Enormi di proteste in Polonia: “Vorrei poter abortire il mio governo”

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Il primo ministro polacco si è battuto contro le enormi proteste in Polonia degli attivisti per i diritti delle donne che sono scoppiate dopo il divieto quasi totale di aborto da parte della corte suprema. Il paese dell’Unione Europea è scosso da ormai sei giorni di proteste sulla scia di una sentenza del Tribunale costituzionale di giovedì scorso che equivale a un divieto quasi totale dell’aborto in una nazione che aveva già una delle leggi sull’aborto più restrittive in Europa.

La legge sull’aborto in Polonia

Sebbene interrompere una gravidanza sia illegale tranne nei casi di stupro, incesto, quando la vita di una donna è a rischio o se c’è una grave anormalità fetale, il tribunale ha ora stabilito che gli aborti, anche in caso di difetti fetali, sono illegali. Martedì 27 ottobre, il primo ministro polacco ha cercato di difendere l’inasprimento della legge sull’aborto del paese prevalentemente cattolico e ha sostenuto che le manifestazioni non dovrebbero andare avanti a causa delle maggiori restrizioni sul coronavirus.

Mateusz Morawiecki ha avvertito che le persone che partecipavano alle proteste di massa sui diritti di aborto ignoravano i rischi di infezione, consideranto che la Polonia ha segnalato martedì 16.300 nuove infezioni da coronavirus.

Le enormi proteste in Polonia continuano?

Lunedì decine di migliaia di persone hanno bloccato le strade di diverse città polacche sia in auto che in bicicletta, con i manifestanti che hanno creato blocchi della circolazione in circa 50 città in tutta la Polonia. I manifestanti hanno bloccato gli incroci principali e fermato auto e tram per circa un’ora nella capitale Varsavia, per circa due ore a Cracovia, paralizzando l’intero traffico cittadino.

Ieri, mercoledi 28 ottobre, è stato dichiarato sciopero nazionale delle donne. Le donne polacche, vestite di nero, hanno preso giorni di malattia o di ferie dal lavoro e sono scese in strada.

Le enormi proteste a Cracovia

Mentre tutti i giornali parlano di Varsavia, la capitale dove domani, venerdì 30 ottobre è stata convocata una massiccia manifestazione nazionale, Cracovia non sta a guardare. Ieri mattina oltre 10 mila studenti delle università sono scesi per le strade, in un corteo ordinato e pacifico e, partendo dalla sede storica della più antica università polacca, la Jagellonica ha ulrato i loro slogan.
Una scelta, quella della Jagellonica non casuale, essendo anche l’istituto in cui si è laureato l’attuale presidente polacco, Andrej Duda.

Nella serata di ieri, migliaia di cittadini si sono incontrati davanti al Museo Nazionale per poi spostarsi verso la piazza del mercato. Tanta gente, di ogni età, di ogni ceto sociale, insieme a protestare contro una mancanza di diritti, non solo l’aborto. Un movimento che non è destinato a fermarsi se non quando il governo polacco farà marcia indietro sulla sentenza. Lo scopo, ora, è quello di non far firmare la sentenza della Corte Costituzionale e far si che non diventi legge. Intanto gli ospedali hanno già iniziato a cancellare gli interventi, obbligando le donne polacche, già in una situazione precaria per la crisi Covid, a rivolgersi a ospedali all’estero e interventi clandestini.

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