto che tra i 30 morti denunciati, c’erano 10 bambini e una donna. Il servizio di pronto soccorso israeliano, Magen David Adom, ha riferito che una donna di 50 anni è morta in seguito al razzo lanciato a Rishon Lezion, un sobborgo di Tel Aviv. Mentre due donne hanno perso la vita ad Ashkelon. I disordini hanno raggiunto anche la città israeliana di Lod, vicino a Tel Aviv. Alcuni testimoni citati dai media israeliani hanno riferito che alcuni ebrei armati hanno sparato contro gli arabi in rivolta, uccidendone uno e ferendone due. Il padre dell’uomo ucciso ha detto al sito di notizie Walla di essere stato vittima di un’imboscata durante una visita di famiglia.


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Escalation su Gaza: appello alla calma

Martedì, il Comitato internazionale della Croce Rossa (CICR) ha invitato tutte le parti nel conflitto tra Israele e Gaza gestita da Hamas a ridurre la violenza che ha ucciso almeno 30 persone e ha ricordato loro le regole della guerra. “I recenti razzi in Israele e gli attacchi aerei a Gaza rappresentano una pericolosa escalation delle tensioni e delle violenze a cui si è assistito negli ultimi giorni a Gerusalemme, compresa la sua Città Vecchia“. Lo ha detto in una nota Fabrizio Carboni, direttore regionale del CICR per il Medio Oriente. “Il Comitato internazionale della Croce Rossa lancia un urgente appello alla moderazione e alla riduzione dell’escalation“, ha aggiunto. Il CICR con sede a Ginevra vigila sul rispetto delle Convenzioni di Ginevra del 1949, che stabiliscono il diritto internazionale umanitario sulla protezione dei civili e di altri gruppi vulnerabili come gli ex combattenti.

Il diritto internazionale

Come spiega Carboni, il diritto internazionale umanitario proibisce attacchi diretti e indiscriminati contro i civili. Qualsiasi attacco deve essere proporzionato all’offesa ricevuta e prima della forza si devono prendere tutte le precauzioni necessarie per evitare vittime civili. Infine, Carboni ha chiesto “un movimento rapido, sicuro e senza ostacoli per le ambulanze“. Proprio ieri, il Procuratore capo Fatou Bensouda ha aperto un’indagine per presunti crimini di guerra nei territori palestinesi. Dal canto suo, il premier Netanyahu la considera “Una decisione che è l’essenza dell’ipocrisia e dell’antisemitismo“. E ancora. “Un Tribunale creato per impedire che si ripetessero gli orrori compiuti a danno del popolo ebraico, si esprime adesso contro lo Stato del popolo ebraico e non dice una parola contro l’Iran, la Siria e altri regimi totalitari i quali davvero si macchiano di crimini“.

Escalation su Gaza: l’indagine della CPI

La Corte con sede all’Aja vaglia il comportamento delle nazioni, più che dei singoli individui. Nel caso di Israele, l’inchiesta partirà dal 13 giugno 2014, quando la Palestina ha accettato la giurisdizione della CPI con una dichiarazione siglata da Abu Mazen. “Questa scelta arriva dopo cinque anni di esame preliminare“, ha spiegato Bensouda a beneficio di chi si domandi il motivo dell’attesa. “Non abbiamo alcuna agenda politica, se non quella di esercitare il nostro dovere“. Poi, il Procuratore ha spiegato: “In passato mi sono rifiutata di indagare Israele per crimini di guerra nell’assalto alla nave turca Mavi Marmara. In questo caso ci sono invece le basi per procedere“. Dal canto suo, Hamas ha sostenuto la decisione del tribunale internazionale. Nonostante il movimento islamista sarà parte dell’inchiesta per gli atti commessi durante la guerra.


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https://twitter.com/CourPenaleInt/status/1392388972211474432?s=20
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