Emtithal Mahmoud a COP26 con la poesia “Di Baladna”

Una poesia che tratta gli argomenti ambientali e sociali dei campi rifugiati e lo sfruttamento delle risorse

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COP26:

La poesia di Emtithal Mahmoud presentata a COP26 descrive gli effetti del cambiamento climatico in Giordania, Bangladesh, Camerun. Oggi e domani la letterata interviene agli incontri della Conferenza di Glasgow per parlare delle aree in cui la questione ambientale è un’emergenza.


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Perché Emtithal Mahmoud partecipa alla Conferenza sul clima?

La poetessa sudanese collabora con l’Agenzia delle Nazioni unite per i rifugiati per sensibilizzare ai trasferimenti per persecuzioni religiose e politiche. Ha quindi messo a disposizione il suo talento nel comporre strofe che fanno conoscere alcune situazioni che gli esuli devono affrontare. Sono sue le poesie “How am I to celebrate?”, “Boy in the sand” e “Head over heels”. Parole che affrontano i problemi dell’integrazione e dalla convivenza con altre etnia. Lo scorso anno ha anche trattato il tema del Coronavirus e gli effetti sull’umanità. Inoltre, si interessa degli sfollati che vivono in zone del pianeta in cui le risorse scarseggiano a causa dell’utilizzo non controllato e inquinamento.

Mahmoud a COP26

Emtithal è intervenuta alle discussioni della Conferenza sul clima, sollecitando le azioni per tutelare le generazioni future. Ha fatto riferimento ai programmi internazionali da attuare per contenere l’emergenza climatica e risolvere problemi umanitari. Infatti, nel campo profughi di Azraq in Giordania le persone devono fare i conti con una terra devastata da sfruttamento e guerra. Simili situazioni si verificano in altre zone in cui è necessaria la collaborazione dei Governi internazionali.

La poesia “Di Baladna” o “Our Land”

L’autrice che ha vinto il World poetry slam individuale del 2015 a Washington DC ha presentato il suo lavoro. Lo scritto comincia con la Terra che descrive i danni che ha subìto negli ultimi anni che hanno ripercussioni sull’intera umanità. Poi la poetessa parla della vulnerabilità delle genti che vivono nei campi rifugiati in condizioni precarie. Sono infatti aree in cui è evidente l’azione della società sul pianeta e in cui è diventato difficile vivere.