Le eccellenze enogastronomiche sono il motore trainante del turismo italiano. A confermarlo è un rapporto stilato dall’Osservatorio Nazionale del Turismo e l’Ufficio Studi Enit (Agenzia nazionale del turismo), presentato durante la Settimana della cucina italiana nel mondo, che prevede eventi a livello internazionale fino al 25 novembre. Un vero e proprio boom economico, che ha visto la crescita del turismo enogastronomico in Italia del 70% nel 2017 rispetto agli ultimi dati del 2013. Parallelamente, l’aumento per la spesa complessiva per una vacanza è sensibilmente inferiore (+18,4%). Il turismo italiano, quindi, trova un solido punto di riferimento nell’offerta enogastronomica. 

Perché il turista enogastronomico sceglie l’Italia

Secondo l’Enit sono due i fattori che spingono gli stranieri, ma anche turisti italiani, a scegliere una vacanza enogastronomica nella nostra penisola. Il primo di questi fattori è la capacità dimostrata dalle strutture di valorizzare il legame con il territorio e di dare risalto ai prodotti locali nei piatti. Il secondo fattore, invece, è legato alla capacità di estendere la stagionalità dei flussi turistici durante tutto l’arco dell’anno, anche attraverso i mercati long haul, ovvero turismo a lungo raggio. Grazie a questi fattori di spinta, nel 2017 sono stati spesi 223 milioni dai turisti stranieri per assaporare appieno le varie offerte enogastronomiche in Italia. Più di un turista su 4 (29,9%) sceglie di trascorrere una vacanza in Italia per i suoi prodotti di grande qualità, per i vini e per i piatti della tradizione. D’altra parte l’Italia vanta, a livello europeo, il maggior numero di prodotti food con certificazione Dop e Igp: 293 riconoscimenti contro i 245 della Francia e i 190 della Spagna. Questi tre Paesi concentrano il 54% di prodotti Dop e Igp registrati dall’Unione Europea. 

Spesa pro-capite giornaliera di 150 euro

Secondo i dati riportati nel rapporto dell’Enit, il turista enogastronomico straniero spende in media circa 149,90 euro al giorno, sia nei ristoranti che per l’acquisto di prodotti tipici. Una spesa pro-capite molto elevata se paragonata a quella relativa ad altre attrattive turistiche: per la cultura la spesa media giornaliera è di 128,70 euro, per il turismo sportivo è di 122,90 euro, per una vacanza in montagna è di 109,30 euro, per una vacanza verde o in agriturismo è di 103,90 euro, per una vacanza al mare 90,20 euro e per o soggiorni sul lago è di 85,20 euro al giorno. 

Provenienza dei turisti enogastronomici

La maggior parte dei turisti stranieri che scelgono l’Italia come tappa del loro viaggio enogastronomico sono statunitensi. Il rapporto dell’Enit rivela che i turisti provenienti dall’Usa spendono in Italia 45,5 milioni di euro per assaporare i migliori prodotti gastronomici italiani. Seguono i turisti britannici, con una spesa di 25,4 milioni, gli austriaci (18,7), gli svizzeri (17), i francesi (16,5), i canadesi (11,6), i brasiliani (11,5), i tedeschi (10), i danesi (8,1) e i turisti provenienti dal Belgio (7,2). Tuttavia anche ai turisti italiani piace scoprire le bellezze e le prelibatezze enogastronomiche nelle varie zone della penisola. Un Paese, il nostro, non troppo esteso ma con una varietà culinaria di spicco tra Nord, Sud, Centro e Isole. Ogni zona d’Italia ha prodotti tipici di grande qualità, apprezzate in tutto il mondo ma anche dagli italiani stessi, che si muovono lungo lo stivale per vivere una vacanza all’insegna del mangiare e del bere bene. 

In crescita le vacanze in agriturismo

Un altro dato interessante che emerge dal rapporto dell’Enit è relativo ai dati degli agriturismi. Un settore in forte sviluppo, che vede la presenza di oltre 23 mila agriturismi situati soprattutto in comuni classificati come aree interne. Tra questi, i comuni che registrano una maggiore concentrazione di agriturismi sono Grosseto, Castelrotto e Appiano sulla Strada del Vino (Bz) e Noto (Sr). Le strutture agrituristiche sono in aumento in Italia del 4,3% nel 2017 rispetto all’anno precedente e offrono al turista una vasta gamma di attività oltre alla semplice ospitalità: dall’escursionismo all’equitazione, dal trekking alla mountan bike, dalla fattoria didattica allo sport fino ai corsi di cucina e di bricolage. Un’esperienza particolare scelta da un numero sempre maggiore di turisti, che approfittano della loro vacanza enogastronomica per imparare le dinamiche della vita quotidiana e la provenienza di prodotti di qualità. 

Turismo enogastronomico: un business in crescita

Dati positivi sul turismo enogastronomico erano già emersi nei mesi scorsi dal bilancio estivo curato da Coldiretti che aveva rilevato come la maggiore spesa per le vacanze quest’anno fosse stata destinata all’alimentazione, tanto da aver superato quella per l’alloggio. I turisti in Italia voglio mangiare bene e la maggior parte delle risorse spese in un viaggio da noi è proprio destinata ai ristoranti e ai locali dove poter gustare piatti tipici. In crescita, inoltre, il numero delle richieste per visitare frantoi, cantine, aziende e mercati agricoli dove poter acquistare prodotti locali a chilometro zero. Un vero e proprio turismo del gusto, che non si limita al mangiar bene ma anche a voler conoscere la provenienza dei prodotti per apprezzarli a tutto tondo. Il turismo diventa quindi esperenziale: un’esperienza in cantina, ad esempio, ci va vivere il vino che degustiamo con la consapevolezza di come è nata l’uva, di come è stata raccolta e trattata per ottenere il prodotto finale. Questo tipo di turismo, particolarmente apprezzato dagli stranieri, è stato compreso da molte realtà in Italia e sempre di più sono le aziende food che aprono i loro stabilimenti alle visite guidate. Da qualche mese è addirittura nata una piattaforma dedicata al turismo esperenziale in chiave gastronomica: il suo nome è Foody, conta già 160 esperienze ed è attiva in 10 regioni italiane. 

L’Italia non ha solo un inestimabile patrimonio culturale. L’enogastronomia italiana è conosciuta in tutto il mondo, non ha bisogno di reclame, e attira ogni anno milioni di turisti. La sfida adesso è saper gestire al meglio questa grande risorsa, senza renderla banale e dandole la giusta valorizzazione.

Condividi e seguici nei social
error

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here