Erdoğan contro Israele: “Stato terrorista e crudele”

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Erdoğan contro Israele

Erdoğan contro Israele: “Stato terrorista e crudele“. Sono queste le parole pronunciate dal leader turco nel fare riferimento ad Israele. Recep Tayyip Erdoğan non perde tempo e prende le difese dei palestinesi, e di Hamas. Esprime tutta la sua solidarietà alle forze militari palestinesi e condanna duramente la follia in atto, causa di morte e distruzione. Un teatro di guerra che rialza il suo sipario su un palco desolante. Inoltre, servendosi di Twitter Erdoğan non tarda ad esprimere grande rammarico per “la violenta aggressione delle forze israeliane a Gaza e contro i palestinesi“. Con questo appello il presidente turco esorta le nazioni mussulmane a prendere posizione contro tali violenze ed, al contempo, punta il dito contro chi non si espone. “Coloro che sono rimasti in silenzio sono complici della crudeltà a cui stiamo assistendo“.

Erdoğan contro Israele: qual è il suo ruolo?

In una situazione di aperto conflitto tra le forze militari israeliane e Hamas, il presidente turco Erdoğan quale ruolo ricopre, esattamente? Lo Stato di Israele non si lascia sfuggire il forte legame che unisce la Turchia ad Hamas. I flebili tentativi di mantenere una relazione stabile tra la Turchia ed Israele perdono così di credibilità, dinnanzi all’escalation di Gaza. Scontri tra forze armate israeliane ed Hamas, tra la polizia e i palestinesi, spingono la Turchia ad assumere un ruolo di portavoce della causa mussulmana. Così come dichiara il ministro degli Esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu. Il completo appoggio non si traduce solo in un sentimento di vicinanza, bensì all’esortazione del mondo islamico affinché si pervenga alla “liberazione di Al Aqsa dall’occupazione dello stato terrorista di Israele“. Su questa scia, l’Egitto e l’Arabia Saudita, tra gli altri stati, condannano duramente le recenti azioni di Israele, certo con meno enfasi rispetto a Erdoğan.

La Turchia fomenta i palestinesi e aiuta segretamente Hamas?

Nell’osservare argutamente lo sviluppo dei fatti, vi è chi non nutre dubbi circa il nesso tra Turchia e Hamas. Innanzitutto, è innegabile che le relazioni diplomatiche tra Israele e la Turchia abbiano sempre seguito il flusso della guerra israelo-palestinese. Non a caso tra i presupposti per un futuro rapporto pacifico, Israele pretende che la Turchia recida i rapporti con l’organizzazione palestinese di Hamas. Appello che proviene anche da altri paesi, che fanno eco alla richiesta di Israele, tra essi l’Egitto. Il Cairo, infatti, al fine di intraprendere relazioni diplomatiche con Ankara, richiede alla capitale di non proseguire nel fomentare i disordini. Nel caso dell’escalation di Gaza, infatti, molti sono i sospetti che la violenza di cui siamo tristemente testimoni, sia il prodotto di questa opera di provocazione.

Dietro le quinte, dunque, la Turchia agirebbe più o meno silenziosamente, cercando di soddisfare le richieste, concedendo qualche contentino sia a Israele, sia all’Egitto. Salvo poi proseguire per la strada principale, facendo decadere nell’inconcludenza ogni rapporto.

Israele accusa la Turchia

Lo Stato di Israele muove dunque accuse ben precise alla Turchia. Infatti, ritiene che Ankara invii i cosiddetti agenti provocatori, al fine di incendiare il conflitto, esattamente come è accaduto la notte del 7 maggio scorso sul Monte del Tempio. Erdoğan dunque starebbe agendo nell’ombra per raggiungere un preciso fine? Parrebbe, in effetti, che per trovare terreno fertile a coltivare le sue ambizioni, il leader turco starebbe tentando di conquistare il consenso del mondo mussulmano. In che maniera? Sfruttando il riaccendersi del conflitto tra israeliani e palestinesi, facendo sua la causa di questi ultimi ed ergendosi a loro paladino.