Eruzione a Tonga: lo tsunami raggiunge il Giappone onde fino a 3 metri

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Eruzione a Tonga

Eruzione a Tonga: lo tsunami raggiunge il Giappone «Possibili onde fino a 3 metri». Prime evacuazioni nel Paese

IL VULCANO SOTTOMARINO HUNGA TONGA FA SEMPRE PIU’ PAURA – In gergo questo tipo di eruzioni è definito col termine “Freato-magmatico” e sono tra le più pericolose in assoluto perché causate dall’interazione diretta tra il magma e l’acqua, che sia di mare, di lago o di falda. Nel caso del Hunga Tonga è l’oceano ad entrare in diretto contatto con il magma causando dei parossismi esplosivi di inaudita violenza.

L’onda d’urto ha viaggiato per migliaia di chilometri facendo il giro del mondo e ha causato una temporanea compressione dell’aria registrata per altro dai barometri come questo in Lombardia, guardate il picco di pochi Hpa intorno alle ore 20:00 seguito poi subito da una nuova diminuzione:

Barometro in Lombardia che ha rilevato l'onda d'urto dell'eruzione
Barometro in Lombardia che ha rilevato l’onda d’urto dell’eruzione 

La nube della colonna eruttiva si è spinta fino a 40km di altezza, ben oltre quindi la troposfera ed entrando anche in stratosfera, producendo oltre 200mila fulmini in 24 ore, davvero incredibile! Era dai tempi del Monte Pinatubo nel 1991 che non si vedeva un’eruzione di simile potenza.

L’attività del vulcano è iniziata intorno al 20 dicembre scorso in maniera piuttosto tranquilla, poi a inizio gennaio una serie di esplosioni hanno interessato l’area e infine il parossismo di oggi 15 gennaio ha fatto tremare l’intero Pacifico. Lo scoppio ha fatto sussultare il fondale marino e formato delle onde di tsunami che si sono propagate ad anello in tutte le direzioni.

La più vicina isola, quella di Tonga è stata colpita da onde alte fino a un metro e mezzo con dei danni, anche rilevanti nelle immediate vicinanze della costa. Al momento non sembra che vi siano feriti o vittime ma l’allerta si è esteso fino alla costa australiana. 

Il Vulcano Hunga Tonga si trova qui

Le onde di maremoto causate dalle esplosioni vulcaniche sono diverse da quelle derivanti dai terremoti. Hanno una scarsa lunghezza, ma possono essere molto elevate. Sono in sostanza degli enormi “cavalloni” che possono raggiungere altezze ragguardevoli, si calcola che nella terribile esplosione del Krakatoa del 1883 che uccise oltre 35mila persone, le onde di tsunami raggiunsero un’altezza di 30 metri. L’unico vantaggio in questo tipo di tsunami è che il muro d’acqua non riesce ad avanzare molto verso l’interno per cui i danni maggiori si hanno in prossimità della linea di costa.

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