ERDOGAN LICENZIA IL CAPO DELLA BANCA CENTRALE CHE GIOVEDI HA AUMENTATO I TASSI PIU’ DEL PREVISTO

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La decisione della Banca Centrale di alzare i tassi di interesse di 200 punti base, il doppio di quanto previsto, è costata cara al governatore Naci Agbal, nominato da Erdogan lo scorso novembre dopo mesi di ribassi della lira.

 L’incarico di guidare la Banca Centrale del Paese gli era stato affidato il 6 novembre, nel giorno in cui il tasso di cambio tra euro e lira raggiunse il massimo storico a 10,2011, e da quel momento per la lira è iniziato il secondo rimbalzo più consistente dal 2015, esauritosi il 18 febbraio con un minimo a 8,37 lire per euro, per effetto del rialzo cumulativo di 875 bp del tasso repo a una settimana.

Il recupero della lira non deve essere però piaciuto a Erdogan, sostenitore da sempre di una teoria ben poco convenzionale e non condivisa dai principali economisti secondo la quale il rialzo dei tassi aprirebbe indirettamente la strada all’aumento dell’inflazione, che nella notte ha firmato il licenziamento di Agbal e la nomina del quarto governatore in due anni.

La figura scelta da Erdogan è quella di Sahap Kavcioglu, professore bancario ed editorialista filo-governativo che venerdì aveva criticato aspramente l’operato della Banca centrale turca attraverso le pagine del quotidiano Yeni Safak, molto vicino al governo Erdogan, definendo l’ultima decisione come un oltraggio agli 83 milioni di turchi, che danneggerebbe la crescita economica del Paese e avvantaggerebbe principalmente gli investitori stranieri.

Tassi indietro

A questo punto secondo Piotr Matys, stratega dei mercati emergenti di Rabobank “ è ragionevole presumere che Kavcioglu possa riportare i tassi indietro di 200 punti base già alla prossima riunione della Banca Centrale e tale decisione non sarebbe approvata dal mercato a causa dei rischi inflazionistici prevalenti”. Kavcioglu subentra ad Agbal con un tasso di inflazione che a febbraio ha segnato il quinto mese di rialzo consecutivo, con un balzo al 16%, e dopo che la lira aveva subito un ribasso del 7% da metà febbraio a causa dell’aumento dei rendimenti dei Titoli di Stato in America, dinamica che aveva spinto la Banca centrale a mettere mano ai tassi.

Nonostante il recente calo, la lira si è rafforzata del 18% sotto il breve mandato di Agbal, con l’aumentare delle aspettative che la Turchia sarebbe tornata a politiche monetarie più ortodosse, resistendo alle pressioni politiche.

Le azioni della CBRT

La Banca centrale della Repubblica di Turchia (CBRT) continuerà a utilizzare gli strumenti di politica monetaria in modo efficace per ottenere un calo permanente dell’inflazione, ha dichiarato domenica il suo nuovo governatore.

“Il calo dell’inflazione promuoverà la stabilità macroeconomica attraverso la caduta dei premi per il rischio paese e un miglioramento permanente dei costi di finanziamento, e contribuirà allo sviluppo di condizioni essenziali per una crescita sostenibile che migliorerà gli investimenti, la produzione, le esportazioni e l’occupazione”, Sahap Kavcioglu ha detto in una dichiarazione.

“In linea con i principi di trasparenza e prevedibilità nelle politiche, i canali di comunicazione saranno utilizzati in modo efficace per rivolgersi a tutte le parti interessate”, ha affermato Kavcioglu, sottolineando che le riunioni del Comitato di politica monetaria proseguiranno come precedentemente programmato.