Emissioni auto ibride: L’Europa alza la guardia

Possibili modifiche al ciclo di omologazione

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Legge di bilancio

Le emissioni delle auto ibride sono sotto la lente d’ingrandimento dell’Unione Europea. A Bruxelles e dintorni si stanno domandando se l’attuale ciclo di omologazione sia corretto, dopo che un think tank ha fatto notare che i risultati non sono del tutto realistici. Nel corso del gruppo di lavoro che è stato organizzato con gli stakeholders si discuterà anche di questo. L’appuntamento è per il 9 febbraio, ed eventuali provvedimenti non entreranno in vigore non prima del 2025.


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Emissioni auto ibride: verso una nuova regolamentazione?

Il caso nasce dal rapporto dell’International Council for Clean Transportation, un think tank che si occupa di trasporti e ambiente. Basandosi sull’incrocio di dati tra i valori dichiarati ed i consumi reali indicati dai proprietari, l’ICCT ha concluso che i dati sulle emissioni delle vetture ibride ed ibride plug-in sono troppo ottimistici rispetto ai valori reali. La discriminante sta sull’autonomia dei veicoli in modalità elettrica e sulle ricariche della batteria, spesso inferiori rispetto ai dati ufficiali. “Le emissioni calano ogni anno, e questo è un grande successo“, ha dichiarato Peter Mock, direttore della filiale europea della ICCT. “Ma il problema maggiore è l’ibrido“. Dal punto di vista legale, l’ibrido è spesso assimilato all’elettrico per quanto concerne l’impatto ambientale. Ma per il consorzio si tratta di un ragionamento sbagliato, essendo il contributo del motore elettrico meno ampio nelle PHEV.

Riforma in vista?

Secondo l’agenzia Reuters, l’UE ha recepito il messaggio, e potrebbe rivedere il ciclo di omologazione. L’idea è quella d’inasprire i limiti, dando ai costruttori meno possibilità di usare i modelli ibridi per abbassare la media delle emissioni evitando le multe. Se ne discuterà i 9 febbraio, quando l’Unione inviterà le aziende del settore per discutere delle prossime mosse in fatto di mobilità. Qualunque modifica all’impianto già esistente sarà approvata entro l’anno, ma non entrerà in vigore prima del 2025. In quell’anno, si attiverà la famigerata normativa Euro 7, che sta facendo arrabbiare i costruttori per limiti di emissioni al confine del demenziale.