Esame di maturità, ecco cosa cambia

0
137

Eliminazione della Terza Prova e maggiore attenzione al percorso scolastico degli studenti. Sono due delle principali novità per l’esame di maturità 2019 comunicate nei giorni scorsi dal Ministero dell’istruzione università e ricerca con una circolare che ha fatto il giro delle scuole italiane. Insieme a questa comunicazione sono stati inviati anche due allegati: il Documento di lavoro elaborato da un team di esperti capeggiato dal linguista Luca Serianni per la preparazione delle tracce della prima prova di italiano e le Indicazioni per l’elaborazione delle griglie di correzione delle due prove scritte.

Nelle stesse ore in cui la circolare veniva trasmessa alle scuole, il ministro Marco Bussetti ha lanciato un videomessaggio su Facebook per rassicurare studenti e docenti sul nuovo esame di maturità. “Accompagneremo le scuole e i ragazzi verso il nuovo Esame” ha detto Bussetti su Facebook. “Quella di oggi è una circolare con le prime indicazioni operative. Ci saranno poi momenti di formazione per gli insegnanti e le commissioni e, attraverso i canali di comunicazione del Ministero, sito e social, ci rivolgeremo anche a studenti e famiglie. Quando un Esame cambia, bisogna stare al fianco della scuola e di chi quella prova deve superarla per fornire tutti i chiarimenti che servono. Lo faremo con altre indicazioni, video esplicativi, interventi di esperti. Vogliamo che ogni novità sia accompagnata da azioni specifiche di supporto. E ai ragazzi dico: se avete domande fatevi avanti, anche sui social, risponderemo ai vostri dubbi”.

Requisiti per l’accesso all’esame di Stato

Come deliberato nel decreto Milleproroghe, il Test Invalsi non sarà rilevante per accedere all’esame di maturità. La prova, che verterà su domande di matematica, italiano e inglese, verrà comunque svolta dagli studenti durante l’anno scolastico, ma il suo risultato non influirà sulla valutazione finale. Verrà semplicemente riportato nella documentazione allegata al diploma. Lo stesso vale per l’alternanza scuola-lavoro: gli studenti potranno fare il tirocinio presso le aziende, ma la valutazione dello stage non sarà rilevante per accedere agli esami di giugno, anche se potrà essere oggetto di discussione durante l’orale. Per accedere all’esame di Stato, quindi, sarà sufficiente aver frequentato almeno 2/3 del monte ore scolastico e avere il 6 in tutte le discipline, insieme alla sufficienza nel comportamento (con il 5 in condotta non si potrà partecipare all’esame). Ai docenti, tuttavia, viene lasciata un po’ di autonomia per l’ammissione di studenti che non hanno tutte le materie con la sufficienza. Il Consiglio di classe, infatti, potrà deliberare l’ammissione di uno studente anche con insufficienza in una disciplina o in un gruppo di discipline valutate con un unico voto, ma la scelta dovrà essere opportunamente motivata.

Le prove scritte

Le principali novità della maturità 2019 riguardano sicuramente le prove scritte, che da tre passano a due. Non c’è più la Terza Prova, temuta da molti studenti ma amata da altri che trovavano nel test multidisciplinare la possibilità di alzare un po’ la media negli scritti. La prima prova di italiano, che si svolgerà il 19 giugno, subirà delle variazioni nella tipologia delle tracce, che da quattro diventano tre: nella tipologia A, analisi del testo, ci saranno due tracce su due autori diversi dall’Unità d’Italia a oggi; nella tipologia B (il vecchio saggio breve) ci saranno tre tracce per l’analisi e produzione di un testo argomentativo partendo da un singolo testo o da un estratto di un testo più ampio; nella tipologia C, infine, ci saranno due tracce in cui si richiede una riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità. Sparisce, quindi, anche il tema storico.

La seconda prova, in programma per il 20 giugno, continuerà invece ad essere di indirizzo, specifica per ogni tipologia di scuola, ma potrebbe vertere anche su più di una materia. Ad esempio, gli studenti del liceo classico potrebbero trovare nella seconda prova sia greco che latino, così come gli studenti dello scientifico potrebbero doversi confrontare sia con quesiti di matematica che di fisica.

L’orale

Senza la tappa della Terza Prova i tempi di attesa per l’esame orale si accorciano. Non ci sono grandi variazioni sulla prova orale, tranne l’eliminazione della tesina con argomenti scelti dagli studenti e la possibilità di parlare della propria esperienza di alternanza scuola-lavoro.

Credito scolastico e punteggio finale

Con una prova scritta in meno si ridimensiona anche l’attribuzione dei crediti, sia durante l’anno che nelle prove d’esame. Il voto finale resterà in centesimi, ma da quest’anno sarà data maggiore importanza al percorso di studio fatto da ogni singolo studente. Il credito maturato nell’ultimo triennio potrà essere al massimo di 40 punti (invece che di 25). Per gli studenti al quinto anno è prevista, entro gli scrutini intermedi, una comunicazione per la conversione del credito già maturato. La commissione d’esame avrà poi a disposizione 60 punti: massimo 20 per ciascuna prova dello scritto e 20 per il colloquio. Inoltre la commissione può assegnare fino a 5 punti extra, dichiarandone la motivazione, agli studenti che abbiano raggiunto almeno 30 crediti nel triennio e che abbiano conseguito un risultato complessivo di almeno 50 punti nelle prove d’esame.

Le griglie di valutazione

Una novità contenuta nella riforma dell’esame di maturità riguarda le griglie di correzione nazionali comunicate già ai docenti in allegato alla circolare. Griglie di valutazione ufficiali che hanno lo scopo di rendere più omogenea e obiettiva la correzione delle prove scritte. Saranno stilate nei prossimi mesi e verranno diffuse al più presto per consentire, come si legge nell’allegato “di rilevare le conoscenze e le abilità acquisite dai candidati e le competenze nell’impiego dei contenuti disciplinari”. Con queste griglie si è voluto dare un aiuto ai docenti per la valutazione delle prove scritte, indicando un “set di indicatori legati agli obiettivi della prova con una distribuzione del punteggio per fasce tra i vari indicatori, che le Commissioni d’esame utilizzeranno per la costruzione di uno strumento di valutazione tarato sulla specifica prova”.

Un esame più difficile?

Questa è la domanda che si pongono in questi giorni gli studenti delle scuole superiori di secondo grado che a giugno si troveranno a testare il nuovo esame di maturità. La novità un po’ spaventa, si sa, ma secondo quanto rilevato da una piccola indagine svolta da Skuola.net su un campione di 1000 studenti, il 34% è contento di questa nuova impostazione. Molto apprezzata sembra essere la possibilità di scegliere tra due temi di attualità e tra due autori per l’analisi del testo, anche se il 37% degli intervistati si dice nostalgico per la mancanza del tema storico, che tuttavia era sempre il meno scelto dai maturandi. In ogni caso a gennaio saranno comunicate agli studenti le materie per la seconda prova e a febbraio sarà pubblicata l’ordinanza relativa agli esami di Stato.

Annunci

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here