Epidemia o pandemia. Facciamo chiarezza

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Sempre di più si sentono in questi ultimi giorni, dove i media non parlano altro di COVID-19, i termini epidemia e pandemia. Ma qual è la differenza?

La parola epidemia racconta la diffusione di una malattia, in genere infettiva (come nel caso del nuovo coronavirus), che colpisce in un periodo simultaneo una popolazione di individui, con una ben delimitata diffusione nello spazio e nel tempo e si riferisce nello specifico al numero di casi in eccesso rispetto alla popolazione presa in riferimento (quindi il grado di incidenza) rapportato alle previsioni di contagio dal virus studiato che si prevedono annualmente. Un sinonimo del termine epidemia è focolaio epidemico anche se meno utilizzato. Nel caso di COVID-19 non esistevano previsioni dal momento che fine poche settimane fa questo virus non era conosciuto, ma proprio la sproporzionata presenza attuale non prevista nella nostra società rende la situazione italiana di oggi un’epidemia.

Il rischio però che avvenga un passaggio da epidemia a pandemia esiste, come sottolineato nei giorni scorsi da Walter Ricciardi, membro del Comitato esecutivo di OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) e consigliere del Ministero della Salute per il coronavirus al programma radio “I Lunatici” su Rai Radio2.
Non ci dobbiamo spaventare. Pandemia significa che una infezione invece che essere localizzata in alcuni posti è presente contemporaneamente in tutto il mondo. non è l’apocalisse, è il segnale che dobbiamo passare ad un’altra fase. Significa che non la possiamo più contenere, ma che dobbiamo mitigarla, per ritardarne gli effetti. Attivarci per cercare di attenuare, ad esempio la pressione sui sistemi sanitari. La pandemia è vicina, si dichiara quando vengono superati sei livelli, noi siamo al quinto” ha affermato Ricciardi.

La pandemia è quindi una situazione sanitaria più grave dell’epidemia che contagia in contemporanea tante persone abitanti in molti paesi diversi. Al momento lo stato di pandemia, nel caso fosse necessario dichiararlo, verrebbe decretato dall’OMS.

Non confondere i termini è fondamentale per non creare ulteriore panico e per rimanere correttamente informati.

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