EMILY DICKINSON, UNA VITA DI POESIA

«il cuore è la capitale della mente»

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Emily Dickinson

EMILY DICKINSON NACQUE IL 10 DICEMBRE 1830. RICORDIAMO UNA POETESSA, UN’ANIMA SENSIBILE, UNA PENNA PROFONDISSIMA

Un pensiero di Emily Dickinson, semplice e forte: «sarei molto più sola senza la mia solitudine». La poetessa fu sempre fiera e contenta della sua solitudine; scelse di essere sola, scelse di vivere con un entusiasmo tutto interiore. La vita di Emily Dickinson fu una vita di poesia, una vita declinata verso una sensibilità recondita, di quelle che si ritrovano solo se si scava a fondo dell’animo umano. Il lavoro poetico di Emily Dickinson capitò in un’epoca difficile e rigorosa; l’ambiente della poetessa fu colto ma molto conservatore ed il genio femminile fu l’elemento che più di ogni altro si ritrovò vittima dei rigidi mores. La Dickinson rifuggì il discorso mondano, si ritirò nella sua intimità e scrisse della vita, dell’amore, della natura, dello spirito, dell’eternità. Portò alla luce poesie meravigliose, tra le più belle di sempre.

EMILY DICKINSON, VITA E POESIA

Emily Dickinson nacque il 10 Dicembre 1830 ad Amherst, nel Massachusetts, da una famiglia non particolarmente facoltosa ma ben vista dalla società. La Dickinson crebbe in un ambiente culturale piuttosto stimolante; frequentò l’Accademia di Amherst per sette anni e la scuola Mount Holyoke Female Seminary. Emily fu sempre un ragazza brillante e intelligentissima ma non seguì regolarmente gli studi poichè non volle mai sottoporsi alle imposizioni scolastiche, soprattutto in termini di religione. La poetessa dunque continuò gli studi da autodidatta coltivando interessi per la vita spirituale, per il concetto dell’al di là della morte, per la verità. Emily Dickinson ad un certo punto della sua esistenza decise di ritirarsi dalla vita sociale per dedicarsi alla scoperta della sua interiorità, per approfondire concetti importanti quali l’amore, il rapporto con la natura, con l’altro, con la spiritualità.

La Dickinson fu una scrittrice prolifica ma solo poche delle sue poesie composte furono pubblicate durante la sua vita. La poetessa conservava le sue poesie su foglietti ripiegati e cuciti fra loro; tutti questi foglietti furono ritrovati da Lavinia, la sorella di Emily, e pubblicati postumi. La prima raccolta, Poems by Emily Dickinson, fu pubblicata nel 1890, la seconda nel 1891 e la terza nel 1895. Emily Dickinson fu una donna che scelse di essere sola, di stare da sola con se stessa e con la poesia. Decise di vivere di immaginazione e di anima.

La poesia della Dickinson è una poesia metafisica, una poesia visionaria; il lessico è semplice ma la sintassi insolita. La punteggiatura è quasi inesistente e spesso si trovano non punti o virgole ma trattini, utilizzati dall’autrice per imitare il ritmo del respiro. Oggi dunque ricordiamo una poetessa sublime ma ricordiamo anche un’opera ardita, bizzarra e ricca di bellissime contraddizioni. Riportiamo una poesia che esprime perfettamente la purezza e la profondità di Emily Dickinson:

Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi non avrò vissuto invano – Se allevierò dolore di una vita o guarirò una pena – o aiuterò un pettirosso caduto a rientrare nel nido non avrò vissuto invano

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