Epidemia di morbillo in Congo: oltre seimila vittime in un anno

0
825
Epidemia di morbillo in Congo

Gran parte del mondo, dalla Cina alla Corea del Sud, dall’Europa agli Stati Uniti, in queste settimane è alle prese con l’emergenza coronavirus. Tuttavia, c’è uno Stato nel quale è in atto un’ulteriore allerta sanitaria che sta mietendo numerose vittime e della quale purtroppo si sta parlando molto poco perché gran parte delle attenzioni mediatiche sono rivolte alla diffusione del Covid-19. Stiamo parlando della Repubblica Democratica del Congo dove è in atto una vera e propria epidemia di morbillo che sta facendo molte più vittime del temuto virus cinese. Il Congo, già chiamato a fare i conti con l’Ebola, piuttosto difficile da debellare, nell’ultimo anno è stato messo in ginocchio dal morbillo, malattia infettiva esantematica che ormai viene facilmente arginata nel mondo occidentale, mentre in Africa risulta ancora letale. I dati purtroppo sono preoccupanti e decisamente allarmanti: dal 1° gennaio 2019 al 20 febbraio 2020, questa patologia ha tolto la vita a più di seimila persone, e per questo motivo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha riportato che lo Stato dell’Africa centrale è attualmente il peggior focolaio al mondo. Si tratta di numeri drammatici, se si pensa che vanno a triplicare i decessi causati dall’Ebola in Congo, e che al contempo sono il doppio dei morti fino ad oggi provocati dal coronavirus in tutto il mondo. L’epidemia di morbillo, dunque, non si arresta, nonostante lo scorso anno siano stati vaccinati più di 18mila bambini lungo tutto il territorio nazionale. I casi sospetti, invece, ammonterebbero a circa 310mila, ma purtroppo siamo di fronte a dei numeri che potrebbero ulteriormente incrementarsi nei prossimi mesi.

Epidemia di morbillo: cosa sta accadendo in Congo?

In queste ultime settimane, per provare ad arginare la diffusione del contagio da morbillo, è stato dato il via libera alla seconda fase di vaccinazioni. Il piano prevede la somministrazione del vaccino ad almeno 73mila giovani, dai bambini di 6 mesi fino ai ragazzi di 15 anni che vivono nella provincia del Congo centrale. Nonostante l’impegno profuso finora, l’azione di contrasto del virus è stata ostacolata dalla scarsità di strutture sanitarie atte allo scopo, situazione che rende ancor più difficile la distribuzione dei farmaci in tempi brevi. I vaccini vengono caricati su delle motociclette che partono dai villaggi nei pressi di Temba. Da qui, per arrivare alla comunità occidentale di Seke-Banza, si è costretti a percorrere delle strade sterrate e per nulla asfaltate, e l’intero viaggio ha una durata che (senza intoppi) arriva addirittura a 6 ore. Inoltre, anche i disordini e le lotte intestine nella Repubblica Democratica del Congo (soprattutto nella parte orientale) contribuiscono ad ostacolare e a rallentare l’intera macchina dei soccorsi. Stando ai dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’epidemia di morbillo in Congo è ben più grave di quella dell’Ebola. Quest’ultima, a partire dal 1° agosto 2018 ad oggi, ha causato poco più di 2.200 decessi, dunque un terzo rispetto a quelli registrati dalla malattia infettiva esantematica. Ricordiamo che questo virus colpisce soprattutto i bambini e che, se curato male o tardivamente, può sfociare in gravi complicanze quali infezioni respiratorie, gonfiore cerebrale, dissenteria e cecità.

Congo, l’epidemia di morbillo più grande al mondo: morte oltre 4mila persone, il 90% sono bambini