Entomologo Mauro Gobbi: eventi estremi per gli insetti

In un articolo pubblicato su "Ecological Monographs", 70 scienziati manifestano la loro preoccupazione. Tra loro Mauro Gobbi, entomologo del MUSE di Trento

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Entomologo Mauro Gobbi
Entomologo Mauro Gobbi

Un’alleanza internazionale di quasi 70 scienziati appartenenti a 19 paesi del mondo ha pubblicato un articolo che mette in guardia sulle minacce del cambiamento climatico sugli insetti. Gli organismi, per numero di specie e di individui, sono i veri pilastri del buon funzionamento degli ecosistemi. Tuttavia le dimensioni ridotte, l’incapacità di regolare la temperatura corporea, la bassa capacità di dispersione, li rendono particolarmente sensibili ai cambiamenti ambientali indotti dal riscaldamento globale. L’articolo, pubblicato su Ecological Monographs affronta le conseguenze a livello ambientale del rapido aumento delle temperature medie del globo e dell’intensificazione degli eventi estremi. L’Italia è rappresentata dall’Entomologo Mauro Gobbi del MUSE.


Le farfalle prosperano e altri insetti diminuiscono, perché?


Cosa comporta l’aumento delle temperature per le comunità di insetti per l’Entomologo Mauro Gobbi? 

Il cambiamento climatico modula la fisiologia e il comportamento degli insetti con effetti marcati sui cicli vitali, la riproduzione e la persistenza delle popolazioni. Alcune specie stanno traendo vantaggi dall’aumento delle temperature, mentre altre si stanno estinguendo localmente. Ciò porta a cambiamenti significativi nella struttura e nel funzionamento delle interazioni tra specie. Le ripercussioni sono potenzialmente gravi sulla stabilità e il funzionamento degli ecosistemi e anche sulla fornitura di servizi ecosistemici come l‘impollinazione o il controllo delle malattie.

Cambiamento climatico e insetti

Gli autori parlano del problema. “Il riscaldamento sta già superando le soglie di tolleranza di molte piante e animali, portando alla scomparsa di popolazioni e persino specie. Se non si interviene immediatamente la nostra capacità di costruire un futuro sostenibile basato su ecosistemi sani e funzionali si ridurrà drasticamente e definitivamente. Le autorità pubbliche, gli scienziati e tutti i cittadini devono essere coinvolti nello sforzo di protezione e gestione degli insetti e degli ecosistemi. Se questi sono gli effetti prodotti in generale dal riscaldamento globale, ancora più consistenti sono quelli generati dagli eventi climatici estremi sugli insetti che, sommandosi ai primi, hanno ripercussioni a cascata sempre più difficili da gestire.

Gli eventi estremi sugli insetti

Quattro sono gli eventi estremi affrontati dallo studio, la cui frequenza e ampiezza aumentano in modo allarmante. Quindi ondate di caldo o di freddo, episodi di siccità, eccessi di precipitazioni e incendi. Non mancano le evidenze degli effetti dei cambiamenti climatici in ambiente alpino, alle aree glacializzate, frutto del lavoro di Mauro Gobbi. Nonostante le ripercussioni a lungo termine degli eventi estremi rimangono poco esplorate, le diagnosi sono negative per molte popolazioni di insetti. Gli organismi che non hanno le capacità di adattamento alla pressione dei cambiamenti climatici sull’ambiente sono a rischio. I ricercatori avvertono delle possibili reazioni. “Sono necessarie azioni urgenti e a più livelli per monitorare gli insetti, sia in un’ottica di salvaguardia della biodiversità e conservazione delle specie emblematiche. Occorre mantenere le attività umane come l’agricoltura e l’azione passa innanzitutto attraverso le politiche pubbliche. L’accordo di Parigi e i COP 1-26 rappresentano un inizio promettente, ma insufficiente”.

Le possibili azioni da intraprendere per l’Entomologo Mauro Gobbi e gli altri ricercatori

Per la sopravvivenza degli insetti di fronte agli estremi climatici si possono realizzare e individuare adeguati rifugi microclimatici. Un argomento al quale il Ricercatore del MUSE Mauro Gobbi lavora da quasi vent’anni. Inoltre, occorre pensare l’accesso a fonti nutritive senza pesticidi. Di conseguenza, le aree naturali esistenti devono essere rigorosamente preservate o addirittura estese. Va ripensata l’agricoltura e bisogna concentrarsi sull’intensificazione di sistemi di produzione eco-sostenibili. Creare aree di habitat naturali e semi-naturali utili a mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico.

L’Entomologo Mauro Gobbi e la protezione degli ecosistemi

“La conservazione della biodiversità, compresa quella degli insetti si basa su un cambiamento di rotta in vari settori, tra cui la riduzione progressiva dell’uso dei combustibili fossili. Quindi la protezione degli ecosistemi e il ripristino della biodiversità, il cambio delle nostre abitudini alimentari e l’abbandono del dogma della crescita infinita in un pianeta con risorse finite. A favore di un’economia ecologica e circolare”. Sebbene le azioni col maggiore impatto siano attuate dalle istituzioni di governo, le decisioni prese dagli individui su scala locale possono fare una grande differenza. È inoltre necessario investire nella divulgazione, per promuovere il ruolo degli insetti negli ecosistemi, tra tutti i tipi di pubblico. Pertanto soprattutto nelle città dove gli effetti degli estremi climatici sono spesso esacerbati. Le soluzioni sono generalmente poco costose e possono essere attuate su scala individuale.

Immagine da cartella stampa.