Esame di maturità 2020: l’orale è ancora una grande incognita

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Esame di maturità 2020: tanti dubbi sulla prova orale.

L’anno scolastico 2019/2020 è ormai entrato nella sua seconda metà che, a giugno, sfocerà nell’esame di maturità 2020 per tutti gli studenti delle classi conclusive. Purtroppo sembra proprio che ormai per la prova finale della scuola secondaria di II grado non ci sia un attimo di pace, infatti in questi ultimi tempi sono arrivate diverse novità che inevitabilmente cambieranno nuovamente le modalità di svolgimento dell’esame di Stato. Tutto ciò sta causando un bel po’ di incertezza, e sembra che alunni e docenti siano piuttosto preoccupati per quanto riguarda l’orale.

Ricordiamo che l’ennesima rivisitazione della maturità 2020 è cominciata con il reinserimento della traccia di storia nello scritto e con l’archiviazione del tanto vituperato sistema delle buste per quanto concerne il colloquio conclusivo. In questi giorni, la nuova ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha annunciato che presto emetterà un’ordinanza che punterà a fare maggiore chiarezza sullo svolgimento delle varie fasi dell’esame, giacché anche quest’anno scolastico sarà diverso dai precedenti.

In questa fase, uno dei grandi interrogativi dell’esame di maturità 2020 è l’orale, per il quale è previsto un ritorno al passato dopo la cancellazione delle temute buste. Ricordiamo che questa modalità prevedeva che ad ogni candidato fossero presentati tre plichi chiusi tra i quali poteva scegliere: dopo averne selezionato uno, il maturando a seconda dell’argomento estratto poteva cominciare a soffermarvisi toccando il numero maggiore di materie e collegandole tra di loro. La svolta dell’ex ministro Bussetti, però, non è mai piaciuta né agli alunni e nemmeno agli addetti ai lavori.

Maturità 2020: la prova orale è ancora un mistero.

Le commissioni, infatti, lo scorso anno avevano lamentato non poche difficoltà nello scegliere una vasta gamma di tematiche che risultassero più o meno tutte dello stesso livello di difficoltà. La normativa prevedeva che si dovesse preparare un numero di buste pari a quello dei candidati più due: dunque se c’erano 20 studenti, bisognava preparare 22 argomenti secretati. Solo in questo modo si poteva garantire anche all’ultimo alunno della lista di poter scegliere fra tre plichi differenti, evitando qualsiasi forma di discriminazione.

Il sistema delle buste per la prova orale non aveva mai convinto l’allora viceministro Lorenzo Fioramonti. Dunque, non c’è da sorprendersi se questi, dopo aver sostituito Bussetti al MIUR, abbia deciso di fare un passo indietro, cassando di fatto questa modalità, ma non specificando al contempo come si sarebbe dovuto svolgere il colloquio conclusivo per l’anno scolastico 2019/2020. Ed ora proprio questo è una delle grandi incognite dell’ennesima, nuova maturità.

Esame di maturità 2020: si attendono risposte dal MIUR su orale e seconda prova scritta

Mentre si brancola nel buio sullo svolgimento della prova orale all’esame di Stato 2020, per il momento docenti e studenti hanno una sola certezza: l’addio alle buste chiuse. Un altro cambiamento che è stato introdotto da un altro ex ministro dell’Istruzione, Fioramonti, è quello relativo al ritorno della traccia di storia durante lo scritto d’italiano, reclamata a gran voce dalle istituzioni scolastiche ma anche da diversi esponenti del mondo della cultura e della ricerca storico-scientifica.

Maturità 2020: le novità del ministro Fioramonti per alleggerire lo stress

Per il resto, ci sono ancora tante domande che attendono delle risposte. La prossima scadenza che potrebbe risultare determinante è quella di fine gennaio quando, come di consueto, il MIUR comunicherà quali saranno le materie che saranno al centro della seconda prova scritta. Anche in questo caso non si escludono sorprese: lo scorso anno, ad esempio, è stato introdotto lo scritto multidisciplinare, che nel liceo classico è stata una versione che comprendeva sia greco che latino, mentre allo scientifico si è trattato di un compito di matematica e fisica. Questa novità potrebbe essere confermata per la maturità 2020, ma allo stesso tempo è bene non farsi trovare spiazzati se dovesse esserci un ritorno allo schema monotematico tradizionale.

La ministra Lucia Azzolina sta cercando di tranquillizzare l’intero comparto scolastico, infatti ha dichiarato che prossimamente verrà diffusa un’ordinanza sull’esame di Stato. Ha spiegato che si sta lavorando per semplificare il testo che oggi si presenta come un «documento voluminoso» che di certo non agevola l’attività delle commissioni. Inoltre ha anticipato che il MIUR fornirà tutte le risposte necessarie ai dubbi emersi e manifestati di recente sugli ultimi cambiamenti introdotti all’esame di maturità 2020, a partire proprio dalla cancellazione delle buste per la prova orale.

Lucia Azzolina, ministra dell’Istruzione.

Infine, allo scopo di rassicurare i circa 500mila maturandi italiani, la Azzolina ha detto apertamente che il suo obiettivo è quello di far sì che i ragazzi «abbiano tutte le informazioni di cui hanno bisogno».

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