Emilio Visconti Venosta: commissario del re con Garibaldi

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Emilio Visconti Venosta è un marchese e politico italiano, degli inizi 800 ed inizi 900. Inoltre, il diplomatico riceve la nomina di ministro degli Esteri, diverse volte durante la carriera politica. Durante la sedicesima legislatura, il marchese diventa Senatore del Regno d’Italia. Ma Venosta oltre agli interessi politico e letterario, segue l’ambizione del collezionismo di dipinti, in cui diviene grande conoscitore. Mentre, tra le opere bibliografiche del marchese figurano: Politica e diplomazia in Italia tra XIX e XX secolo, Ricordi di Gioventù, Vita di Antonio di San Giuliano ed altre.

Emilio Visconti Venosta chi é?

Emilio Visconti Venosta nasce a Milano il 22 gennaio 1829 e decede a Roma il 28 novembre 1914. I genitori sono Francesco e Paola Borgazzi, mentre il fratello minore è Giovanni. Inoltre, Emilio frequenta gli studi presso il Liceo classico Giuseppe Parini di Milano. In seguito, Emilio studia giurisprudenza presso l’Università di Pavia, dove consegue la laurea. Alla fine del percorso accademico, Visconti decide di intraprendere la carriera politica. A fronte di ciò, il diplomatico segue prima le ideologie repubblicane, poi il pensiero di Cavour.

Emilio Visconti Venosta: commissario del re

Le idee di Giuseppe Mazzini coinvolgono il politico milanese, che condivide e promuove in prima persona. A ragion per cui, Venosta aderisce a numerose cospirazioni strategiche contro gli austriaci. Nel 1853, a Milano nascono delle disapprovazioni sulle idee di Mazzini, che inducono Visconti ad abbandonare il movimento dello stesso. Ciò nonostante, Visconti contribuisce nella propaganda in opposizione all’Austria, che lo costringe a lasciare la città natale. Nel 1859, Venosta trova rifugio a Torino, dove nel conflitto bellico con l’Austria, Cavour lo nomina commissario del re, nelle truppe di Giuseppe Garibaldi.

La carriera politica

Nel 1860, Visconti ottiene la carica di deputato e segue Farini nei ruoli diplomatici a Modena, Napoli, Londra e Parigi. Inoltre, il politico riceve come riconoscimento professionale da Cavour, l’incarico fisso di Ministro degli Esteri. In seguito, il conte Pasolini nomina Venosta Segretario generale del Ministero. Negli anni sessanta, alla morte di Pasolini, il diplomatico milanese diviene il successore, come ministro degli Esteri. Di fatto, Visconti durante la carica governativa insiste sugli aiuti politici di altri Paesi, per l’Italia. Dopo la presa di Roma, il politico diviene noto per la frase: “indipendenti sempre isolati mai”. Nel 1864, Venosta stipula sulla questione romana con la Francia la convenzione di settembre. Durante lo stesso anno finisce il governo di Minghetti ed anche l’incarico di ministro del diplomatico.

Il ministro del re

Nel 1866, La Marmora é capo del nuovo esecutivo ed incarica Visconti come ministro del re, di raggiungere Costantinopoli. A fronte di ciò, Venosta riceve la nomina di ministro degli Esteri, da Ricasoli. Di fatto, nella battaglia di Custoza, il diplomatico impedisce che il debito dell’Impero austriaco cade sull’Italia, oltre al debito veneziano. Negli anni settanta circa, Visconti esegue numerosi negoziati ed incarichi politici. In verità, Venosta cura le questioni per la guerra tra Francia e Prussia e l’occupazione di Roma. Mentre seguono il termine del potere temporale del papato e la legge delle Guarentigie.

L’abilità in politica estera

Le capacità diplomatiche e strategiche di Visconti consentono all’Italia, la massima influenza nelle questioni internazionali, con la stima dei governi d’Europa. A fronte di ciò, Vittorio Emanuele III di Savoia nomina Venosta Cavaliere dell’Annunziata. Nel 1906, il diplomatico ottiene la delega italiana nella conferenza di Algeciras. A ragion per cui, Visconti evidenzia le incongruenze politiche degli austro – tedeschi, verso l’Italia.

La morte

Emilio Visconti Venosta decede a Roma il 28 novembre del 1914, all’età di ottantacinque anni.

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