Erbe spontanee: quali raccogliere in autunno?

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Le erbe spontanee si raccolgono anche in autunno, da poter utilizzare in cucina. Buone e sane, fanno bene alla nostra salute in quanto ricche di vitamine e altri principi attivi. Aiutano il nostro organismo a rafforzare le difese immunitarie e a prepararlo all’inverno.

Erbe spontanee: perfette per arricchire le ricette

Camminare all’aria aperta fa sempre bene, sia alla mente, che al corpo. Se le vostre passeggiate sono in campagna, ricordatevi di portare con voi un sacchetto di carta e un paio di guanti. La natura regala sempre tanti frutti e erbe spontanee. Da sempre utilizzate nella cucina tradizionale o come rimedio casalingo contro i malanni. Ecco 5 erbe spontanee da raccogliere in autunno.

Erbe spontanee: la senape selvatica

La Sinapis arvensis non teme il freddo, quindi da ottobre in poi, la potete trovare, perché è la sua stagione. I piccoli fiorellini di colore giallo vivo cominciano a sbocciare dalla primavera inoltrata fino a settembre. Mentre in autunno i fiori lasciano spazio ai frutti, lunghi baccelli contenenti piccoli semi scuri. Le foglie di senape hanno un sapore che richiama un po’ gli spinaci e si possono scottare e aggiungere alla frittata. I semi della senape si aggiungono alle insalate, oppure vengono usati per la preparazione della famosa salsa da utilizzare per accompagnare piatti di carne bianca o verdure.

Ricetta con senape selvatica

Gli ingredienti per questa  ricetta sono: un mazzo di senape selvatica, 3 cucchiai di olio extra vergine di oliva, 1 spicchio d’aglio, sale, peperoncino. Iniziate a mondare il mazzo di senape eliminando il fusto e i rametti e lavate accuratamente le foglie e le infiorescenze T Tagliate con le mani le foglie più grandi in 2-3 pezzi e lavate per bene. Prendete un tegame, riempitelo per metà con acqua e ponetelo sul fuoco. Salate l’acqua bollente e immergete la verdura lasciando cuocere circa 8 minuti. In questo tempo preparate la padella del condimento con tre bei cucchiai d’olio, l’aglio, mettetela su fiamma bassa e cominciate a far dorare l’aglio, unite poi la verdura, il peperoncino e fate stufare il tutto. Quando le foglie saranno tenere, ma ancora consistenti, scolatele dell’acqua e lasciatele a stufare ancora per alcuni minuti mescolando con cura, togliete l’aglio e servite.

Il Topinambur

Il Topinambur (Helianthus tuberosus), è sempre più apprezzato in cucina per quel suo gusto delicato, che sembra un incrocio tra il carciofo e la patata. Siamo abituati a mangiare le radici di topinambur in ogni modo: stufate, fritte come chips, nel risotto, sotto forma di crema, ma sapete che anche i suoi fiori e le foglie sono commestibili? Ebbene, quelle belle margherite gialle che crescono spontaneamente in campagna nei mesi autunnali, si possono mangiare tranquillamente. Usateli freschi nelle insalate, alle quali daranno un tocco di vivacità. Mentre se li essiccate, i petali, vi saranno d’aiuto per arricchire gli impasti di grissini, cracker e pane. Le foglie giovani, sbollentatele velocemente, vi sorprenderanno per il risultato aromatico e croccante.

Ricetta: topinambur trifolati

Per preparare i topinambur trifolati, iniziate con la pulizia. Per prima cosa strofinatevi le mani con del succo di limone, perché i topinambur, come i carciofi, tendono ad annerire e a lasciare i polpastrelli neri. Preparate anche una ciotola di acqua acidulata (con succo di limone) per immergerli una volta puliti. Con un coltellino raschiate la buccia dei topinambur per eliminare la sporcizia e le parti più dure. Lavateli bene e immergeteli nell’acqua acidulata per evitare che anneriscano. Scolate e sciacquate i topinambur, tagliateli a fettine sottili circa 2/3 mm, aiutandovi con un coltello affilato o con una mandolina. Preparate una padella antiaderente dove scalderete l’olio extravergine di oliva e farete imbiondire gli spicchi d’aglio tagliati a pezzetti. Versate quindi i topinambur nella padella. Salateli, mescolateli per insaporirli e continuate la cottura con il coperchio per circa 15 minuti, aggiungendo di tanto in tanto un mestolino di brodo vegetale per evitare che si asciughino troppo. A pochi minuti dalla fine della cottura aggiungete il prezzemolo tritato, una bella macinata di pepe e mescolate bene. I topinambur dovranno essere cotti, ma ancora abbastanza croccanti. Servite i topinambur trifolati ben caldi come contorno di un piatto di carne o con altre verdure.

Erbe aromatiche: benefici e metodi

Caccialepre: erbe spontanee con proprietà diuretiche

La Reichardia picroides ha proprietà rinfrescanti e depurative. Le migliori da usare in cucina sono le foglie giovani, perché molto tenere. Il periodo di raccolta migliore è l’autunno o l’inverno. Si raccomanda di tagliare la base della rosetta con un coltellino, in questo modo, la radice, rimarrà al suo posto, e continuerà a produrre nuove foglie. La caccialepre si consuma cruda, condita semplicemente con olio, sale e limone o aggiunta ad altre misticanze, mentre le foglie essiccate servono per tisane e decotti. Si può anche lessare, e usarla come ripieno per torte salate o ravioli. 

Tarassaco: la bellezza delle erbe spontanee

Detta anche “Dente di Leone”, si può trovare dalla primavera fino a tutto novembre. Del tarassaco non si butta via nulla: fiori, foglie e radici, tutto è commestibile, ed è fonte di vitamine e minerali. È una pianta erbacea perenne molto diffusa, usata fin dall’antichità come rimedio naturale per le sue proprietà diuretiche e depurative. In cucina può essere utilizzata in tantissime ricette: si può semplicemente stufare in padella con uno spicchio d’aglio e un filo di olio extravergine di oliva, oppure si possono usare le foglie per aromatizzare il burro o per fare un pesto per condire la pasta.

Elisir depurativo ai fiori di tarassaco: la bevanda detox

L’Occorrente per fare l’elisir di tarassaco, sono: 1 tazza di fiori di tarassaco lavati, 1 tazza di acqua, solo la  buccia di un arancia e di mezzo limone biologici, 1 bicchiere di succo dell’arancia, 1 pezzetto di zenzero, 3 cucchiai di zucchero di canna grezzo, 1 bottiglia da 1 l e mezzo vuota. Il procedimento: portate a bollore la tazza di acqua e coprite completamente i fiori di tarassaco, coprite con un coperchio e lasciate a macerare una notte. Il giorno dopo filtrate il liquido spremendo i fiori e mettetelo in una pentola con il resto degli ingredienti, la buccia degli agrumi, il succo, il pezzetto di zenzero (se vi piace) e il succo dell’arancia. Portate ad ebollizione e fate bollire per 5 min. Spegnete il fuoco, coprite e lasciate raffreddare. Filtrate il liquido concentrato con un colino a maglie fini, e con un imbuto passatello nella bottiglia: aggiungete poi acqua naturale (o gassata se vi piacciono le bolle) fino a riempirla completamente e fate raffreddare in frigorifero prima di consumare il vostro elisir di fiori di Tarassaco. Il colore è scuro soprattutto a causa dello zucchero grezzo e del succo d’arancia, ma il sapore è ottimo e solo leggermente amarognolo.

Centocchio: il fiore bianco che richiama una piccola stella

Il centocchio è conosciuto anche come Stellaria media. È  una delle poche piante che si trova sia in autunno che in inverno, ha un alto valore nutritivo, in quanto è ricca di magnesio, calcio, ferro, silicio, vitamina A e vitamina C, e abbassa i livelli del colesterolo. Le sue foglie normalmente si consumano crude e sono ottime per farci il pesto o da aggiungere all’insalata, inoltre sono ottime anche per preparare un  decotto, ed è utile a chi soffre di anemia. Ma fate attenzione, questa pianta contiene Saponina, quindi è meglio non eccedere nelle quantità.

Ricetta: pesto di centocchio

Un modo gustoso e di sicuro successo per sperimentare l’uso del centocchio in cucina è la preparazione del pesto di centocchio.
Ottimo sulla pasta ma buonissimo anche spalmato su crostini di pane, stile bruschetta. Ecco gli ingredienti: 1 tazza di centocchio, 1 mezza tazza di mandorle o pinoli o noci,  100 g di parmigiano grattugiato, mezzo bicchiere di olio extravergine d’oliva, sale q.b. Inserire tutti gli ingredienti in un mixer e tritare. Eventualmente aggiustare di olio e di sale.