Ennesima trovata di Trump: il G7 2020 si terrà nel suo Golf Club a Miami

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Il G7 2020 si terrà nel Golf Club di Trump.

Ancora una volta Donald Trump fa discutere e solleva polemiche, con i democratici che sono sul piede di guerra. Il presidente americano ha deciso che il prossimo G7 2020 si terrà in Florida, precisamente presso il Golf Club di Miami di sua proprietà. L’annuncio ufficiale è stato dato in questi giorni durante una conferenza stampa da Mick Mulvaney, responsabile dello staff che affianca il leader della Casa Bianca.

Il portavoce ha dichiarato che, dopo aver vagliato 12 possibili destinazioni, alla fine il tycoon di New York ha optato proprio per il Trump National Doral Golf Club di Miami, considerandolo il luogo migliore per ospitare il vertice atteso per il 10-12 giugno del prossimo anno. Di fronte alle perplessità dei giornalisti, l’esponente politico 52enne ha sottolineato che si tratta della miglior sede possibile tra quelle in lizza per l’organizzazione dell’evento. Queste motivazioni però non hanno affatto placato l’ira dei democratici, i quali fin da subito hanno accusato il presidente statunitense di «corruzione».

Miami: il Golf Club di Trump.

Jerry Nadler, presidente del comitato giudiziario dei democratici alla Camera dei Rappresentanti, ha tuonato che questa è l’ennesima dimostrazione del comportamento corrotto e scorretto dell’attuale inquilino della Casa Bianca. A suo parere, Trump sta utilizzando il suo ruolo istituzionale solo ed esclusivamente per i propri interessi economici, aggiungendo che questo è un ulteriore «abuso di potere», e sottolineando che non passerà inosservato.

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Ricordiamo che i democratici già da un po’ di tempo stanno portando avanti una serie di indagini per valutare se ci sia stato impeachment in merito a presunte pressioni operate da Donald Trump nei confronti dell’Ucraina affinché scavasse nel passato del rivale alle presidenziali del prossimo anno, Joe Biden, per rovinare la sua reputazione agli occhi dei cittadini. Inoltre pare che già stessero raccogliendo informazioni sulle intenzioni dell’imprenditore statunitense di organizzare il G7 2020 in una delle sue strutture, come avrebbe anticipato durante l’ultimo vertice tenutosi ad agosto a Biarritz, in Francia.

G7 2020 al Golf Club di Trump: «Un’ottima sede»

I giornalisti hanno chiesto a Mulvaney se Trump, nel momento in cui ha scelto il suo resort di Miami per il G7 2020, fosse consapevole che questa presa di posizione avrebbe attirato su di sé critiche e attacchi soprattutto da parte degli avversari politici. Il responsabile dello staff ha detto che lui è stato il primo a manifestare qualche dubbio al presidente che, però, ha ribattuto che non avrebbe dato alcun peso alle polemiche e che era convinto che sarebbe stata la soluzione migliore.

Dunque non ci sarà alcun ripensamento, il vertice di giugno dell’anno prossimo sarà nella proprietà dell’imprenditore di New York il quale ha detto ai suoi collaboratori che sarà pronto a subire le critiche di tutti coloro che non accetteranno di buon grado questa disposizione. Il portavoce ha svelato che, secondo il numero uno della Casa Bianca, il Golf Club della Florida rappresenta anche la scelta più economica rispetto alle altre strutture in lizza, anche se per il momento ha evitato di riportare cifre o preventivi nel dettaglio.

G7 2020: le dichiarazioni di Mulvaney.

Inoltre, grazie all’imponente estensione del resort, risulterà piuttosto agevole ospitarvi non solo tutte le delegazioni straniere che approderanno negli States, ma anche gli organi di stampa ammessi all’evento. Nelle battute finali del suo intervento, Mulvaney ha rimarcato che lui era «scettico» rispetto all’idea di Trump, e per questo motivo è rimasto piuttosto sorpreso quando gli altri collaboratori vicini al tycoon gli hanno detto che in realtà proprio quello era «il posto perfetto».

Donald Trump già durante il G7 di agosto in Francia avrebbe manifestato l’intenzione di nominare come sede ufficiale del vertice del 2020 il Golf Club di Miami, smentendo che lo avrebbe fatto solo per i suoi interessi e definendolo «un ottimo posto». Infine avrebbe ricordato che, sorgendo a pochi passi dall’aeroporto, sarebbe comodo da raggiungere per tutti e che grazie ai suoi numerosi edifici avrebbe potuto accogliere i presenti e i rispettivi staff senza alcun tipo di problema.

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