L’uomo è un essere in continua evuluzione e ricerca della perfezione, poiché solo in questo modo è in grado di raggiungere la completezza che egli ricerca in ogni cosa.

Analizzando con attenzione l’etimologia del termine “perfezione”, possiamo notare i suoi molteplici significati, tra cui: finire, portare a termine e compimento.

La geonealogia di tale concetto risale ai Greci, ma fu adottata e portata avanti nei secoli da molti studiosi, come: Platone, Euclide, Robert Boyle e molti altri.

La perfezione spesso viene ricercata o associata all’arte o alle diverse forme artistiche. La domanda è: Che rapporto c’è tra arte e bellezza? Un rapporto direttamente proporzionale, poiché la bellezza è arte e l’arte è bellezza. La “stravaganza” suscita interesse e curiosità, trasformandosi in arte. Alcuni esempi di artisti che  suscitarono interesse attraverso la provocazione e la “stravaganza”, sono quelli che trattarono: l’arte del graffitismo (Keith Haring con Tutto il mondo; Jean-Michel Basquiat con Piano Lesson) l’arte concettuale (Pietro Manzoni con Merda d’artista; Joseph Beuys con Coyote. I like America and American Likes Me.), L’arte Minimal e povera (Sol LeWitt con Five Modular Structures; Mario Merz con Igloo con albero; Jannis Kounellis con Senza titolo) e la Body art (Vanessa Beecroft con VB 53).

L’arte non riproduce solo il bello, ma anche ciò che si cela dietro il bello e quindi le imperfezioni. Tale concetto viene ripreso dal celebre artista Caravaggio nell’opera Canestra di frutta ( 1594/1598, olio su tela), dove all’apparenza lo spettatore viene rapito dall’uso della luce e delle sfumature,poi mostrando particolare attenzione ai dettagli si nota che la frutta inizia man mano a marcire. Il cesto protagonista dell’opera, viene utilizzato dall’artista  come metafora della fugace essenza della vita e della giovinezza.

La bellezza è un concetto soggettivo e mutevole, influenzato non solo dal contesto storico, ma anche da quello geografico e culturale. La Venere di Willendorf, statuetta calcarea di origine Paleolitica, che si presenta come una donna formosa e prospera, fa teorizzare la figura ideologica di donna in quel periodo. Nel corso dei secoli, pittori, scultori, illustratori e fotografi, hanno catturato la figura della donna, associandole diverse simbologie, catturandone e modificandone il gusto estetico. La figura femminile è in continua evoluzione, ma nonostante ciò, viene raffigurata sempre con fattezze angeliche e delicate. Fine Ottocento e inizi Novecento la donna ha fattezze del tutto nuove: viene raffigurata come femme fatale,quindi come divoratrice di uomini, ma è libera di mostrare il proprio corpo e di averne pieno possesso.

Un ruolo significativo viene svolto dalla moda, che oltre ad essere protagonista in ogni rappresentazione grafica e/o pittorica, segna un vero e proprio passaggio da: donna pudica a donna padrona di se, che utilizza gli abiti non più per nascondere, ma per accentuare la propria femminilità.

L’architettura è l’applicazione dell’arte e della ricerca continua della perfezione nella quotidianità. Tale concetto è reso fin dalle prime strutture, grazie alla sezione aurea o proporzione divina.  Il suo impiego è vasto, tanto da spaziare dalla Matematica alla Botanica e venne utilizzato in numerose costruzioni, come: la Tomba di Petosiri e la Piramide di Cheope. Oggi il bello ricercato dagli architetti è quello di non stravolgere più la natura, ma di adattare le loro costruzioni al paesaggio. La perfezione viene ricercata all’interno della costruzione, con materiali lineari e di ottima fattura, al fine di garantire un’esperienza quotidiana al proprietario.

Il concetto del bello, dell’arte e della perfezione si è diffuso maggiormente negli ultimi anni, attraverso le nuove tendenze che hanno spopolato grazie ai social, facendo emergere delle nuove categorie di artisti e di arte in tutte le sue forme.

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